Fiere, la politica ha fatto crac

28/12/2014 – Crac Montefalcone, crac Fiere, scandalo a Iren per la buonuscita faraonica all’ex a.d. De Sanctis (mentre agli utenti in ritardo nei pagamenti per poche decine di euro, e magari per bollette non ricevute, viene tagliato il gas in pieno inverno). E mettiamoci pure il blocco dei conti correnti dei capigruppo del vecchio consiglio regionale, che coinvolge fra gli altri Liana Barbati (IdV) e Matteo Riva.

Decisamente il 2014 della politica e delle amministrazioni reggiane si chiude in un “cupio dissolvi” come si era visto di rado nel passato (bisogna tornare indietro di una dozzina d’anni, ai tempi dello scandalo Bipop) e che questa volta sa di caduta dell’impero. I fronti aperti hanno tutti un denominatore comune: il denaro dei cittadini buttato al vento.

Su tutto si staglia la vicenda del crac Fiere di Reggio, di una gravità inaudita per le origini politiche del dissesto, marchiate a fuoco col simbolo del PD, e per le sue conseguenze devastanti sull’economia reggiana, nell’anno oltretutto dell’Expo 2014.

La questione approda in Consiglio Provinciale domani pomeriggio lunedì 29, in una seduta che nella carta si preannuncia rovente. Sarà mandato in soffitta una volta per tutte,  salvo colpi di coda da parte del Pd, il progetto architettato dall’ex presidente Masini di vendere il pacchetto di azioni Autobrennero (valore teorico 15 milioni di euro) per ricapitalizzare il polo fieristico e riportare il concordato di Reggio Fiere “in bonis”.

Le Fiere potevano essere salvate dall’ingresso di Fiera di Milano, ma le manovre dell’ex assessore regionale Muzzarelli (spalleggiato proprio da Sonia Masini) contro la volontà unanime del mondo imprenditoriale e delle cooperative, hanno impedito l’unica soluzione che avrebbe garantito una vera prospettiva al polo di via Filangieri.

Oggi il commissario giudiziale, avvocato Tiziana Volta, aspetta solo le decisioni del Consiglio Provinciale. O domani sarà prospettato un “piano B” credibile, o difficilmente potrà essere fermato il fallimento.

Di certo, il salvataggio non poteva avvenire con le azioni Autobrennero per mille ragioni diverse. Ma soprattutto perché è l’ora di smetterla di usare altri milioni pubblici, cioè dei cittadini, per tappare i buchi provocati dalla politica. Il crac delle Fiere, è noto, ha la sua origine nei 21 milioni di debito, poi ridotti a 17, ereditati dalla società Sofiser, in cui tre amministratori comparivano anche nella immobiliare del Pd.

giuse duePer queste ragioni oggi il capogruppo di Terre Reggiane-Forza Italia, Giuseppe Pagliani, può parlare di “una grande nostra vittoria sulla ex Presidente Masini dopo il fallimento della Montefalcone srl”.

“Per primo – scrive Pagliani – ho denunciato l’errore e l’orrore finale devastante della ex Presidente Masini riguardo al salvataggio disperato delle Fiere di Reggio, impegnando il patrimonio della Provincia di Reggio Emilia in quantità smodata ed insostenibile per un Ente in forte riduzione di trasferimenti dallo stato. Ho poi invitato circa un mese fa, in aula, il Presidente attuale della Provincia di Reggio Emilia a cassare il progetto fantasioso posto in voto all’ultimo consiglio provinciale della ex presidente Masini”.

“Sono felice che le mie parole ponderate a lungo – aggiunge il consigliere azzurro – siano divenute la ufficiale posizione del presidente della Provincia Giammaria Manghi, il quale ha deciso di annullare il piano di salvataggio delle fiere di Reggio deciso dall’ex presidente Masini.

La seduta a Palazzo Allende determinerà ufficialmente la rinuncia al conferimento del pacchetto azionario di Autobrennero da parte della Provincia in favore di FieREmilia: azioni che l’ente ha in seno al suo patrimonio, per un valore stimato in 15 milioni di euro.

Nel caso in cui il Consiglio approvasse il punto all’ordine del giorno, infatti, sarà stabilito il processo di reverse dello stanziamento come ulteriore quota capitale sotto forma di azioni della società Autobrennero a favore di fieREmilia, che era stato disposto attraverso un atto del Consiglio provinciale nel corso della precedente consigliatura all’ultimo convocazione del consiglio.

Viene così ufficialmente bocciata – conclude Pagliani – un’altra scelta strampalata della ex Presidente Masini e della sinistra reggiana che votando la proposta in consiglio provinciale diede materiale avvio ad una operazione spropositata ed inadeguata per l’ente di Palazzo Allende.

Ogni mia e nostra parola in merito si è manifestata come giusta, e la denuncia del grave errore lunedì 29 dicembre porterà a cassare il progetto ufficialmente”.

(p.l.g.)

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    28/12/2014 alle 19:37

    Di crac come questo ve ne sono a bizzeffe.

    Il problema e’ che non necessariamente essere un politico significhi essere un bravo manager.
    Oppure c’e’ del marcio dentro alle operazioni (operazioni veicolate…….).

    Non c’e’ da dispiacersene e farne un dramma.

    Tanto ai responsabili pubblici non faranno nulla.

    E’ il solito tran tran della politica.

    Ormai ogni colore politico e’ uniformato.

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