Allarme smog, ma in consiglio non bisogna parlarne. I Cinquestelle accusano il Pd

4/11/2014 – Cresce l’allarme per la qualità dell’aria a Reggio, ed è subito scontro politico. Il Movimento 5 Stelle mette sotto accusa il Pd per non aver voluto discutere, ieri in Consiglio comunale, un ordine del giorno urgente proprio sullo smog e le azioni da mettere in atto.

gif_animate_balli_05Mentre giovedì 30 il Comune ha revocato il blocco del traffico, peraltro molto blando, il giorno successivo, venerdì 31, l’ Arpa ha classificato – secondo i Cinquestelle – l’aria della città come “scadente”. E comunque da lunedì a venerdì il livello di polveri sottili ha sforato tutti i giorni i limiti di legge.

Denunciano i consiglieri grillini: “Nonostante in ottobre a Reggio Emilia il 31 ottobre scorso l’aria fosse classificata come scadente dalla stessa ARPA (agenzia regionale dell’ambiente); nonostante in ottobre Reggio con 5 sforamenti sia stata con Modena la città peggiore della Regione; nonostante la centralina di Viale Timavo abbia già segnato 34 sforamenti su 35 concessi per il 2014; nonostante il XXI rapporto sulle qualità ambientali dei comuni capoluogo abbia visto scivolare Reggio al 44mo posto e addirittura al 58mo posto per PM10; nonostante lo IARC di Lione abbia classificato come cancerogeno l’inquinamento dell’aria; nonostante il totale immobilismo della Giunta su tutto quello che riguarda gli aspetti importanti della vita dei cittadini; ebbene, nonostante tutto ciò il PD ha votato contro la discussione dell’ordine del giorno urgente che abbiamo presentato per chiedere l’immediata definizione di misure e di politiche volte a diminuire l’inquinamento atmosferico a salvaguardia della salute dei cittadini”.

Conclusione: “La questione non è urgente per chi ha governato la città negli ultimi 60 anni riducendola nello stato che adesso viene denunciato da tutti i rapporti che si occupano di ambiente”.

Per la verità, sotto sotto la situazione preoccupa tutti, anche il Pd che, se non intende accollarsi le responsabilità di chi governa il territorio ininterrottamente da settant’anni, specialmente in campagna elettorale, al suo interno registra crescenti mal di pancia.

È il caso di Fabrizio Benati, candidato alle regionali in quota Civati, che parla di una situazione “pessima” dello smog in Emilia-Romagna, ma al tempo stesso critica la durezza del Pair (piano dell’aria varato dalla giunta Errani) che prevede provvedimenti drastici come la pedonalizzazione al 100% dei centri storici, la chiusura al traffico dei centri abitati e nuove costruzioni solo a emissioni zero.

“Le misure del Pair sono tanto dure quanto grave è la situazione – dice Benati – Ma con questa impostazione il piano verrà vissuto come punizione da classi di lavoratori, imprenditori e cittadini: come un nuovo inasprimento del dirigismo regionale. 
La prossima Giunta può però trasformarlo da vincolo a opportunità”.

Fra gli esempi, l’ingegner Benati cita piantumazioni massicce di alberi, e soprattutto far lavorare le imprese allo sviluppo di tecnologie per abbattere gli inquinanti. Temi sui quali “la Cina guarda a noi da molti anni. Le competenze di ARPA Emilia-Romagna sono talmente note in Cina che le Olimpiadi sono state possibili grazie alla consulenza prestata dai nostri tecnici nel monitoraggio della qualità dell’aria. La consulenza oggi continua potremmo tradurla in un accordo industriale da affiancare allo sviluppo industriale e con l’obiettivo di aprire un nuovo mercato internazionale”.

Tutto giusto, ma senza una revisione implacabile del modello di sviluppo che ha reso ricchi gli emiliani sino a soffocarli, si farà poca strada.

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