Reggio contro Iren per la buonuscita d’oro a De Sanctis. Si ribellano sindaci, sindacati e cittadini

29/11/2014 – Reggio in rotta di collisione con Iren. La buonuscita principesca riconosciuta all’ a.d. De Sanctis che domani lascerà l’incarico per essere sostituito da Massimiliano Bianco, ha trasformato la fronda reggiana (venuta a galla con il no del sindaco Vecchi alla maxi fusione con A2A) in un vero un vero e proprio fronte interno di opposizione capeggiato dai soci pubblici.
De Sanctis, che lascia l’incarico di a.d. in anticipo, riceverà comunque una “liquidazione” di 900 mila euro per un paio di anni di lavoro, più 50 mila come premio di risultato 2014, e per il 2015 riceverà altri 400 mila euro quale consigliere strategico del presidente Profumo. In tutto 1
milione 350 mila euro, fra l’altro nel momento in cui Iren, coperta di debiti, ha ridotto il gas ai condomini morosi di via Turri, lasciando al freddo – con un’inedita “rappresaglia” – anche le famiglie in regola col pagamento
delle bollette.
Mentre si prepara per lunedì un flash mob di protesta in
piazza Prampolini, al quale hanno aderito anche Cgil
Federconsumatori, che definiscono la maxi liquidazione “una vergogna”, ieri è sceso in campo anche il primo cittadino di
Scandiano Alessio Mammi in qualità di coordinatore del sub-patto di sindacato Iren dei sindaci reggiani.
Anche i segretari generali Cisl di Torino, Genova, Reggio Emilia e Piacenza sono intervenuti con una lettera ai sindaci delle città principali azioniste di Iren.

Alessio Mammi, in una presa di posizione evidente concordata, critica l’operato del cda e definisce la liquidazione di De Sanctis “fuori misura in senso assoluto”. Chiede inoltre una trattativa, ma ormai fuori tempo massimo, con lo stesso De Sanctis per ridurre l’importo.

“Ritengo che non vi possano essere automatismi sull’entità della buona uscita di De Sanctis- scrive Mammi – La cifra prevista è da considerarsi fuori misura in senso assoluto, e lo è ancora di più visto il particolare momento storico di crisi economica, così come è stato fatto presente dalle
Associazioni di consumatori e da diversi soggetti del
territorio.
Tale buona uscita risulta essere, oltre che esosa, discutibile, poiché l’interruzione del rapporto di lavoro
avviene prima della scadenza del contratto sulla base di un accordo tra le parti. Per tali ragioni, occorre che Iren apra
un confronto con l’amministratore delegato uscente, al fine di ridurne sensibilmente l’importo”.

In ogni caso “qualsiasi esborso non dovrà ricadere su
cittadini utenti e dovrà essere recuperato attraverso la
riduzione delle spese di funzionamento della società, in particolare dei livelli apicali del gruppo” .

“Questa buona uscita non va nella direzione del lavoro che i sindaci reggiani hanno svolto negli ultimi tempi per arrivare a una sensibile diminuzione delle spese della governance di Iren. Lavoro che ha portato a un risparmio di oltre il trenta
per cento per il funzionamento della struttura, e all’eliminazione della consuetudine di assumere i top manager a tempo indeterminato. Impegno che è stato seguito da altre
multiutility italiane”.

Conclude Mammi: “Per ciò che riguarda il futuro amministratore delegato, inoltre, e le altre figure del management, occorra che l’Azienda riveda radicalmente i meccanismi di selezione
finora attuati. Il prossimo amministratore delegato, oltre a
possedere le competenze e a essere capace di rendere l’azienda
efficiente con un’attenzione particolare ai consumatori e alle
famiglie e con un riguardo al ridimensionamento delle tariffe per i servizi, dovrà essere senz’altro contrattualizzato in maniera differente, all’insegna della sobrietà e della meritocrazia”.
Proprio ieri il patto di sindacato di Iren (i sindaci Marco
Doria di Genova, Piero Fassino di Torino e Luca Vecchi di Reggio Emilia) Iren ha confermato ufficialmente la designazione di Massimiliano Bianco, ex direttore dell’Acquedotto Pugliese, a nuovo amministratore delegato di Iren, in sostituzione di De Sanctis. Il consiglio di amministrazione del Gruppo è convocato lunedì per la
cooptazione di Bianco e la nomina ad ammininistratore
delegato. In quella sede si conoscerà anche lo stipendio riconosciuto al manager.

