Scandalo prescrizione. La Cassazione ha annullato condanna e risarcimenti per i morti della Eternit

19/11/2014 – La Cassazione ha annullato senza rinvio, dichiarando prescritto il reato, la sentenza di condanna per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny nel maxiprocesso Eternit. Sono stati annullati anche i risarcimenti per le vittime. La prescrizione è maturata al termine del primo grado. Il maxi-processo Eternit è stato la più grande causa mai intentata in Europa e al mondo sul fenomeno dei danni alle persone e alle cose provocati dall’amianto.
Le parti lese erano un migliaio, tra malati (soprattutto di mesotelioma), eredi dei defunti ed amministrazioni locali. Il magnate svizzero Stephan Schmidheiny era stato ritenuto responsabile nei precedenti gradi di giudizio di disastro ambientale, con drammatiche conseguenze soprattutto per la salute degli operai, legato alle attività degli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato (Alessandria), Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia).
In Appello il comune di Rubiera aveva ottenuto due milioni di risarcimento. All’udienza di questa mattina era presente una delegazione della Cgil reggiana con i
rappresentanti delle famiglie che hanno avuto 24 vittime per l’amianto lavorato nello stabilimento di Rubiera.

Con la sentenza della Cassazione che ha dichiarato la prescrizione sfuma anche la possibilità per i familiari delle vittime e per le comunità locali di ottenere i risarcimenti.

La decisione della Prima sezione penale della Suprema Corte ha suscitato le proteste dei numerosi familiari delle vittime dell’amianto presenti nell’Aula magna. “Vergogna, vergogna” hanno detto in tanti, urlando subito dopo la lettura del verdetto.

“Non bisogna demordere. Non è una assoluzione. Il reato c’è. E adesso possiamo aprire il capitolo degli omicidi”. Questo il commento del pm Raffaele Guariniello alla sentenza Eternit. “La Cassazione – ha commentato Guariniello – non si è pronunciata per l’assoluzione. Il reato evidentemente è stato commesso, ed è stato commesso con dolo. Abbiamo quindi spazio per proseguire il nostro procedimento, che abbiamo aperto mesi fa, in cui ipotizziamo l’omicidio”. “Questo non è – ha aggiunto il magistrato – il momento della delusione, ma della ripresa. Noi non demordiamo”.

“Per l’Inail i costi per le sole prestazioni ai lavoratori colpiti dalle patologie provocate dall’amianto sono costate 280 milioni di euro che non si recupereranno più perché il verdetto della Cassazione ha demolito in radice questo processo”. Lo ha detto l’avvocato generale dell’Inail Giuseppe Vella commentando il verdetto insieme all’avvocato Teresa Ottolini che ha difeso l’Inail in Cassazione.

“Eternit, ingiustizia è fatta”: così i familiari delle vittime hanno scritto su uno striscione che stanno esponendo davanti alla Cassazione dopo la lettura del verdetto che ha dato un colpo di spugna al maxi processo per le morti d’amianto.

“Apprendo con sorpresa e disappunto della decisione della Corte di Cassazione di annullare, causa prescrizione del reato, la sentenza di condanna a Stephan Schmidheiny nel processo Eternit. Non può che destare profonda indignazione”. Lo afferma il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. “Non può che destare profonda indignazione – aggiunge Chiamparino, che è anche presidente della Conferenza delle Regioni – il fatto che migliaia e migliaia di persone e famiglie siano private del riconoscimento dei danni e delle responsabilità per ragioni che sono poco più che cavilli burocratici. Quando il diritto cozza con le più elementari ragioni di giustizia è segno che c’è qualcosa di profondo che non funziona nei meccanismi della giustizia italiana. Il danno provocato dagli stabilimenti piemontesi e italiani dell’Eternit va al di là delle morti finora contabilizzate e allunga la sua ombra sulle generazioni future: alle famiglie delle vittime, alle associazioni che si sono battute in questi anni e a tutti coloro che attendevano un giudizio di giustizia ed equità, vanno la mia solidarietà, il mio sostegno e la mia vicinanza”.

“La decisione della Suprema Corte conferma che il Processo Eternit, nei precedenti gradi di giudizio, si è svolto in violazione dei principi del giusto processo. Schmidheiny si aspetta che ora lo Stato italiano lo protegga da ulteriori processi ingiustificati e che archivi tutti i procedimenti in corso”. Così un portavoce del magnate svizzero commenta la sentenza della Cassazione. L’Italia è l’unico paese che vuole risolvere la catastrofe dell’amianto attraverso processi penali contro singole persone. Lo sottolinea un portavoce del magnate svizzero Stephan Schmidheiny. “Personalmente ho la certezza che l’abbandono anticipato dell’amianto – dice lo stesso Schmidheiny – sia la cosa migliore”. La Cassazione – precisa il portavoce del magnate svizzero in una nota diffusa da Zurigo – ha assolto Stephan Schmidheiny dai reati ascrittigli. “La Corte ha condiviso le argomentazioni della difesa: Stephan Schmidheiny “non ha mai assunto un ruolo operativo nella gestione dell’ azienda”, e il gruppo svizzero è stato il principale azionista di Eternit spa “soltanto per un periodo di circa 10 anni”, periodo in cui “non ha mai ricavato alcun profitto dalla sua partecipazione nella Eternit spa, anzi”.

“I giudici di Torino si sono visti costretti a trovare un colpevole” per la “tragedia sociale” dell’amianto. E nelle loro sentenze “costruiscono una vera e propria teoria del complotto”. Lo afferma un portavoce del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, che parla di “atmosfera tesa” in Piemonte per la presenza di “migliaia di famiglie colpite dagli effetti della lavorazione dell’amianto”

La Prima sezione penale della Cassazione ha condannato al pagamento delle spese legali, la cui cifra per ora non è nota, l’Inps e l’Inail che avevano fatto ricorso per non essere state ammesse come parte civile dalla Corte di appello di Torino nel processo Eternit condannato a pagare le spese legali anche un parente di una delle vittime dell’amianto che era stato escludo dal diritto degli indennizzi.

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