Crac Fiere, niente vendita azioni Autobrennero: voto unanime del consiglio provinciale. Manghi conferma: c’è un investitore

29/12/2014 – Crac Fiere di Reggio, de profundis per la ricapitalizzazione con la vendita delle azioni Autobrennero. Oggi pomeriggio il consiglio provinciale ha deliberato all’unanimità di revocare il conferimento in natura di 15 milioni 500 mila euro a FieRemilia srl (da portare, nelle intenzioni, al concordato di Reggio Emilia Fiere), conferimento che era stato deliberato in giugno, al crepuscolo della Giunta Masini.
In sostanza, dell’operazione già velleitaria di suo non si fa più nulla, e ora il pallino torna al commissario giudiziale e al Tribunale fallimentare.

GRANDE ASSENTE PIER SACCARDI

Alla seduta di oggi era assente Pierluigi Saccardi, già vicepresidente della Provincia, co-autore del piano di vendita delle azioni Autobrennero e sostenitore sino all’ultimo della bontà dell’operazione.
Illustrando la delibera, il presidente Manghi – che ha ottenuto anche il voto favorevole di Pagliani e del gruppo Terre Reggiane – ha spiegato le ragioni della revoca, prima fra tutte il fatto che, salvo la Manodori, nessuno si è fatto avanti per comprare le azioni, e che comunque né il Comune né la Camera di commercio hanno aderito al piano “integrato” per il ritorno in bonis della società Reggio Emilia Fiere. Ma, non ultimo, Manghi ha sottolineato le difficoltà finanziarie dell’ente, la priorità di assicurare i posti di lavoro, la complicata fase di transizione attraversata dalle province,
con la prospettiva della soppressione.

IL SINDACO VECCHI: BENE IL VOTO IN PROVINCIA. “RISCHI ENORMI PER GLI ENTI PUBBLICI”

Più tardi il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha diffuso una dichiarazione di plauso per il voto unanime espresso in Provincia, a conferma che in questa fase il presidente Manghi non muove passo senza il placet del primo cittadino di Reggio.
“Condividiamo la decisione unanimemente assunta oggi in Provincia di recesso del conferimento delle azioni Autobrennero a Fieremilia. E’ una scelta saggia e responsabile, consapevole del fatto che che i soci pubblici oggi – da soli – non sono nella condizione di potersi avventurare in un’operazione immobiliare che presenterebbe rischi enormi per la solidità patrimoniale e finanziaria degli enti.
Ciò non toglie che il futuro delle attività fieristiche sia comunque una cosa che ci sta a cuore e per la quale ci adopereremo, per sostenerla e rilanciarla anche attraverso la ricerca di partnership”.

FIERE E MONTEFALCONE, DUE AFFARI CHE SCOTTANO. PAGLIANI ANNUNCIA ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI

Nella seduta si è trattato anche un altro tema scottante: il fallimento della Montefalcone srl e lo scioglimento della società Matilde portato all’attenzione del consiglio da un’interpellanza di Giuseppe Pagliani capogruppo di Terre Reggiane-Forza Italia.

L’esponente azzurro, “per niente soddisfatto” dalle risposte di Manghi (il quale ha comunque preso le distanze sia dalla vicenda Matildica, sia dal caso Fiere, sottolineando che sono fatti avvenuti in altri tempi), si è augurato l’intervento della magistratura sul crac di Fiere di Reggio, mentre ha annunciato un esposto “dettagliatissimo” alla Corte dei Conti sul caso Montefalcone-Matilde.

LA CONFERMA: SI È FATTO AVANTI UN INVESTITORE

Dopo la seduta, Giammaria Manghi ha confermato la notizia, anticipata oggi da Reggio Report (leggi), dell’esistenza di una proposta da parte di un investitore interessato al polo fieristico. Proposta arrivata, così sembra, al commissario giudiziale, e su cui “sono necessarie verifiche anche sull’attendibilità dell’investitore”. Non è chiaro se la proposta arrivi dall’Italia o dall’estero.
È certa invece, e l’ha confermata Manghi, la richiesta di proroga della gestione commissariale di Reggio Emilia Fiere: sarà presentata nei prossimi giorni al Giudice del concordato, ma non è detto che possa essere accolta.

