Crac politico, la società Montefalcone va in fallimento. “Un disastro di sinistra fimato Masini e Giovanelli”

18/12/2014 – È finita nel peggiore dei modi. Dopo le delibere di scioglimento della società Matilde, arriva il fallimento senza se e senza ma della Montefalcone, la srl controllata dalla Provincia e da alcuni comuni che ha in capo l’immobile dell’ex convento e ovviamente anche i debiti trasferiti nel settembre scorso dalla Matilde srl.

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Questa mattina l’amministratore unico Giancarlo Attolini, con l’autorizzazione dei soci, ha presentato al Tribunale di Reggio Emilia istanza di fallimento “in proprio” (vale a dire non chiesto da creditori, ma dai soci stessi) della società Montefalcone. Lo ha comunicato oggi il presidente della Provincia Manghi in consiglio provinciale, a seguito dell’interpellanza presentata da Giuseppe Pagliani capogruppo di Terre Reggiane – Forza Italia. Nella stessa seduta, il consiglio provinciale ha deliberato lo scioglimento e la conseguente liquidazione della Matilde di Canossa srl “per impossibilità di raggiungere lo scopo sociale”.

La storia dei milioni e milioni pubblici impiegati, per non dire gettati, nel restauro dell’ex convento francescano (forse il primo in Emilia, fondato secondo la tradizione su volere del Santo di Assisi in persona) finisce in un disastro coperto sino all’ultimo dal silenzio degli enti locali. L’acquisizione dell’immobile da parte della Matilde Spa, era costata 6,5 milioni di euro. La Montefalcone srl è all’82,5% della Provincia, il resto è dei comuni di San Polo, Bibbiano e Quattro Castella col 5,83% ciascuno.

“Così finisce la grande bugia dell’ex presidente Sonia Masini e del senatore Giovanelli – dichiara Pagliani, capogruppo in Provincia di Terre Reggiane -Forza Italia – Ora pretendiamo di sapere chi pagherà il conto, e pretendiamo risposte a tutte le domande che abbiamo rivolto nel tempo agli amministratori, senza ottenere risposte”.

“Dispiace molto per la sorte di Montefalcone – ha detto il presidente Manghi – Ma oggi, la spending review e i bilanci della finanza locale non consentono agli enti pubblici di focalizzare le proprie esigue risorse su investimenti che necessitano di capitali ingenti. Non esprimo un giudizio su operazioni che hanno comunque consentito il recupero e un primo tentativo di rilancio di un patrimonio storico di antico rilievo, tuttavia escludo che la Provincia possa farsi oggi carico di obiettivi che oggi appaiono essere più alla portata di soggetti terzi rispetto al pubblico”.

Il fallimento della Montefalcone comporterà la vendita a prezzi stracciati del complesso monumentale, che dopo spese colossali per un restauro parziale giace abbandonato e inutilizzabile. “Per completare il recupero – denuncia Pagliani – si dovrebbero spendere altri cinque milioni di euro”.

La Montefalcone era stata costituita poco più di anno fa, esattamente il 16 settembre 2013, da scissione della Matilde srl (ex Spa). Il suo primo e ultimo bilancio si è chiuso con 25 mila euro di passivo, ma ovviamente non sono note – se non all’amministratore unico e oggi al giudice fallimentare – le perdite accumulate nel corso del 2014.

Il danno per l’erario pubblico sarà colossale: come minimo andrà perduto il capitale sociale versato all’origine, più di 1 milione 850 mila euro. Il
capitale residuo, ha comunicato la Provincia, ammonta a 1 milione 162 mila 770 euro.

(p.l.g.)

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PAGLIANI: SPERPERO ENORME, FIGURA PENOSA PER LA SINISTRA REGGIANA

“Oggi si è svolto in consiglio provinciale il funerale della Montefalcone Srl a fronte dell’interpellanza mia che aveva come oggetto le sorti della Matilde
Srl ecco che il Presidente della Provincia manghi ha comunicato che
stamattina l’amministratore della Montefalcone Srl società che ha in pancia l’ex Convento di Montefalcone ha presentato istanza di auto fallimento. La Matilde Srl che avrà eguale sorte per ora è stata messa semplicemente in liquidazione. Crolla così il castello infinito di bugie che ci è stato rappresentato in consiglio negli scorsi mesi ed anni dalla ex Presidente
Masini. Dapprima si diceva di insediare lì il consorzio del Parmigiano reggiano, fu la direzione dello stesso a smentire irremovibilmente.
Figura vergognosa dell’ex Sen. Giovannelli e di Sonia Masini, ma è una figura penosa della sinistra reggiana che ha reso materiale uno sperpero enorme ed inutile di denaro pubblico protratto per tanti anni.

