Lello Arena-Arpagone a Castelnovo Monti
L’Avaro apre la stagione del Bismantova

20/11/2014 – Inizia venerdì 21 con uno spettacolo di assoluto richiamo la stagione 2014-2015 del Teatro Bismantova, e sotto ottimi auspici legati alla chiusura della campagna abbonamenti. Spiega il Direttore Artistico del Teatro, Giovanni Mareggini: “Abbiamo raggiunto lo stesso livello di abbonati dello scorso anno, a quota 140 sottoscrizioni, che per un teatro da 300 posti è davvero un risultato molto positivo, anche in considerazione del periodo economico non certo facile. Di questi abbonamenti, la maggior parte ha scelto la formula “completa”, quindi aggiungendo al cartellone principale anche i concerti di “Mezzasala”, proposte musicali tra classica e jazz. Abbiamo avuto inoltre la possibilità di attivare una iniziativa a cui teniamo molto, grazie alla collaborazione del Comune di Castelnovo e dell’Unione dei Comuni dell’Appennino, Enti ai quali negli anni passati venivano riservati quattro abbonamenti stagionali. Quest’anno invece abbiamo condiviso la scelta di offrirli ad associazioni che si occupano di persone in difficoltà, nell’ambito di una iniziativa che abbiamo voluto chiamare “Cibo per l’Anima”: per la stagione in via di
apertura si è deciso di dedicarne due alla Caritas, uno ai Servizi Sociali, ed uno alla Fa.Ce. Saranno poi queste associazioni, in assoluta libertà ed autonomia, a gestirli individuando di volta in volta chi potrà venire in teatro ed assistere agli spettacoli”.

Lello Arena nelle vesti di Arpagone

Lello Arena nelle vesti di Arpagone

La stagione del Bismantova, dunque, comincia con L’Avaro di Moliere, con Lello Arena nel ruolo di Arpagone, per la regia di Claudio Di Palma, venerdì alle ore 21. Un allestimento importante per uno dei grandi classici del teatro mondiale,
con Arena che torna a Castelnovo dopo qualche anno ed il grande successo ottenuto con il Don Chisciotte. L’Avaro resta un testo apprezzatissimo e sempre attuale, grazie alla straordinaria contemporaneità che si articola intorno al vizio capitale dell’avarizia. Un mondo che Moliere anima di ipocrisie e opportunismi nel quale Arpagone si erge quasi come figura consapevole, pervasa in fondo di una profonda onestà intellettuale. E’ un posseduto dal denaro che lui accumula ma non usa in un succedersi di buffo e tragico.

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