Ferrovie nel mirino: tanica di nafta trovata vicino ai binari a Samoggia

25/12/2014 – Una tanica di liquido infiammabile, quasi certamente nafta, e’ stata trovata ad alcuni metri dai binari ieri pomeriggio alle 17.30 dal personale della protezione aziendale di Fs nei controlli di routine alla linea Av Bologna-Milano, a Samoggia, al confine tra Modena e Bologna. La tanica, piena per un terzo, era appunto ad alcuni metri dai binari: non poteva fare danni, né esplodere. Il ritrovamento è avvenuto all’altezza del km 15,900, tra Samoggia ed Anzola. Sono subito stati avvisati Polfer, Digos e autorita’ giudiziaria. Ora il liquido sarà analizzato dalla polizia scientifica, e si lavorerà per individuare chi e perché abbia abbandonato la tanica, per capire se si sia trattato di un oggetto dimenticato, per esempio, durante lavori di manutenzione, o di un episodio di altra natura. Tra le ipotesi che vengono prese in considerazione da chi indaga c’è anche quella di un furto di carburante messo a segno, e magari poi abortito, ai danni di uno dei casolari di contadini nelle vicinanze. Saranno in ogni modo acquisite le immagini delle telecamere di sicurezza presenti.

Per il procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini, non si può ipotizzare una correlazione tra il ritrovamento della tanica e i roghi dolosi alla stazione di Santa Viola che hanno mandato in tilt l’Alta Velocità in Italia. “Ogni ipotesi di collegamento al momento è privo di riscontro” ha detto. Tra l’altro Samoggia si trova a circa 12 chilometri di distanza dalla stazione di Santa Viola,e anche per questo per chi indaga non ci sarebbe legame tra gli episodi.

Intanto i magistrati sono al lavoro. “Si lavorerà anche a Natale per dare un volto a questi criminali vigliacchi che hanno agito contro i diritti della gente comune” aveva infatti detto ieri Giovannini, parlando delle indagini sul sabotaggio all’Alta Velocità compiuto il 23 dicembre mattina.

Quel giorno quattro roghi dolosi in altrettanti pozzetti e canaline che alloggiano impianti, vicino alla stazione di Santa Viola della periferia di Bologna, hanno mandato in tilt il traffico ferroviario in Italia, con pesanti disagi per i viaggiatori. Sul posto c’erano due scritte ‘No tav’, ai lati opposti della massicciata. Dopo il sabotaggio di due giorni prima a Firenze, ultimo di una serie, si è parlato chiaramente di attacco all’alta velocità ferroviaria in Italia. A Bologna è stata aperta un’inchiesta contro ignoti per pericolo di disastro ferroviario causato da danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento seguito da incendio. 

Proseguono quindi le indagini della Digos, coordinate dal procuratore capo Roberto Alfonso e dal Pm Antonella Scandellari del gruppo ‘Istituzioni e terrorismo’. Non è contestata per ora l’aggravante eversiva, ma nel mirino c’è la matrice anarchica, anche se le quattro perquisizioni svolte nell’immediato del sabotaggio a Bologna nelle abitazioni di persone ritenute vicine a quest’area non hanno avuto esito positivo per l’indagine. Le case sono state trovate particolarmente in ordine. Non risultano esserci state rivendicazioni. L’idea su cui lavorano gli inquirenti è comunque che il sabotaggio non sia stato opera di personaggi arrivati da fuori Bologna e si stanno cercando collegamenti con episodi simili del recente passato. Non ci sono dubbi neppure sul legame con il sabotaggio simile del 21 dicembre a Firenze e sono aperti i contatti tra gli uffici investigativi delle due città. A Bologna sono in corso accertamenti sulle telecamere della zona, sperando di rintracciare qualche immagine del gruppetto mentre si avvicina o si allontana dal luogo dove ha colpito. Sono stati avviati anche controlli su tabulati e si seguono piste di altre indagini recenti su gruppi della stessa area. Si spera, soprattutto, che da parte degli autori dell’azione incendiaria sia stato commesso un errore.

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