“Matrimoni gay, ad Albinea sfidano il ministro, il Papa e il vescovo”

di Davide Ganapini e Alessandro Carrara*

27/11/2014 – Seguendo la moda del momento, anche ad Albinea arriva in discussione in consiglio comunale la mozione sulla trascrizione delle nozze omosessuali celebrate all’estero. La novità rispetto agli altri comuni è che la mozione in questo caso viene presentata e sottoscritta da 3 gruppi consiliari su 4, praticamente tutto il consiglio comunale; risultano infatti fra i firmatari gli esponenti delle liste che fanno riferimento al “Partito Democratico”, a “L’altra Europa per Tsipras” e al “Movimento 5 Stelle”.
Il Sindaco Nico Giberti si è dichiarato disponibile a trascrivere l’atto qualora fosse necessario, probabilmente inconsapevole del caos burocratico che si andrebbe a creare: e se i due cittadini immediatamente dopo aver registrato l’atto, pretendessero di voler inserire la dicitura “coniugato” sulla carta d’identità? Come si comporterebbe l’ufficiale d’anagrafe? E se invece si presentassero casi di poligamia?
Persone che abbiano contratto più di un matrimonio all’estero non potrebbero avere gli stessi diritti? Domande a cui nessuno in consiglio comunale ha saputo rispondere…
Si chiede addirittura di superare la circolare del Ministro dell’Interno, che ha invitato i Prefetti di tutta Italia ad annullare la trascrizione. Il Ministro aveva ricordato, fra le premesse, che l’articolo 107 del codice civile prevede che l’ufficiale dello stato civile “riceve da ciascuna delle parti personalmente, l’una dopo l’altra, la dichiarazione che esse si vogliono prendere rispettivamente in marito e in moglie, e
di seguito dichiara che esse sono sono unite in matrimonio”.
La mozione riporta alcuni riferimenti, che non fanno altro che aumentare la nostra perplessità:

– l’articolo 9 delle Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea spiega semplicemente che il diritto di sposarsi e quello di costruirsi una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio, mentre per la maggioranza questo articolo dovrebbe riconoscere
che il diritto di sposarsi non è necessariamente limitato a coppie di sesso diverso.
– La sentenza 4184/2012 della Corte di Cassazione, che per la maggioranza ha chiarito definitivamente che la differenza di sesso non è un connotato essenziale del matrimonio, ma che se andiamo a leggere attentamente cita testualmente “la diversità
di sesso dei nubendi è requisito minimo indispensabile per la stessa “esistenza” del matrimonio civile come atto giuridicamente rilevante”.

Il tempismo di questa approvazione sembra addirittura una sfida all’autorità ecclesiastica, immediatamente successiva al Sinodo straordinario sulla famiglia convocato da Papa
Francesco ed esattamente il giorno successivo al “Discorso alla città “ del Vescovo Camisasca nella Solennità di San Prospero, patrono fra l’altro anche di Albinea.
La nostra idea di società coincide con quanto affermato dal Vescovo: “ famiglia come luogo naturale della vita, come luogo capace di mettere al mondo un nuovo essere umano e di assicurare ad esso una stabilità di accoglienza, che solo la
famiglia può dare”.
Albinea va per la propria strada, ma fino a dove vorranno spingersi i rappresentanti eletti dal popolo pochi mesi fa? Perché in campagna elettorale questo tema non è stato trattato e adesso diventa uno dei primi provvedimenti? Se questa è una delle 100 idee promesse dal Sindaco, siamo seriamente preoccupati nello scoprire le altre 99…
Trascrivere in Italia qualcosa che non esiste è assolutamente inutile, la competenza di questo tema è sicuramente del Parlamento e dato che il partito di maggioranza ha un parlamentare del territorio (ex Sindaco Incerti Antonella), invitiamo la maggioranza a rivolgersi altrove e a non perdere tempo in consiglio comunale. Il parlamento è il luogo in cui
eventualmente riconoscere diritti alle coppie conviventi (diritti, non matrimonio!), non è di certo il municipio di Albinea.
In campagna elettorale avevano parlato di sostegno alle famiglie, sarebbe questo il tanto proclamato sostegno? A questo punto ci chiediamo, cosa intende l’amministrazione comunale per famiglia?
L’amministrazione dovrebbe tutelare le famiglie riconosciute giuridicamente adottando politiche che supportano ad esempio le famiglie numerose, e non inventarsi strumenti non giuridicamente riconosciuti.

Occorre ridare valore alla famiglia come luogo nel quale il principio cardine debba essere la procreazione, come può mantenersi una società senza figli ? La famiglia è il nucleo fondante della società ed è innegabile l’importante e difficile ruolo sociale ed educativo che svolgono le famiglie.

In consiglio comunale si vota secondo coscienza, 12 voti e 3 gruppi consiliari a favore, solo 2 voti contrari, i nostri, e nessun astenuto. L’impegno dei cattolici impegnati in politica dovrebbe essere trasversale, ma purtroppo ciò non avviene, e a volte, per pura convenienza o per quieto vivere, vengono accantonati i nostri valori. In consiglio veniva anche richiesta la massima diffusione di questo atto, non si preoccupi la maggioranza, ce ne occuperemo noi della
diffusione, contattando più persone possibile. Questa non è la nostra società, questo è un attacco ai valori, come quello del matrimonio e della famiglia, in cui crediamo, e ci dispiace che la nostra idea di società ad oggi sia un’idea minoritaria.

(*Gruppo Consiliare “

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