La puzza dopo la radioattività: nuovo fascicolo della Procura sulla discarica Iren di Poiatica

8/12/2014 – La Procura della Repubblica di Reggio Emilia avrebbe aperto un secondo fascicolo sulla discarica di Poiatica, questa volta a seguito degli odori che hanno invaso la vallata in novembre per parecchi giorni. Lo sostiene il comitato Fermare la discarica, che plaude al lavoro dei magistrati, sostiene che la questione Poiatica non è più solo ambientale ma prima ancora di salute pubblica, e invita i cittadini, quando si sentono gli odori nauseabondi, a telefonare alle autorità, in primis il Corpo Forestale dello Stato.

“Lo scorso 23 Novembre abbiamo avvertito le autorità competenti per i persistenti odori, entrando in discarica, segnalando e appellandoci alle istituzioni affinché vadano a fondo su una questione che è ambientale ma prima di tutto sanitaria. Evidentemente qualcuno ci ha ascoltati e ora la Procura di Reggio apre un nuovo e secondo fascicolo di indagine dopo quello sulla questione ‘radioattività’ ancora in corso – scrive il Comitato – Il biogas, quella puzza di gas metano mista a rifiuti che si sente e invade la vallata è per noi un elemento di forte preoccupazione. Ci sono dentro componenti chimiche che si miscelano tra loro causando, a lungo termine e ad alti livelli, danni all’ambiente ma soprattutto alla salute. Nessuno può e sa dirci cosa e quanto esattamente abbiamo respirato in questi anni. Proprio per questo diciamo ‘adesso basta!’, se ci sono delle responsabilità queste devono essere accertate’.

Il Comitato afferma inoltre che “il 23 Novembre Iren è stata sanzionata anche per aver lasciato il fronte scoperto di rifiuti da non si sa quanti giorni, violando le autorizzazioni ambientali e normative elementari per lo smaltimento. Rispetto alle uscite di gas, il problema ha continuato a persistere anche nei giorni a seguire, segno di un’incapacità a risolverlo nell’immediato.

Chiediamo giustizia e rispetto delle leggi, perché non possiamo tacere e fare finta che questa situazione sia accettabile. Qui si parla di diritti basilari a vivere in un ambiente tutelato e salutare.”

Il fatto che nessuno abbia fatto uno studio su noi, sulla popolazione residente, vicino alla discarica non significa che il problema non esista – aggiunge la nota – Il problema c’è ed è sotto gli occhi o meglio sotto il naso di tutti, solo che viene nascosto sotto il tappeto e ora il bubbone  è scoppiato. Le persone dei comitati, le stesse che fino a poco fa furono tacciate di amoralità , allarmismo e interesse personale (?) hanno testimoniato e denunciato”.

Infine l’appello ai cittadini, “a chi sente gli odori”: “Telefonate alle autorità,  al Corpo Forestale territoriale, ad Arpa e al Sindaco. Telefonate con la consapevolezza di fare l’unica cosa giusta: fidarsi del proprio naso e della giustizia e sperare che un giorno tutto questo finisca.
Venerdì ci sarà la prima Comissione discarica dall’insediamento della nuova amministrazione. In quella sede chiederemo che le sessioni siano aperte al pubblico e che chiunque voglia possa essere presente”.

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