PERCHE’ LA REVOCA

«Quello delle azioni Auto Brennero SpA è un patrimonio importante – ha spiegato il presidente Giammaria Manghi – che va reso disponibile e va eventualmente smobilizzato ai fini di garantire le nostre priorità di azione: che sono, alla luce della riforma Delrio, mobilità e strade, scuole, e protezione del territorio. Si tratta di milioni di euro che posso essere utilizzati per fare cassa, e in ogni caso non possono essere destinati ad attività che oggi non costituiscono obiettivi prioritari, per norma, delle Province ridefinite nella loro natura istituzionale.

Anche se a malincuore, non posso fare altro che constatare che la promozione territoriale e il sostegno alle attività produttive -prosegue il presidente- non fanno parte dei nostri obiettivi di mandato, così come quelli dei Comuni e degli enti locali in genere, in tempi di finanza restrittiva. E oggi, a una operazione straordinaria come quella delle Fiere, sono costretto a prediligere ciò che ritengo fondamentale, vale a dire il futuro dei dipendenti, la messa in sicurezza delle frane, la sicurezza del polo di via Makallé, la variante del Ponte Rosso. Impegni presi con i cittadini e sui quali questo ente deve, doverosamente, metterci quotidianamente la faccia».

CON LA LEGGE DI STABILITÀ TAGLIO DI 21 MILIONI SU 53

“Oltre alla riforma istituzionale intrapresa dalla legge Delrio, che riassegna compiti e funzioni alle Province, anche la Finanziaria 2008 prevedeva una ricognizione dei doveri degli enti, ricollegandole ai fini prettamente istituzionali – si legge in una nota diffusa da palazzo Allende – Di conseguenza, la finanza pubblica non può sostenere economicamente dei settori che sono estranei alle proprie competenze. L’ultima legge di Stabilità, infine, prevede un taglio di 21 milioni, su un bilancio complessivo della Provincia di Reggio di 53 milioni.

IL FALLIMENTO DEL PIANO INTEGRATIVO PER LE FIERE

Il piano integrativo, così come concepito nel corso della precedente legislatura dalla Provincia e disposto attraverso un atto del Consiglio provinciale, prevedeva un conferimento da parte dell’ente di 15 milioni e mezzo attraverso le azioni Autobrennero, cui andavano ad aggiungersi 3 milioni cash, da realizzarsi attraverso la vendita dei titoli. Tuttavia, diversi tentativi di monetizzare il pacchetto dell’Autobrennero non sono andati a buon fine, nonostante l’ente avesse anche affidato a un advisor l’analisi di mercato e la promozione della vendita per individuare degli investitori interessati all’acquisto. Tale impossibilità di scambiare i titoli con il contante ha reso ancora più impervia, da un punto di vista economico, l’avventura del salvataggio delle Fiere di Reggio da parte del comparto pubblico.

Il futuro delle Fiere alla luce della decisione di oggi

A oggi, se non si riuscissero a individuare dei soggetti terzi disposti a impegnarsi per il salvataggio delle Fiere, l’ultima ed estrema possibilità sarebbe arrivare alla dismissione delle aree per consentire il pagamento dei creditori. Tuttavia, proprio per evitare questa ipotesi – specifica ancora la Provincia – “è intenzione del comparto pubblico provare a chiedere agli organi competenti una ridefinizione dei tempi, per tentare di individuare altre soluzioni possibili in questa delicata partita”.

Per il presidente Giammaria Manghi «Fieremilia in questo periodo è riuscita a promuovere un’attività fervente, e un ricco calendario 2015, il cui valore va riconosciuto e possibilmente salvaguardato. È per questo che gli enti
pubblici sono impegnati a valutare se esiste una ulteriore possibilità di rilancio. In vista di ciò -conclude il presidente- è logico auspicarsi e sostenere una proroga dei termini dell’operazione: ma è una decisione che spetta solamente, e liberamente, al Tribunale».

(p.l.g.)

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