L’industria reggiana rallenta di nuovo nel terzo trimestre. Fatturati quasi fermi, ordini col segno negativo

17/12/2014 – Unindustria Reggio Emilia lancia l’allarme sul rallentamento dell’economia provinciale nell’ultimo trimestre. La produzione industriale nel trimestre luglio-settembre ha segnato un piccolo aumento dell’1,6% contro il 4,1% di fine 2013. Altro che champagne: sotto l’albero dell’industria reggiana al massimo c’è un pallido spumantino. E va già bene così.
Di fronte ai dati del rapporto trimestrale, diffuso questa mattina da via Toschi, il presidente di Unindustria Mauro Severi non nasconde la sua preoccupazione e chiede, al governo e all’Unione europea, decisioni rapide di tipo espansivo. Del resto, i dati macroeconomici di oggi confermano, con l’inflazione prossima allo zero, la stagnazione dell’economia
europea.

Ma veniamo al report di Unindustria.

Nel trimestre luglio-settembre 2014 la produzione industriale in provincia di Reggio Emilia ha evidenziato una crescita modesta (+1,6%) rispetto allo stesso periodo del 2013, concretizzando i dubbi emersi nella precedente rilevazione sulla consistenza dei miglioramenti registrati negli scorsi mesi.
“Il rallentamento registrato riflette la scarsa dinamicità del contesto nazionale e l’evoluzione dello scenario internazionale – rimarca Unindustria – Ne sono alla base la
perdurante debolezza della domanda interna e le condizioni sempre più selettive sui mercati esteri.

LE VARIAZIONI PERCENTUALI NEGLI ULTIMI TRIMESTRI

2013
2014
Variazioni%
IV trim.         I trim.    II trim.    III trim.
Produzione industriale.              4,1               3,0        4,6.       1,6
Fatturato.                                   5,8
6,1        2,7        2,2
Fatturato Italia.                          1,8                4,9        1,6        0,8
Fatturato estero.                        9,9                7,0        3,2        4,5
Occupazione.                           -0,1                0,7.       1,1        -0,7
Ordini complessivi.                    6,9                3,9.      -1,1        -1,0
Ordini esteri.                             11,9.              4,2       -0,1        -0,6

“Anche la dinamica del fatturato, pur restando in territorio
positivo, mostra segni di rallentamento nell’ultimo trimestre, ma non un cambio di segno. I ricavi complessivi sono cresciuti del 2,2% rispetto allo stesso trimestre 2013. Il contributo alla crescita del fatturato è venuto principalmente dai mercati esteri (+4,5%), mentre la componente interna ha registrato un andamento piatto (+0,8%)”.

Rallenta anche il trend dell’export, tradizionale punto di forza dell’industria reggiana: nel terzo trimestre la crescita (4,5) è in aumento rispetto al periodo aprile-giugno, ma gli ordini diminuiscono.
Ancora più preoccupante la diminuzione dei posti di lavoro, col segno negativo da due trimestri.
“Segnali di indebolimento della ripresa provengono dagli ordinativi acquisiti nel trimestre che risultano in ripiegamento, non solo quelli provenienti dal mercato interno, ma anche quelli dall’estero. Per quanto concerne il terzo trimestre 2014, sia gli ordinativi interni sia quelli esteri hanno fatto registrare una flessione, rispettivamente dell’1,0% e dello 0,6%.

Le incertezze che caratterizzano l’attuale fase congiunturale si associano ad una evoluzione piatta dell’occupazione: -0,1% la variazione tendenziale registrata.

L’andamento dell’economia locale rimane, quindi, ancora instabile e strettamente connesso agli accadimenti nazionali ed internazionali. A periodi di miglioramento si alternano fasi di rallentamento come l’attuale, segnale che la via della ripresa non è ancora né chiara né lineare. Le previsioni espresse degli imprenditori reggiani, per l’ultimo trimestre dell’anno in corso, evidenziano un quadro di attese molto conservativo e non lasciano intravedere un significativo mutamento del quadro economico”.

LE PREVISIONI
Nel dettaglio, il 25,2% delle imprese si attende, per il prossimo trimestre, un aumento della produzione, a fronte del 26,0% che ne prevede la diminuzione. Relativamente alla domanda complessiva, il 49% delle imprese intervistate non prevede variazioni degli nel prossimo trimestre, mentre sono pari al 25% quelle che si attendono aumenti contro il 26% che invece pronostica contrazioni. Per quanto riguarda la domanda estera, il 45% delle imprese partecipanti all’indagine non pronostica variazioni dei propri volumi, il 36% prevede di incrementarli, mentre il 19% prospetta diminuzioni.
Quasi il 60% degli imprenditori intervistati ritiene che resteranno stabili i livelli occupazionali. Sale al 36% la quota di imprese che non esclude possibili contrazioni occupazionali, a fronte del 4% che prevede un potenziamento degli organici.

MAURO SEVERI: “NECESSARIO UNO CHOC ESPANSIVO”

Mauro Severi, Presidente Unindustria Reggio Emilia, ha così commentato i dati: “Solo con il lavoro si generano i consumi e cresce la domanda interna. Di qui la necessità dell’attuazione delle riforme attese, dal Jobs act alla delega fiscale. Non solo, serve una scossa infrastrutturale che, se accompagnata da un drastico miglioramento delle condizioni del fare impresa, può invertire la tendenza negative in essere. Infine un accenno al ruolo dell’Unione Europea che, in questa fase storica, deve mostrare a tutti le ragioni della sua esistenza operando finalmente con concretezza contro la crisi. Servono scelte diverse ed espansive, e i fatti dimostrano, anche ai più reticenti, come occorra andare oltre i dogmi dell’austerità”.

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