Trimestrale Iren, calano fatturato e utile netto. Indebitamento a 2.281 milioni

13/11/2014 – Ricavi e utili in calo per Iren, alla chusura del terzo trimestre 2014. Il Consiglio di amministrazione di Iren, sotto la presidenza di PQrofumo, ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2014.

Nei primi nove mesi Iren ha totalizzato ricavi per 2 miliardi 71,4 milioni di euro, in netta diminuzione del 14,3%, a causa dell’andamento stagionale e della concorrenza rispetto ai 2 miliardi 416,7 milioni realizzati al 30 settembre 2013. In calo del 10,1% l’utile netto dei nove mesi, che ai è fermato a 88,8 milioni rispetto ai 99,4 milioni dell’analogo periodo precedente. L’indebitamento finanziario netto si attesta a 2 miliardi 281 milioni, superiore di 210 milioni ai ricavi.
In compenso migliora il margine operativo lordo (ebitda) che sale a 484,3 milioni rispetto ai 482,8 precedenti.
Ire rileva fra l’altro che il rigassificatore OLT ancorato al largo di Livorno ha ottenuto la dichiarazione di asset strategico, con la conseguente garanzia dello Stato.
Il commento al bilancio da part di Francesco Fantuzzi (piccoli
azionisti Iren) è severo: “Una trimestrale ancor più drammatica dei primi sei mesi”. Fantuzzi inoltre denuncia che in 5 anni le tariffe sono salite del 48%.

Alle 15,15 il titolo Iren a piazza Affari è in calo dell’1,42% a 0,9275. Anno su anno l’azione Iren ha perso il 19,70% del suo valore.
FANTUZZI: CIFRE DRAMMATICHE, FATTURATO GAS ENERGIA IN CALO DEL 25%

Il Presidente Profumo e qualche organo di informazione hanno
parlato di lenta risalita. Ma la situazione del gruppo che emerge dalla trimestrale al 30 settembre è ancor più drammatica dei primi sei mesi.

Il comunicato di Iren contiene infatti una riclassificazione dello stato patrimoniale che, a differenza di un anno fa, non presenta il dettaglio delle voci ed è confrontata non con la situazione al 30.09.2013, ma con quella a fine anno: perchè? Cosa si vuole nascondere?

Poco, in ogni caso. Il fatturato tipico è calato di un ulteriore 18.1%, con un emblematico -25% su Mercato (energia e gas), settore su cui si è pesantemente investito; si tratta di una riduzione strutturale, altro che contingenze e temperature fuori stagione. Nessun significativo miglioramento del margine operativo, salvato soprattutto da ambiente e settore idrico (dove peraltro non dovrebbe esserci profitto…), il comparto col maggior margine percentuale e in costante crescita, anche a causa di tariffe ormai fuori controllo (+48,5% in meno di 5 anni).
Pessimi i dati sull’indebitamento, pur nell’incompletezza delle informazioni fornite: è in risalita il dato puntuale rispetto al 30/6 (2.281 milioni) e gli oneri finanziari, nonostante il calo dei tassi e le emissioni di bond, sono passati dal 2,4% di un anno fa al 3,8%. Dunque, il sospetto che il sistema bancario cominci ad avere dubbi su Iren è piuttosto fondato.
Ormai, solo il decreto sblocca Italia e la maxifusione rappresentano l’unica ciambella di salvataggio al disastro targato Delrio.
Che pagheremo noi, se non riusciremo a impedirla.
per il gruppo interprov. piccoli azionisti
Francesco Fantuzzi

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