La cocaina arrivava in bicicletta. Preso pusher nigeriano: in tre mesi ha venduto 700 dosi

16/11/2014 – La qualità della cocaina che vendeva nei parchi della città, a 20 euro la dose, era di prima qualità: la migliore per combinarla con l’eroina e ottenere così lo “speedball”, ovvero la combinazione tra un oppiaceo ed un eccitante che, assunto per inalazione o iniezione, causa una forte dipendenza.

Un giro d’affari assolutamente redditizio quello ricostruito dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Reggio Emilia che hanno sentito numerosi giovani reggiani. Dodo, nome di battaglia di un pusher ben conosciuto in città nell’ambiente dei cocainomani, in soli tre mesi ha spacciato non meno di 700 dosi di “neve”.

Il Gip del Tribunale di Reggio Emilia, accogliendo le richieste avanzate dalla Dr.ssa Piera Cristina Giannusa, sostituto presso la Procura reggiana, ha emesso a carico dell’uomo, un nigeriano di 41 anni residente a Reggio, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita l’altro pomeriggio dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Reggio Emilia, che hanno condotto le indagini.

In settembre i Carabinieri in servizio antidroga al parco Campo di Marte di Reggio Emilia, avevano assistito a uno scambio sospetto tra un giovane reggiano e un africano in sella ad un bici da donna, che riusciva ad allontanarsi.

Il giovane reggiano, fermato dai Carabinieri, era in possesso di due dosi di cocaina appena acquistate dallo straniero. A quel punto i militari avviano le indagini partendo dall’utenza cellulare del pusher, trovata nel telefonino del giovane fermato. Vengono identificati e sentiti giovani reggiani, risultati suoi clienti, di varie estrazioni sociali, che dichiarano di aver comprato più cocaina da “Dodo”, riconosciuto in fotografia.

I racconti si riscontrano a vicenda tanto più in quanto tutti i testimoni attribuiscono allo spacciatore lo stesso numero di telefono e molti anche lo stesso nome di battaglia, Dodo. L’attività investigativa portava a ricostruire negli ultimi 3 mesi circa 700 cessioni di cocaina per un business di svariate migliaia di euro.

Lo spaccio avveniva secondo una precisa strategia che vedeva il pusher a bordo di una bici da donna raggiungere i suoi clienti nei parchi cittadini, dove si concretizzava lo spaccio. Un giro d’affari redditizio anche per la qualità della cocaina – a detta dei suoi stessi clienti – che bene si prestava a essere miscelata con l’eroina per ottenere lo speedball di cui molti facevano uso.

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