LETTERA AI SINDACI DEI SEGRETARI CISL: SOSPENDETE IL MAXIPAGAMENTO.

29/11/2014 – I SEGRETARI provinciali Cisl di Genova, Torino, Piacenza e Reggio Emilia ( manca quello di Parma) hanno scritto ai sindaci di Genova, Parma, Torino, Piacenza e Reggio chiedendo di bloccare la liquidazione d’oro di De Sanctis e di assumere un atteggiamento più etico sugli stipendi dei manager. Ecco il testo della lettera.

“Siamo a scrivere una lettera aperta a voi, sindaci di Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia e provincia, in quanto proprietari del 51% di Iren e quindi in grado di determinare le linee di indirizzo organizzative ed economiche dell’azienda. Azienda che rappresenta un investimento compiuto dalle nostre comunità territoriali per generazioni.

Nei giorni scorsi è stato reso nota da Iren che la stessa multiutility e Nicola De Sanctis, amministratore delegato nominato nel giugno 2013, hanno concordato “una risoluzione consensuale del rapporto quale amministratore, avendo rilevato congiuntamente il venirne meno dei presupposti, anche in considerazione di scelte di carattere personale del manager”.

Dalla nota aziendale si apprende anche che Nicola De Sanctis percepirà una buonuscita di 900 mila euro, a cui si aggiungono 50 mila euro di bonus maturato sui risultati 2014, più di 200 volte quello che avrebbe percepito di TFR un dipendente per lo stesso periodo di lavoro. Ma non finisce qui, in quanto, per così dire, De Sanctis “esce dalla porta ma rientra dalla finestra”: Iren stessa si è già impegnata a sottoscrivere con lui un contratto di advisoring dell’importo di 400 mila euro, valevole fino al 31 dicembre 2015.

Non basta: da poche ore sappiamo che è già stato nominato il nuovo amministratore delegato, per cui attualmente le posizioni economiche che vengono retribuite dal gruppo sono due: De Sanctis, che manterrà il rapporto come dirigente fino al 31 dicembre 2015, e quella di Massimiliano Bianco, nuovo Ad. Quindi: Iren pagherà due amministratori delegati!

Le motivazione addotte da Iren per questo recesso consensuale appaiono piuttosto ambigue e vaghe. Non è chiaro se l’accordo serva, in realtà, ad evitare un esplicito giudizio di merito sulle trimestrali di bilancio di Iren.

La Cisl, nella sua visione del lavoro e delle responsabilità sociali, ritiene che sia mai tempo di premi o stipendi milionari ai manager. Soprattutto se sono chiamati a dirigere multiutility che erogano

 

servizi essenziali, che nelle loro linee guida contemplano il fare economie di scala per permettere un efficientamento del servizio pubblico (e quindi un miglioramento dei servizi) e una maggior sostenibilità dei suoi costi per le famiglie e i cittadini.

La realtà, purtroppo, è un’altra: continua ad aumentare il costo del servizio rifiuti, sale la bolletta del gas e il costo del servizio idrico. Un esborso, ad esempio, calcolato in 130 euro in più all’anno a famiglia, solo per le bollette idriche.

Certi avvenimenti hanno una loro crudezza, particolarmente avvertibile in tempi di crisi.

Voi Sindaci siete sicuramente ben consapevoli dei tanti cittadini che si rivolgono ai vostri servizi per richiedere un aiuto per far fronte alle bollette che non riescono più a pagare a causa della diminuzione o della mancanza di salario, e degli utenti, sempre più numerosi, a cui viene sospesa l’erogazione del gas per morosità, o quelli a cui vengono tagliati i servizi perché, pur avendo sempre pagato regolarmente le bollette, l’azienda non è in grado di differenziare le utenze.

La nostra Organizzazione Sindacale ritiene che non sia accettabile un costo milionario per un manager, nemmeno se sta uscendo dall’azienda.

