La “borsa” della cocaina era al bar di Vezzano. Un giro di insospettabili riforniva la Reggio bene

20/12/2014 – Il “borsino” della coca era al bar del paese. Un tempo davanti a caffè e lambruschini si contrattava il prezzo di suini e formaggi, oggi si fissa il prezzo al minuto della droga. Tutto alla buona, naturalmente, ma il giro nel suo piccolo fruttava bene: in poco tempo 120 mila euro, ed è solo quello accertato dai Carabinieri. 

I broker dello spaccio, a Vezzano sul Crostolo, erano insospettabili e pef questo rispettabili commercianti e professionisti. Non erano ragazzini, e riforniva una fitta rete di clienti “perbene”, gente conosciuta e in affari. 
Si rifornivano da due grossisti, i famosi fratelli  tunisini  Khaled  e Ziad Sellami, di 25 e 20 anni, entrambi residenti a Reggio, ma anche da un falegname che lavora a Milano e che al fine settimana torna a Vezzano dove risiede, ed evidentemente arrotonda le sue entrate. Pare che l’imprenditore titolare del bar fosse all’oscuro del giro, tuttavia nei suoi confronti non si escludono provvedimenti di tipo amministrativo. 

Questa a grandi linee l’organizzazione sgominata dai carabinieri di Castelnovo Monti e di Vezzano sul Crostolo con l’operazione “Odissea”, coordinata dal sostituto procuratore di Reggio Emilia Giacomo Forte, che  concordando con le risultanze investigative dell’Arma, ha chiesto e ottenuto dal Gip Antonella Pini Bentivoglio otto provvedimenti cautelari.

Prima dell’alba di stamani sono scattati arresti, perquisizioni domiciliari e anche sequestri di droga da parte degli uomini del capitano Dario Campanella, comandante della compagnia Carabinieri di Castelnovo Monti. 

Sono finiti in manette i fratelli Khaled e Ziad Sellami, ritenuti i fornitori all’ingrosso dei broker di paese, e un presunto “free lance” dello spaccio, il falegname Luca Capello di 48, nato a Milano e residente a Vezzano dove di regola ritornava nel week end  con qualche quantitativo acquistato a prezzi vantaggiosi in lombardia, da piazzare agli amici. Questa notte tuttavia nom è rientrato nel reggiano, così l’arresto è avvenuto a Milano. 

Invece sono stati notificati altri provvedimenti a cinque persone insospettabili, tutte residenti nella zoma pedemontana.divieti di dimora nella provincia di Reggio Emilia al titolare di una officina meccanica (47 anni) e a un allestitore di stand di 43. 
Divieto dimora nel comune di Vezzano sul Crostolo per un odontotecnico di 30 anni e invece obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per un meccanico di 43 anni e un elettricista di 48. Erano loro gli “amici al bar” che compravano la coca, ma anche marijuana e hashisc, dai fratelli tunisini e dal falegname; e che davanti a una coca e a un caffè raccoglievano e smistavano le ordinazioni del loro giro di clienti, piuttosto ampio. 
I Carabinieri sono riusciti a documentare circa 2 mila 700 cessioni di stupefacenti per circa 120 mila euro di guadagni. Ma se è vero, come sostengono gli investigatori, che il sodalizio funzionava dal 2008, le dimensioni effettive del giro protrebbero essere molto più ampie. Le indagini continuano anche alla ricerca di quantitativi di droga pronti per essere piazzati ai consumatori. 

Le indagini hanno preso le le mosse dall’arresto di un pusher nordafricano, avvenuto nel 2013. I Carabinieri, come ha spiegato il capitano Campanella, hanno indagato com metodi tradizionali: testimonianze, tabulati, confidenze, pedinamenti, ricostruzione di legami fra le persone Un’indagine tutt’altro che semplice, partita dagli interrogatori e dall’esame delle agende telefoniche di numerosi clienti, per lo più persone della Reggio-bene che hanno permesso di ricostruire la rete dello spaccio. Forse è solo l’inizio di un’inchiesta destinata a far tremare Reggio. 

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