Mafia, politica e economia: gli studenti interrogano i giornalisti. Assemblea di Libera al Pascal con Santo della Volpe

Infltrazioni mafiose: ndrangheta, politica  e economia. È il tema di un incontro pubblico di alcuni giornalisti invitati a parlare agli studenti dell’istituto Blaise Pascal di Reggio Emilia. L’iniziativa, in  programma domani mercoledi 17, ore 10,30 al polo Makallè di Reggio Emilia, è della fondazione Libera. 
 Partecipano Santo Della Volpe, Presidente Libera Informazione,         Luca Ponzi (RAI), Paolo Cagnan, direttore  Gazzetta di Reggio Emili e Luigi Manfredi, caporedattore Resto del Carlino Reggio.    

“Saranno affrontati – comunica Libera – gli aspetti della penetrazione mafiosa nell’Economia e nella politica, partendo dalle alterazioni introdotte dalla presenza delle mafie  nella libera concorrenza,nella politica locale, come recentemente accaduto a Brescello”. 

MAFIE IN EMIKIA-ROMAGNA: ALCUNI DATI DELL’OSSERVATORIO DI LIBERA

“La presenza mafiosa in regione è un fenomeno non trascurabile e sempre in crescita, che si accompagna spesso ad altri fenomeni d’illegalità, tutti  registrati dal Dossier “Mosaico
di Mafie ed Antimafia” di Libera Informazione, in via di aggiornamento. Nel 2012, infatti, le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse all’Uif dagli operatori finanziari (per lo più banche/uffici postali, enti creditizi in generale) è aumentato notevolmente (5.192 segnalazioni, pari al 5,4% del totale nazionale).
Nel 2013 è risultato in evidenza il riciclaggio di denaro sporco, campo nel quale l’Emilia Romagna è balzata al quarto posto dopo Lombardia, Lazio e Campania, per numero di segnalazioni di operazioni sospette: ben 5.192 in un anno, passando dalle 986 del 2008 al dato  quintuplicato del 2012.
 E sono le segnalazioni arrivate dai soli intermediari finanziari. Mentre, sempre sul fronte del riciclaggio, colpisce l’ingresso prepotente sulla scena dei reati legati al riciclaggio, il fenomeno dei “compro oro”, settore nel quale la Guardia di Finanza ha segnalato l’ingresso delle mafie, con esportazioni fittizie di oro per mascherare vendite in nero di metallo prezioso, truffe con denunce di quantitativi di oro “non corrispondenti a quelli effettivi” per mascherare furti e riciclaggio da acquisti in nero. Aumentano, anche se in numeri più bassi, le segnalazioni provenienti da professionisti e da operatori non finanziari. Per quanto riguarda poi reati decisamente mafiosi come le estorsioni, è preoccupante notare che l’Emilia Romagna ha ormai stabilmente il 5,4% dei reati questa specie denunciati in Italia.  Inoltre, negli ultimi due
anni presi in considerazione dalle forze di polizia, è importante notare un aumento delle denunce per danneggiamento, di sicuro effetto intimidatorio, che hanno raggiunto in Emilia Romagna il numero di ben 766. Si tratta di  “reati spia”, che riguardano l’illegalità economica in generale”.

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