Libertà l’é morta. Canti anarchici nel nuovo album di Benozzo e Bonvicini. Stasera al Maki Pub di Bagnolo

“Addio mia bella, addio”, e “Le ciminiere non fanno più fumo”, ma anche, titolo che suona attuale, “Il crack delle banche”. Sono canti popolari anarchici raccolti nell’album “Libertà l’è morta”, che sarà presentato a Maki Pub di Bagnolo Mercoledì 26 Novembre 2014 con un concerto a ingresso libero e gratuito di Francesco Benozzo e Fabio Bonvicini. Disco prodotto in Danimarca dalla stessa etichetta che tenne a battesimo la cantante Bjork. Il recital, frutto di una lunga ricerca sul campo e in archivi, propone una serie di canti anarchici diffusisi tra Ottocento e primo Novecento, arrangiati per strumenti della tradizione popolare. Un viaggio nella ricca e poco nota tradizione libertaria del canto, “per riscoprire – spiegano i protagonisti – le radici non politiche, non banali, non fraintendibili del grande anelito alla libertà del repertorio orale italiano”.

Francesco Benozzo, menzione speciale della critica ai Folk Awards di Edimburgo nel 2007 e finalista al Premio Tenco 2009, ha all’attivo sei album come cantante e arpista. Si è esibito al teatro Valle di Roma in un reading con il premio Nobel per la letteratura Wisława Szymborska.

Fabio Bonvicini è uno dei più attivi protagonisti della rinascita della tradizione musicale emiliana. Ha suonato e suona in numerosi gruppi, molti dei quali da lui fondati, tra i quali Pivaritrio, Compagnia dell’asino che porta la croce, Suonabanda, Pivenelsacco.

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