Presa banda delle gioiellerie. Arrestati georgiani: base a Reggio, colpi in Veneto e Trentino

14/11/2014 – Aveva base operativa nel capoluogo reggiano la banda delle gioiellerie composta da 3 georgiani ed una cittadina russa, che i Carabinieri delle Compagnie di Riva del Garda e Reggio Emilia hanno disarticolato con l’operazione «Capintat». Arrestati due georgiani e denunciato un terzo, insieme a una sarta russa.
Dopo quattro mesi di indagini serrate alla “vecchia maniera”, cioè senza intercettazioni ma soltanto con analisi quotidiane degli spostamenti e pedinamenti, i Carabinieri sono riusciti a mettere le mani sui quattro malviventi che partivano da Reggio Emilia per far razzie nelle gioiellerie del Veneto e dell’Alto Adige. Le indagini sono state avviate lo scorso mese di luglio quando i quattro banditi – con una tecnica collaudatissima – riuscivano ad asportare da una gioielleria di Arco (Trento) un collier del valore di 5.000 euro.
Un uomo e una donna, fingendosi marito e moglie, si erano avvicinati al bancone distraendo la commessa, mentre gli altri due con uno strumento non meglio individuato riuscivano a prelevare il bottino da una vetrinetta poco dietro, dandosi
poi alla fuga.
Le indagini hanno fatto sì che fosse identificata la donna nelle immediatezze del reato, senza però poterne stabilire il reale concorso nel furto.
L’analisi effettuata poi sui contatti, gli spostamenti, le abitudini di vita della stessa ha consentito ai Carabinieri di risalire a tutti e quattro i componenti, raggiungendoli tutti
a Reggio Emilia.
Si tratta di un 50enne georgiano e del nipote si 25 domiciliati a Reggio Emilia e arrestati dai Carabinieri in città. Assieme a loro sono stati denunciati i finti coniugi: una donna russa di cinquant’anni, sarta e un georgiano 32enne, entrambi incensurati e abitanti sempre a Reggio Emilia. I 4 sarebbero responsabili anche di altro colpo  messo a segno – in un periodo di poco precedente – in una gioielleria di Malcesine, provinciamdi Verona, che ha fruttato un bottino di 30 mila euro.

Gli arrestati sono stati raggiuti da due provvedimenti restrittivi di natura cautelare richiesti e ottenuti dalla Procura di Trento concorde con le risultanze investigative dei Carabinieri.
Durante le perquisizioni eseguite a Reggio Emilia, i carabinieri delle Compagnie di Reggio Emilia e Riva del Garda del Nucleo Operativo hanno sequestrato il vestiario indossato
dai malviventi  durante il colpo del 5 luglio ad Arco.

 

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