Come Cisl di Torino, Genova, Piacenza, Parma e Reggio Emilia, vi chiediamo di essere tramite nei confronti dei cittadini dei vostri comuni per quanto riguarda gli ultimi avvenimenti, sospendendo il maxi pagamento ed individuando stipendi più “etici” per i Vostri manager, investendo sia nelle strutture dei vostri servizi, che richiedono una quantità di manutenzione ordinaria e straordinaria non sempre ottemperata al meglio, sia sul personale che vi lavora, vera risorsa dell’azienda.

Tutto ciò, al fine di assumere concretamente, e non solo a parole, la tanto dichiarata (e certificata dal vostro bilancio di sostenibilità) responsabilità sociale del gruppo Iren.

Nell’immediato, ci faremo promotori, attraverso la nostra azione e quella delle federazioni di categoria presenti in azienda, di una capillare opera di sensibilizzazione su questo tema, che ha indignato sia i nostri quadri sindacali sia la gran parte del personale presente in azienda.

Luca Maestripieri   –   Segr. Gen. Cisl Genova
Domenico Lo Bianco   –  Segr. Gen. Cisl Torino
Federico Ghillani   –   Segr. Gen. Cisl Parma-Piacenza
Margherita Salvioli Mariani  –  Segr. Gen. Cisl Reggio Emilia”

LA CGIL DI REGGIO: VICENDA SCANDALOSA, SAREMO IN PIAZZA ANCHE NOI

La CGIL di Reggio Emilia aderisce al presidio di protesta
organizzato per lunedì 1° dicembre davanti al Comune per manifestare l’indignazione provocata tra i cittadini reggiani dalla scandalosa vicenda del “dimissionamento”  dell’Amministratore Delegato di IREN.
Nel mezzo della crisi che colpisce il tenore di vita di così tante persone, apprendere di una liquidazione di oltre 1 milione di euro, in aggiunta alle spettanze da dirigente della stessa società, dopo poco più di un anno di incarico, al manager di una azienda erogatrice di servizi pubblici locali, pertanto finanziati con i ricavi delle tariffe, offende il senso comune delle persone.

Ma offende ancora di più i lavoratori della stessa IREN, che da anni denunciano la continua riduzione di risorse umane e materiali necessarie per garantire la  qualità dei servizi
erogati ai cittadini. La Direzione di IREN è latitante da mesi al confronto con le organizzazioni sindacali sull’ “idea di futuro” con cui costruire il Piano Industriale del Gruppo ed in attesa si rimandano il più possibile le manutenzioni agli impianti e gli investimenti.

Mentre nessuno riesce a limitare la distribuzione di benefit e premi ai dirigenti apicali dell’azienda, al livello operativo è diventata prassi normale assumere ripetutamente giovani con contratti precari e paghe da stagisti, sguarnire i turni di reperibilità, non sostituire il turn-over del personale ad alta specializzazione,  mentre si enfatizza sulla stampa come “ringiovanimento” un accordo per ridurre il personale tramite uscite volontarie di personale anziano, senza indicare dove verranno assunti i “giovani” e per fare che cosa.

Una IREN che “spreme” chi lavora nella sua filiera degli appalti, assegnati sempre al massimo ribasso, visto che aspetta mediamente più di sei mesi dall’ultimazione dei lavori prima di liquidarne i compensi.
Il risultato di questa  gestione  è la perdita di qualità del servizio agli utenti ed al territorio : allungamento dei tempi di riparazione delle fughe idriche, abbandono di interi settori come nel caso della raccolta e spazzamento dei rifiuti, pratiche commerciali eccessivamente disinvolte con la clientela.

Questa può essere allora l’occasione giusta per chiedere ai nostri Sindaci quanto conoscano veramente e condividano le scelte organizzative compiute dalla Direzione di IREN, in quale misura IREN si possa ancora considerare “a controllo pubblico”, come possa continuare a creare ricchezza sui suoi territori, coinvolgere le imprese locali, valorizzare le proprie risorse tra cui le conoscenze dei propri dipendenti, piuttosto che focalizzare l’attenzione sul valore delle quote azionarie e dei dividendi secondo le logiche di profitto delle grandi imprese private.

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