Affitti calmierati per il ceto medio impoverito: arrivano quasi due milioni per sei comuni reggiani

10/12/2014 – La legge nazionale 80 e una recente delibera della Giunta regionale prevedono finanziamenti per le locazioni a famiglie in condizioni di difficoltà economica rispetto al pagamento del canone di affitto. Sono inoltre rivolti al sostegno di azioni per la ricontrattazione dei canoni di affitto in un’ottica di sostenibilità dei costi complessivi della casa, rispetto al reddito percepito dalle famiglie. In tale contesto a Reggio Emilia arrivano 1 milione 186 mila euro per sei comuni ad alta tensione abitativa.
 
“Si tratta di finanziamenti che vogliono prevenire lo scivolamento delle famiglie in situazioni di ulteriore fragilità sociale, dando la possibilità di ricontrattare i canoni di locazione – ha detto il vicesindaco del Comune di Reggio Matteo Sassi presentando le nuove misure in campo abitativo – Grazie al ripristino di parte del vecchio ‘fondo affitti’ attiviamo politiche di tipo strutturale, e non a pioggia, a favore del ceto medio oggi impoverito”
“Ci attiviamo contemporaneamente su due linee: la
ricontrattazione dei canoni per portarli a regime calmierato e il potenziamento dell’Agenzia dell’affitto a cui si rivolgono sempre più non solo persone in difficoltà, ma anche giovani che vogliono rendersi indipendenti ma che non riesco a sostenere i prezzi del libero mercato” ha detto Marco Corradi, presidente di Acer.
Alla presentazione sono intervenuti anche Carlo Veneroni del Sunia e Maria Carmen Consolini dell’Asppi che hanno sottolineato l’efficacia delle nuove misure, proprio perché di natura strutturale e pensate per produrre esiti positivi di medio periodo.
Presente anche Gianmarco Marzocchini, vicesindaco del Comune di Correggio, uno degli enti coinvolti nel progetto.
 
Le risorse totali disponibili per l’anno 2014, che tengono conto anche del contributo integrativo dei Comuni che deve essere pari ad almeno il 15% di quello regionale, sono per i sei Comuni ad alta tensione abitativa della provincia di Reggio Emilia (Reggio Emilia, Casalgrande, Correggio,
Montecchio Emilia, Rubiera e Scandiano) di € 1.186.927,94 che, “in attuazione agli indirizzi stabiliti dal Tavolo territoriale delle Politiche abitative, saranno utilizzate diversificando le attività in modo da rispondere ai bisogni del maggior numero di famiglie. Bisogni che di volta in volta saranno valutati dopo un’attenta analisi effettuata in
collaborazione con le Amministrazioni e i Servizi sociali territoriali.
L’obiettivo perseguito è aiutare le famiglie in difficoltà a sostenere i costi della casa, quindi non solo per quanto riguarda il canone di locazione ma anche le spese energetiche e le spese condominiali, al fine di contenerle nel limite del 30% del reddito familiare. Allo stesso modo si intende sostenere le famiglie che non riescono a reperire sul mercato delle locazioni alloggi a canone calmierato.
Per fare un esempio, nella nostra realtà locale il canone
calmierato medio sostenibile non può superare i 350 € al mese per un alloggio di metratura media (2 camere da letto).
I problemi sopra evidenziati colpiscono in particolare ceto medio, famiglie, single, giovani e lavoratori che hanno bisogno di un alloggio che non si possono permettere di acquistare o di affittare a canone di mercato.

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