Chi pagherà i dipendenti? Provincia e sindacati sulle barricate dopo l’emendamento alla legge Delrio

19/12/2014 – Che fine faranno i 372 dipendenti della Provincia di Reggio Emilia? È l’interrativo che aleggia sul tavolo istituito tra amministrazione Manghi e  sindacati (compresa l’Usb), dopo l’emendamento del governo che taglia del 50% per il 2015 l’importo della spesa per il personale in essere al momento dell’entrata in vigore della legge 56 (riforma delle province, c.d. legge Delrio).

Ieri il primo incontro, al termine del quale è stata firmatq una dichiarazione congiunta, con la quale  viene istituito, appunto, “un tavolo di coordinamento e confronto sull’andamento delle dinamiche occupazionali coordinato dal Presidente della Provincia e che vedrà il coinvolgimento progressivo dei rappresentanti delle istituzioni locali”. 
 
Per il presidente Giammaria Mangh “si è  trattato di un incontro positivo, e credo che il tavolo di confronto possa essere molto utile per monitorare la situazione giorno per giorno. Come ho ribadito in seguito all’incontro con il governatore Bonaccini, la logica dell’emendamento abbinata al taglio non consente la riallocazione delle funzioni delegate”. 

“Noi presidenti di Provincia – ha proseguito – abbiamo chiesto che a livello statale si operi anche sulle spese dei ministeri,  non solo su quelle degli enti locali. Sulla vicenda del personale, ribadisco che noi non dobbiamo creare disoccupazione, e bisogna raffreddare ogni procedimento assunzionale in atto da parte di altri compartimenti dello Stato, per consentire l’ingresso in altri enti pubblici, ad esempio le Asl e i Tribunali, per il personale in uscita dalla Provincia».
 
L’appuntamento di oggi è stato l’occasione per fare il punto, insieme ai sindacati, sui numeri del personale della Provincia. Oggi i dipendenti sono 372, mentre alla data dell’approvazione della Legge Delrio (aprile 2014) erano 402. Le richieste di mobilità verso altri enti finora avanzate sono state 15, ma esse devono essere accettate dagli enti di destinazione per fare sì che i dipendenti possano spostarsi. Le richieste di mobilità interna, cioè tra i diversi settori, sono 3. I possibili prepensionamenti, secondi i requisiti della riforma Fornero, sono 25 entro il 2015 e 10 entro il 2016.  

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