Iren “condanna” via Turri al freddo: gas ridotto anche alle famiglie che hanno pagato

27/11/2014 – Il gruppo Iren continua ad essere al centro di polemiche furibonde: per l’indebitamento oltre i due miliardi, per i risultati della trimestrale (col titolo sotto l’euro e che negli ultimi sei mesi ha perso più del 15%, per le scelte strategiche (criticate anche dal sindaco Luca Vecchi) come per la gestione. La liquidazione faraonica riconosciuta all’ad De Sanctis, 950 mila euro più 400 mila per un anno da “consigliere” strategico del presidente Profumo, fa letteralmente a pugni con la punizione collettiva inflitta ai palazzi di via Turri, attraverso la riduzione generalizzata del gas, dopo aver lasciato incancrenire per anni la situazione degli insoluti. Dalle minacce si è passati ai fatti, in piena stagione invernale. Ora, a quanto risulta, Iren pretenderebbe che i condomini in regola con i pagamenti si accollassero anche i debiti di chi se n’è andato lasciando moltissime bollette da pagare.

La questione particolarmente aggrovigliata (e grave, vista la stagione invernale) viene denunciata da Cinzia Rubertelli, consigliera della lista Grande Reggio-Progetto Reggio nel comune capoluogo, che chiama in causa insieme a Iren anche la Giunta Vecchi.
“Dall’ultima seduta del consiglio abbiamo ricavato solo una
certezza: la giunta comunale si sta disinteressando di una
vera e propria emergenza sociale, quella in atto nei condomini di via Turri”, dopo che – secondo quanto segnalato da alcuni cittadini – “nelle ultime settimane sarebbe stata ridotta l’erogazione di gas per il riscaldamento in diversi stabili della zona stazione” e che “presto potrebbe accadere lo stesso anche con l’acqua calda”.

«Dopo una serie di assemblee in zona – spiega Rubertelli – era emerso che diverse persone non pagavano le bollette, ma che i servizi centralizzati non permettono tuttora di agire solamente sugli inquilini morosi. Risultato: chi non ha pagato o è irreperibile o ha l’appartamento pignorato, ma i servizi
vengono ridotti anche a chi è in regola. Queste persone, quindi, si trovano a dover pagare anche per gli altri, e intanto hanno l’accesso limitato ai servizi».

Di fronte a questa situazione, come ha già denunciato la Cisl la settimana scorsa, si potrebbe legittimamente parlare di
rischio emergenza sociale. Eppure, il Comune la sta ignorando.
“Nell’ultimo consiglio comunale ho presentato un ordine del giorno urgente per discutere di quanto sta accadendo – aggiunge Rubertelli -Il documento è stato ammesso ma, dopo la relazione dell’assessore Matteo Sassi, i consiglieri comunali hanno ritenuto di votare contro l’ordine del giorno stesso”.
Risultato: ogni dibattito sull’argomento, di fatto, è rimasto bloccato.
“Eppure avevamo fatto richieste ben precise: l’avvio di un tavolo con Iren per trovare un accordo che salvaguardi le persone in difficoltà e i condomini che hanno onorato i loro impegni, e l’istituzione di una task force che vigili sull’occupazione irregolare degli appartamenti della zona. Ma tutto questo non è stato possibile”.

“Invece di trasformare i servizi centralizzati in individuali, in modo da perseguire i morosi e garantire gli onesti, si è deciso di mettere al freddo gli uni e gli altri, come se per questo quartiere non fosse sufficiente dover sopportare l’insicurezza, le violenze, la prostituzione e lo spaccio – conclude Rubertelli – Ma se Iren è una società privata e applica le regole di un capitalismo feroce, allora come mai i Comuni continuano a detenerne delle quote? Come al solito,

l’amministrazione è più attenta a discutere di chi debba dirigere le partecipate, piuttosto che a decidere cosa farne. E intanto quelle stesse partecipate avrebbero limitato l’erogazione di gas per il riscaldamento alle porte dell’inverno, con buona pace di famiglie, bambini e anziani. Il tutto per contenere il debito accumulato da inquilini e proprietari morosi, un ammanco di proporzioni simili alla
cifra che la partecipata stessa ha accordato come buonuscita al suo amministratore delegato. Come può un Comune non
occuparsi di tutto questo?”.

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