Don Giovanni o l’ossessione per il sesso: l’opera di Mozart secondo Graham Vick al teatro Valli

9/12/2014 – La Stagione di Opera della Fondazione I Teatri Reggio Emilia presenta giovedì 11 e sabato 13 dicembre, alle ore 20 al Teatro Romolo Valli il Don Giovanni di Mozart per la regia di Graham Vick, con José Luis Gomez Rios, direttore de I Pomeriggi Musicali di Milano, e il coro del Circuito Lirico Lombardo diretto da Dario Grandini. Alla coproduzione partecipano i Teatri del Circuito Lirico Lombardo, I Teatri di Reggio Emilia, il Teatro Pergolesi Spontini di Jesi, il Teatro dell’Aquila di Fermo e il Teatro Comunale di Bolzano.
Graham Vick, celeberrimo regista d’opera inglese così spiega in una recente intervista: “L’arte si deve preoccupare di dare stimoli, di provocare, di disturbare. É la ragione per cui questo Don Giovanni non ha l’ambizione di piacere a tutti. È
una sfida – spiega – in cui tutto è letto al presente, ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di un capolavoro in cui grottesco, volgarità e ossessione per il sesso sono temi dominanti”.
Dramma giocoso in due atti, Don Giovanni è la seconda delle tre opere italiane che il compositore salisburghese scrisse
su libretto di Lorenzo Da Ponte (a quel tempo al servizio dell’Imperatore d’Austria). Nel corso degli anni il Don Giovanni mozartiano divenne sempre più celebre, tanto da diventare l’opera per eccellenza dell’Ottocento romantico.
Graham Vick, in un passaggio delle sue note di regia, così parla del Don Giovanni: “Il nostro senso di essere in vita è definito e amplificato dall’avvicinarsi inevitabile della morte. Di fronte allo scorrere del tempo, Giovanni getta via tutte le leggi, i vincoli e i tabù. Così come il nostro mondo si precipita verso l’autodistruzione, anche noi abbandoniamo sprezzanti le leggi della civiltà. Terrorizzati della morte, ci attacchiamo alla vita e ad una dipendenza dalla giovinezza,
attraverso droghe, iniezioni, il bisturi del chirurgo (…) La
vita vale poco e la decapitazione è diventata di moda dal Medio Oriente a Roma a New York.
Sono rimasti altri limiti che Don Giovanni può trasgredire? (…) Mentre Giovanni si diffonde come un virus, trascinando tutti nella sua tela universale, non è più l’outsider ma l’incarnazione di una società la cui trasgressione è glamour, è vendibile, provoca dipendenza e in cui la corruzione è norma condivisa”.
L’opera sarà interamente ripresa da Rai 5.

I due cast: Don Giovanni Dionysios Sourbis (11 dicembre) / Gezim Myshketa (13 dicembre)
Donna Anna Ekaterina Gaidanskaja  (11 dicembre) / Valentina Teresa Mastrangelo (13 dicembre)
Don Ottavio Matteo Mezzaro (11 dicembre) / Giovanni Sebastiano Sala (13 dicembre)

Il Commendatore Cristian Saitta (11 dicembre) /  Mariano Buccino (13 dicembre)
Donna Elvira Mariateresa Leva (11 dicembre) / Federica Lombardi (13 dicembre)
Leporello Leonardo Galeazzi (11 dicembre) /  Andrea Concetti (13 dicembre)
Masetto Davide Giangregorio (11 dicembre) / Riccardo Fassi (13 dicembre)
Zerlina  Alessandra Contaldo (11 dicembre) / Alessia Nadin (13 dicembre)
 
INFO 0522458811
www.iteatri.re.it
 

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