Diminuisce il numero dei lavoratori assistiti a Reggio. Ma in un anno quasi 1.200 licenziamenti per crisi

24/12/2014 – È ulteriomente diminuito, scendendo a circa undicimila unità, il numero dei lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali in provincia di Reggio Emilia. Tuttavia quest’anno sono stati quasi 1.200 i lavori licenziati per crisi aziendali. Sono i dati del rapporto mensile sulla crisi della Cgil di Reggio Emilia per il novembre 2014. Cifre che fanno concludere al sindacato di via Roma che non si vedono ancora segnali di ripresa.

AMMORTIZZATORI SOCIALI
MESE.                          Numero Aziende                  Numero Lavoratori
Novembre 2009.                    608                                       25.573
Novembre 2010                     352.                                      16.178
Novembre 2011.                    237.                                      10.263
Novembre 2012.                    367.                                      16.390
Novembre 2013.                    274.                                      12.011
Novembre 2014.                    240.                                       11.170

Nel mese di Novembre 2014 Il numero complessivo dei lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali rimane pressochè stabile rispetto al mese di Ottobre 2014.

In Cassa Integrazione Ordinaria  più 71 lavoratori, resta sostanzialmente stabile la Cassa Integrazione Straordinaria (meno 67 lavoratori) e diminuiscono leggermente i lavoratori in Contratto di Solidarietà: meno 86.

Dati CIG Novembre complessivi: i lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali sono 11.170 unità, con una diminuzione di 2.252 lavoratori rispetto al mese di Dicembre 2013.

Ore autorizzate: rispetto al periodo Novembre 2013 diminuiscono del 66,0% le ore autorizzate di Cassa Integrazione Ordinaria, diminuiscono del 11,3% per le Casse Straordinarie e i Contratti di Solidarietà.

Settori interessati: delle 7.274.397 di ore autorizzate il 64,4% è stato utilizzato nell’Industria, il 12,8% nel settore dell’edilizia e il 13,6% nel settore del commercio.

Licenziamenti collettivi: a fine Novembre 2014, dall’inizio della crisi (2008), sono 294 le aziende che hanno attivato procedure di mobilità per 5.098 lavoratori licenziati (+ 1.167 rispetto a Dicembre 2013).

A Novembre 2014 sono 41 le imprese con ricorso alla cassa integrazione straordinaria che interessano 2.933 dipendenti: quasi tutte le aziende sono in procedura concorsuale o hanno cessato l’attività. Se non interverranno nel frattempo soluzioni alternative alla chiusura (come ad esempio l’acquisizione da parte di terzi), questi addetti rischiano la collocazione in mobilità al termine dell’utilizzo dell’ammortizzatore.
I contratti di Solidarietà attivati sono 76 per complessivi 5.599 lavoratori coinvolti.

Sono già giunti al limite concedibile i ricorsi a CIGS e Contratto di Solidarietà in 370 imprese nel periodo dal 2009 a Ottobre 2014.
Il 31,6% delle aziende è ricorsa ad un secondo o un terzo ammortizzatore sociale: dalla Cassa Straordinaria al Contratto di Solidarietà o viceversa, dalla Cassa Straordinaria a quella Ordinaria o alla Cassa in Deroga.

Il 17,6% delle aziende ha invece cessato l’attività produttiva collocando i lavoratori in mobilità.

Il 50,8% delle aziende (con 10.851 lavoratori coinvolti) hanno ripreso la normale attività lavorativa anche se, in diversi casi, il personale è stato ridimensionato anche per il semplice blocco del tourn-over.

Finalmente a metà Ottobre la Regione ha autorizzato anche il pagamento della Cassa Integrazione Ordinaria in deroga per il periodo 1° gennaio-30 giugno 2014.

IN SINTESI

In Provincia di Reggio Emilia la situazione di crisi continua senza situazioni di rilievo che consentano di prevedere una consistente ripresa produttiva in tempi brevi. Questo il giudizio della Cgil di Reggio Emilia, che lancia l’ennesimo allarme sulla precarizzazione del lavoro a causa del Job Act: “Le scelte che il Governo Renzi ha fatto materia di lavoro, dal Jobs Act a quanto previsto sulla legge di Stabilità 2015, oltre ad eliminare numerosi diritti e ad abrogare diversi ammortizzatori sociali, disegnano un futuro nel quale le lavoratrici e i lavoratori saranno talmente precari e facilmente licenziabili da consentire alle aziende di non dover ricorrere agli ammortizzatori perché il problema non esiterà più.
Le aziende potranno liberamente adottare un modello organizzativo a “fisarmonica” nel quale i picchi produttivi saranno affrontati con l’attivazione del lavoro a termine, e nei periodi di calo produttivo i lavoratori saranno già stati licenziati alleggerendo così “il peso” dell’azienda.
Se è vero che “senza lavoro non c’è futuro” e che il “lavoro stabile” consente alle persone di disegnare lo sviluppo della propria vita, il modello di società che ci viene proposto continuerà ad essere respinto dalla Cgil,  in continuità con le mobilitazioni di questi ultimi mesi e con lo sciopero generale del 12 Dicembre, anche nel 2015”.

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Una risposta a 1

  1. carlo Rispondi

    24/12/2014 alle 10:24

    Situazione drammatica, che impoverisce tutti. E’ indispensabile avviare un sistema di solidarietà e di nuove proposte per evitare la discesa costante nella recessione. Si apra un dibattito su nuove proposte.

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