Romano Prodi al Quirinale? No secco: “Non ci penso proprio”. Delrio e Pierluigi Castagnetti tra i papabili

10/11/2014 – Non-ho-nessuna-intenzione-di-fare-il-presidente-della-Repubblica: Romano Prodi ha scandito ben bene le parole con l’inviata del Corriere della Sera, dopo che l’edizione online del quotidiano di via Solferino l’ha messo in pole position per il Quirinale. Ma lui si chiama fuori dalla corsa, e senza lasciare margini a dubbi di sorta.

Il professore scandianese dichiara: “Sto benissimo, giro come un matto per il mondo. Sono tornato dall’Oriente e sto partendo per gli Stati Uniti, voglio capire un po’ cosa succede sul fronte economico”.

E poi: “Non ho mai avuto lo sguardo rivolto al Colle. Mai, neppure per un momento. E a proposito dell’agguato dei 101 franchi tiratori che nell’aprile 2013 gli bruciarono l’elezione al Quirinale in un agguato politico senza precedenti nella storia repubblicana, Prodi afferma: “Non c’era nessuna partita da chiudere, perché il problema non si era mai aperto”.

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10/11/2014 – Il Quirinale non ha “né da smentire né da confermare” sulle dimissioni del Capo dello Stato. Così una nota ufficiale della presidenza della Repubblica, dopo le notizie sul ritiro di Napolitano al termine del semestre di Presidenza Italiana della Ue.

“I termini della questione sono noti da tempo” e “il bilancio di questa fase di straordinario prolungamento e di conseguenza le decisioni che riterrà di dover prendere” restano “di esclusiva competenza del Capo dello Stato”.

In sostanza, l’orizzonte temporale del cambio al Quirinale resta compreso fra dicembre e gennaio, tuttavia Giorgio Napolitano non intende restare vincolato ad alcuna data.

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9/11/2014 – Tre reggiani in corsa per il Quirinale nella previsione – quasi una certezza – che il presidente Giorgio Napolitano rassegni le dimissioni prima di Natale.

giffOggi il corriere.it mette nella rosa dei candidati papabili per il Colle Pierluigi Castagnetti, già vicepresidente della Camera dei Deputati, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, che è stato sindaco di Reggio per quasi nove anni.

Tuttavia l’edizione online del Corriere della Sera mette in pole position Romano Prodi (già vittima del tradimento di 101 grandi elettori del Pd) insieme alla ligure Roberta Pinotti, e a Walter Veltroni. In pole anche Gianni Letta, padre di Enrico e soprattutto eminenza grigia dei governi Berlusconi, già regista del Patto della Crostata tra l’ex Cav. e D’Alema, e comunque con estimatori in tutti gli schieramenti.

Graziano Delrio, intervistato da Maria Latella su Sky ha auspicato la massima convergenza tra le forze politiche: “Intanto Napolitano non ha detto né addio né arrivederci. Ce lo teniamo ben stretto. Quando sarà il momento, noi auspichiamo la massima convergenza tra la forze politiche per il successore”.

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Una risposta a 1

  1. mario Rispondi

    10/11/2014 alle 15:58

    Perchè peschiamo sempre nel solito bacino. Secondo me, per dare maggior prestigio ed autonomia, il Presidente dovrebbe essere scelto fra autorevoli personalità della società civile. Ritengo anche che Napolitano debba quanto prima lasciar la mano, perché è troppo legato ad una storia politica che necessita di rinnovamento profondo.

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