Scandalo rimborsi: “Il sistema implode”. E il tavolo Hemingway teme il tramonto della democrazia italiana

di Mario Guidetti*
14/11/2014 – Al tavolo politico-letterario Ernest Hemingway del bar di Puianello, allargato al Corpo Volontari Garibaldini, sono rimasti “perplessi” nell’apprendere quanto già sospettavano:

“In un sistema a “maglie larghe” quasi tutti (e fors’anche con una “strana” buona fede) assaltavano la diligenza inserendo nei rimborsi un po’ di questo, un po’ di quello”.

Per troppo tempo tale sistema ha retto ed ora sembra emergere che vi sono “eletti dal popolo” che contrariamente a Garibaldi il quale, dopo aver contributo all’Unità d’Italia, si ritirò a
Caprera senza alcun emolumento, non hanno fatto propri  gli insegnamenti di Platone ed Aristotele: “servizio del bene comune”.

Al tavolo sono garantisti e pertanto “non condannano a priori
i singoli per i quali vige la presunzione di innocenza fino al
terzo grado di giudizio”. Al tavolo condannano il sistema che sta implodendo e che, se non verrà corretto (da chi? mah!),  porterà inevitabilmente, col consenso delle masse?, ad un potere unico assoluto (a quel punto ci sarà solo da sperare che sia “illuminato ed a termine” come fu quello di De Gaulle).

Al tavolo Hemingway sono rimasti allibiti nel leggere di una consigliera, una madre in capo alla quale, nonostante le sue
smentite, si è addensato pesantemente il sospetto di aver avuto il rimborso per l’acquisto di un sex-toy. Ora la verità è emersa: la consigliera non ha effettuato l’acquisto. Al tavolo prendono atto che tutti hanno detto la verità:  – la Magistratura con le sue approfondite indagini – i media – la
consigliera – il “colpevole” che ha fatto un onesto outing argomentando il grave errore riconducendo tale “boccaccesca vicenda” ad uno scherzo fatto ad un amico ed ad un acquisto pagato con la propria carta di credito con la ricevuta inserita, sempre per errore, nella nota spesa della consigliera.
Al tavolo, nonostante le apparenze, sono buonisti e
richiamano il detto di San Gerolamo e di Sant’Agostino: “errare humanum est”. Al tavolo sono anche certi che il “colpevole” non darà seguito alla seconda parte del detto: “perseverare autem diabolico”.

Detto questo, al tavolo Hemingway confidano che cessi la
“gogna mediatica” nei confronti di Rita Moriconi. Un’ultima riflessione: in questa vicenda “per tutelare un minore, la figlia, la notizia la si sarebbe potuta riportare senza citare nomi?”. Non è una riflessione/bavaglio alla stampa, baluardo di democrazia, ma appello alla sensibilità e senso di
responsabilità.

(*CVG, portavoce tavolo Hemingway)

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Una risposta a 1

  1. Soluzione Rispondi

    14/11/2014 alle 10:18

    Ottima analisi del Tavolo Hemingway. Ci sta “in buona fede” e ci sta “assaltavano la diligenza”. Perchè la buona fede sta nel fatto che probabilmente le regole erano poco chiare, ma coi soldi degli altri si sono fatti pochi scrupoli, quindi la diligenza l’hanno assaltata eccome. Sobrietà, sobrietà

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