Fatture gonfiate per Poke Balle? Indagine su Dallari, presidente Cna. Lui: “Pubblicità regolare”

9/12/2014 – Il presidente provinciale della Cna di Reggio Emilia, Nunzio Dallari, 63 anni, sarebbe sotto inchiesta per fatture, dell’importo di alcune migliaia di euro, emesse dalla ditta individuale di Marco Gibertini (il giornalista sportivo reggiano uomo-chiave dell’inchiesta Octopus) che la Guardia di Finanza ritiene gonfiate o addirittura per operazioni inesistenti.
Si parla di 3 fatture (2009, 2010 e 2011) per un totale di 25 mila euro relative a pubblicità nel talk show televisivo “Poke Balle” condotto sino alla scorsa stagione su Telereggio dallo stesso Gibertini insieme all’avvocato Marchesini.
Diecimila euro nel 2009, altri diecimila l’anno successivo e 5 mila nel 2011.

Secondi gli inquirenti (otto investigatori del nucleo di Polizia Tributaria che da mesi scandagliano i meandri dell’inchiesta Octopus) gli importi fatturati dalla “Gibertini comunicazioni” sarebbero  eccessivi rispetto alle prestazioni, se non addirittura per operazioni inesistenti, e tutto al fine dell’evasione delle imposte –  il condizionale è d’obbligo – da parte della ditta Dallari di Baiso.
Si tratterebbe di una indagine generata dal mare magnum di Octopus, in particolare da ammissioni e rivelazioni effettuate nel corso degli interrogatori da parte degli oltre 40 indagati  (in testa Gibertini)  coinvolti nell’inchiesta sulla maxi frode fiscale da almeno 33 milioni di euro; tuttavia l’inchiesta che coinvolge Dallari avrebbe assunto una propria fisionomia autonoma, anche perchè non direttamente  riconducibile, se per la presenza in regia del solito Gibertini, all’impressionante giro finanziario di soldi che arrivavano dal Sud e finivano in prestito a centinaia di società del Nord, proprio attraverso il collaudato meccani
smo delle false fatturazioni.
Dallari si proclama estraneo al giro della frode fiscale: “So quello che fatto: alcune pubblicità in una trasmissione televisiva dalle mie parti molto seguita, per le quali ho pagato regolarmente un corrispettivo. Ciò che francamente mi dispiace è che il mio nome venga abbinato a un’inchiesta che ha tutt’altra origine, protagonisti e ramificazioni; e che ciò possa anche solonscalfire il prestigio e l’autorevolezza dell’Associazione che in questo momento io rappresento ai massimi vertici”.
Vedremo dove porteranno gli sviluppi delle indagini, che lambiscono e colpiscono svariati livelli economici.
La fase due dell’inchiesta Octopus ha generato diversi filoni collaterali che hanno portato ad accertamenti – tuttora in corso – anche su funzionari e persone che ricoprono posizioni di rilievo negli enti pubblici reggiani.
Certo, per la Cna è un’altra mazzata: Dallari è solo l’ultimo in ordine di tempo degli uomini di via Maiella tirati in ballo nell’inchiesta Octopus e derivati.  In primo luogo Mirco Salsi, ex Reggiana Gourmet e per anni vicepresidente dell’associazione, accusato di associazione a delinquere; quindi Patrizia Montanari, indagata per 17 mila euro di fatture in capo allo Cop.Asfalti del marito Tristano Mussini, presidente provinciale della Cna prima di Dallari. Infine il funzionario Andrea Rossi, della sede di Bagnolo,  che procacciava clienti a Gibertini e “teste di legno” alle quali intestare le società-cartiera.
Ancora una volta lo sconcerto è alle stelle, tanto che in queste ore è stata lanciata una petizione interna per ottenere le dimissioni del presidente Dallari.

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