Matilde srl, scandaloso tramonto. L’assemblea ha deliberato lo scioglimento della società

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19/12/2014 – Oggi l’assemblea dei soci della Matilde srl ha deliberato, come previsto, lo scioglimento della società. Diversa la sorte della Montefalcone srl, che lo scorso anno aveva ereditato dalla Matilde il patrimonio immobiliare e i relativi debiti: per questa società è stata depositata istanza di fallimento in proprio.
L’amministratore unico Giancarlo Attolini ha illustrato le motivazioni che non rendono più possibile il raggiungimento dell’obiettivo sociale della Matilde srl, legate alla situazione economica e finanziaria dell’ente. Il dibattito ha visto gli interventi dei soci pubblici e privati: al termine del confronto, l’Assemblea ha deliberato lo scioglimento della società e la sua messa in liquidazione, con il 77,98 per cento dei voti favorevoli, rispetto all’81,69 per cento delle quote rappresentate.
 
L’assemblea ha ringraziato il dr. Attolini per l’opera fin qui
svolta. È stato dunque nominato il liquidatore nella persona del dr. Alberto Peroni, su proposta accolta all’unanimità. Sempre all’unanimità è stato stabilito il compenso per l’espletamento delle procedure di liquidazione e cessazione dell’attività, nella misura massima di 5mila euro annui più IVA. La liquidazione di Matilde Srl dovrà protrarsi fino a
all’incasso dei crediti tributari attualmente in essere, e alla scadenza delle attività di accertamento.
 
Non si è svolta invece l’Assemblea di Montefalcone Srl, inizialmente prevista in data odierna, a causa della presentazione dell’istanza di fallimento avvenuta nella giornata di giovedì 18 dicembre.
 
Per il presidente Giammaria Manghi: «Termina con questi passaggi, di certo non indolori, l’esperienza delle società matildiche, nate in un’altra fase della vita degli enti pubblici, in una ormai superata stagione di finanza pubblica espansiva. Oggi lo stato dei conti non consente di proseguire in attività di promozione turistica o di valorizzazione del patrimonio culturale, poiché esse non sono più di competenza delle Province e rappresentano degli obiettivi il cui perseguimento non risulta sostenibile per le casse dei Comuni e degli enti locali in generale».

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