Presa la gang che rapina gli studenti. La Polizia a ragazzi e insegnanti: “Non tacete, denunciate”. Al polo Makallè cazzotto a una prof

23/12/2014 – La Polizia è riuscita a individuare e a denunciare alcuni ragazzi di una banda responsabile di furti e rapine ai danni di giovanissimi. La Squadra Mobile guidata dal dottor Guglielmo Battisti è arrivata a due minorenni di 16 e 17 anni e due maggiorenni, italiani e stranieri, che hanno sottratto gli smartphone agli studenti in almeno quattro casi, tra novembre e dicembre, sui bus oppure alle fermate. 

A loro si è risaliti proprio dalle denunce presentate da tre minorenni e dai loro genitori, e da un giovane di 25 anni, tutti vittime della stessa rete di giovani delinquenti presenti alternativamente ai vari episodi criminosi (uno solo sarebbe stato presente in tutti i quattro casi). 
La polizia tuttavia ritiene che si tratti soltanto della punta dell’iceberg: i casi di furto e di intimidaziome sarebbero molti di più, così come altri giovani non ancora identificati farebbero parte della banda. “Se ci sono ragazze e ragazzi che hanno subito furti o angherie in situazioni analoghe, si facciano avanti. Le loro denunce sono indispensabili”. 
Di certo, da una decina di giorni non so ha notizia di aggressioni del genere, a conferma del fatto che la Squadra Mobile ha colpito nel segno.
Tuttavia l’allarme resta alto perchè gli episodi di bullismo in ambito scolastico,  e purtroppo sempre più spesso veri e propri fatti criminosi, si moltiplicano con un crescendo impressionante. 
Epicentro di questi fenomeni è il polo Makallè, dove studiano ben cinquemila giovani, e che è un autentico colabrodo, dove può entrare chiunque e dove può accadere di tutto specialmente all’ingresso, all’uscita dei ragazzi e durantemla ricreazione. 
Proprio nei giorno scorsi un’insegnante si è fatta medicare in ospedale per aver preso un cazzotto, o un manrovescio, mentre era accorsa a dividere due studentesse che se le davano di santa ragione. E mentre pochi metri distante era scoppiata un’altra rissa tra ragazzi. 

La situazione  preoccupa non poco la Polizia, che per questa ragione chiede la massima collaborazione degli studenti e degli insegnanti. Un appello in questo senso è stato lanciato dal vicequestore vicario di Reggio Emilia, Capocasa: “Chiediamo a tutti, studenti e insegnanti, di parlare, di tenere gli occhi aperti e non voltarsi dall’altra parte. Chiediamo di denunciare le prevaricazioni e i fatti di criminalità. Noi abbiamo pattuglie tutti i giorni in piazzale Europa, all’arrivo dei bus, e davanti al polo Makallè, ma da sola la Polizia non può risolvere il problema. Chiediamo agli insegnanti di tenere gli occhi aperti: non si può continuare a far finta di niente, perche è come dire: “Fate pure, andate avanti”.  È indispensabile la collaborazione di tutti – conclude Capocasa – con una rete virtuosa tra studenti, famiglie, insegnanti e forze dell’ordine. È questo il senso del nostro progetto scuola, che ci vede direttamente  impegnati a dialogare negli istituti. Se magistrati in prima linea come Gratteri o Di Matteo ritengono importante dedicare parte del loro tempo ad andare nelle scuole, qualche ragione evidentemente ci sarà”. 
Speriamo che il Natale porti buoni consigli, e che l’omertà finisca. 

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