Fuoco su Iren, Alan Fabbri punta il dito sul nuovo a.d. Bianco. “Chiarezza sui suoi rimborsi spese in Puglia”

8/12/2012 – “Chiarezza sulla nomina dell’amministratore delegato Massimiliano Bianco, già oggetto di un provvedimento disciplinare all’epoca della sua direzione dell’acquedotto pugliese”.
 
E’ quanto chiederà, tra i suoi primi atti in Regione il neoeletto consigliere leghista Alan Fabbri (candidato presidente della lista Lega Nord-Forza Italia)  che intende sollecitare la nuova giunta a ‘”un’operazione trasparenza e verità sulle multiservizi”. In particolare Fabbri chiederà di “promuovere un percorso di drastico taglio a compensi, bonus e benefit ai manager ”.
Il riferimento è alla buonuscita di oltre 900mila euro concessa all’ex ad De Sanctis, ma anche alla “spropositato compenso assegnato allo stesso Bianco, di 351mila euro, peraltro in ribasso rispetto a quello dei suoi predecessori”.
 
Su Bianco, inoltre – dice Fabbri – devono essere chiarite alcune “oscure vicende che sembrano riguardarlo”. In particolare, come riportano alcuni siti di informazione locale, il neonominato ad sarebbe stato oggetto di un provvedimento disciplinare in Puglia (fu direttore dell’acquedotto pugliese) con l’accusa di mancato controllo su alcuni rimborsi spese, a seguito del quale si e dimesso nel 2013.
 “La giunta faccia chiarezza su questi fatti, Bianco venga subito convocato in commissione. La sua nomina – lamentano tanti sindaci – non è neppure stata condivisa”, dice Fabbri, che punta il dito anche contro il “sistema delle multiservizi”: “A Piacenza si sta formando una cordata di sindaci che chiedono conto dei mancati investimenti di Iren” e che reclamano “chiarezza sulle procedure”. Utenti segnalano “sistemi di rastrellamento di denaro, con costi eccessivi legati ai servizi” e “attendiamo di sapere se e come si sta
facendo fronte a un buco di bilancio che risulta essere di miliardi di euro”. A proposito di multiservizi, Fabbri ricorda che “siamo ancora in attesa che il ministro Galletti ci degni di una risposta sulla vicenda del presunto deposito di rifiuti tossici sotto la sede Hera di viale Berti Pichat”.

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