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LA STORIA DELLA SOCIETÀ MATILDE SINO AL CRAC

La Società Matilde di Canossa SpA, costituita nel 1994 da 11 Comuni fondatori (Canossa, Casina, Carpineti, Castellarano, San Polo d’Enza, Quattro Castella, Palanzano, Toano, Vezzano sul Crostolo, Vetto, Neviano degli Arduini), vide l’ingresso della Provincia nel maggio 1996.

La società fu ricapitalizzata nel 1999, per recuperare il complesso
monumentale di Montefalcone, convento eretto nel 1200 da Guido II di Canossa e, secondo la tradizione donato a San Francesco d’Assisi nel 1217, e dunque considerato uno dei primi insediamenti francescani d’Emilia.

La Provincia finanziò tale prima ricapitalizzazione, arrivando ad acquisire il 60,7 per cento del capitale sociale (pari a 1.037.607,84 euro) e, successivamente, aderendo a una seconda operazione di aumento di capitale nel maggio 2004, volta a sostenere un ulteriore intervento di recupero del complesso. Dopo tale intervento, l’ente raggiunse così un capitale sottoscritto pari a 1.537.302,96 euro, equivalente al 60,33 per cento della Società.

All’atto della scissione del luglio 2013, il capitale sociale di Matilde SpA ammontava a 2.548.158,48 euro; gli altri azionisti di rilievo erano il Comune di San Polo d’Enza con il 18 per cento delle quote, il Comune di Quattro Castella con l’8,32 per cento e il Comune di Bibbiano con il 4,27 per cento, mentre le restanti partecipazioni sociali erano detenute, in misura limitata, da 48 soci tra pubblici e privati.

La società Matilde di Canossa, prima della scissione societaria, ha consentito, attraverso specifici accordi con la Provincia, la demolizione
dell’ex porcilaia di Canossa: un intervento, realizzato nel settembre del 2013 con fondi regionali e reso possibile dal fatto che la Società acquisì la proprietà dell’immobile ex porcilaia.

Nel luglio del 2013, è stata approvata dal Consiglio provinciale (delibera 67 in data 25 luglio 2013), la scissione tra le due Società Montefalcone s.r.l. (ramo immobiliare) e Matilde di Canossa s.r.l. (ramo legato alla promozione territoriale).

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Il convento di Montefalcone

Nell’aprile 2006, Matilde di Canossa SpA ha acquistato l’intero fabbricato e l’area circostante di Montefalcone. Dunque, la Provincia non ha mai direttamente sostenuto costi per l’acquisto del Convento, mentre si è impegnata nella ricapitalizzazione, in due distinte fasi, dell’allora Matilde di Canossa S.p.A., che ha sostenuto poi gli oneri relativi all’acquisto dell’immobile e alla sua messa in sicurezza.

In sostanza, l’acquisto dell’immobile di Montefalcone -oltre 5.000 mq e 90.000 mq di area circostante, oggi di proprietà interamente pubblica a seguito della recente scissione societaria- ha impegnato risorse per circa 6,5 milioni di euro, equivalenti a 1.300 euro al mq di superficie netta edificata.

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Una risposta a 1

  1. mario Rispondi

    19/12/2014 alle 09:28

    Trattandosi di partecipazione pubblica, forse nessuno pagherà il prezzo( anche penale) , mentre un’azienda privata che va in dissesto i suoi amministratori e a volte soci vanno spesso sotto l’esame della procura. Vedremo se in questo caso il curatore farà una relazione adeguata per scoprire le varie responsabilità specie per la scissione e per il non rispetto dell’oggetto di Matilde( promuovere l’area matildica) e la dispersione di risorse pubbliche ( oltre al capitale , l’apporto del ministero).,Sarebbe da indagare poi perchè la Provincia ha acquistate le quote dei privati quando la società era in dissesto. Paga sempre pantalone ?

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