Gli aerei rivoluzionari del prof. Dumas: successo del progetto Acheon di Unimore. Meeting aperto al pubblico al campus del San Lazzaro

27/11/2014 – Dopo due anni di ricerche coordinate a livello europeo dall’Università di Modena e Reggio, è arrivato alle fasi fasi finali il progetto di ricerca ACHEON (acronimo di Aerial Coanda High Efficiency Orienting-jet Nozzle). Acheon, finanziato dalla Commissione europea, ha l’obiettivo di un sistema di propulsione aerea rivoluzionario, capace di orientare il flusso e la spinta senza alcuna parte meccanica in movimento.
Il progetto ha visto impegnate 6 realtà di eccellenza di 4 diversi paesi europei: Nimbus SRL (Italia), Reggio Emilia Innovazione (Italia), Universidade da Beira Interior (Portogallo), Vrije Universiteit Brussel (Belgio) e University of Lincoln (Regno Unito).
Il meeting conclusivo in cui i partner internazionali si confronteranno sui risultati a cui sono pervenuti, prevede anche un momento di riflessione aperto al pubblico per mostrare le prospettive future del tutto nuove nel settore aerospaziale.
L’appuntamento è  per domani, venerdì 28 novembre alle ore 16.30 al padiglione Buccola – Campus S. Lazzaro (viale Amendola, 2), a Reggio Emilia: sarà presente il Rettore di UNIMORE, professore Angelo O. Andrisano.

Il tutto era partito nel 2011, con un ambizioso progetto europeo denominato MAAT e coordinato da UNIMORE,  finanziato nell’ambito del 7° Programma Quadro della Commissione Europea, basato lo studio di un sistema di trasporto aeronautico basato su un cruiser, che resta in quota in orbita variabile nella stratoafera, e un feeder, che lo collega al suolo. Quel progetto ha permesso di esplorare idee innovative in materia
di trasporto aereo.
Proprio una di queste idee, brevettata da ricercatori di UNIMORE, ha condotto alla definizione del successivo progetto ACHEON, sempre finanziato dal 7° Programma Quadro grazie – specifica Unimore “al suo potenziale dirompente sul futuro
sviluppo di un settore maturo, come quello dell’odierna industria aeronautica”

“Siamo alla fase finale del progetto ACHEON avviato due anni orsono, – dichiara il prof. Antonio Dumas, docente UNIMORE coordinatore del progetto, noto a livello iternazionale per le sue ricerche – con l’obiettivo di dimostrare  la fattibilità
scientifica di un nuovo sistema di propulsione aeronautica senza parti meccaniche in movimento.
Il progetto, direttamente originato da un brevetto del gruppo di ricerca ERMETE di UNIMORE, nasce dall’integrazione con lo studio di un sistema di  controllo elettrostatico dell’angolo
di deflessione del getto portato avanti dall’Università di Beira Interior (Portogallo).  Era noto che, per l’ effetto Coanda, la variazione di portata modificava la direzione di un getto di 90 gradi.  E’ stato  ottenuto dapprima  di poter variare  l’angolo di deflessione del getto, poi di
identificare i problemi legati all’instabilità che possono affliggere l’ugello per la deviazione del flusso e della spinta.  Infine si è aperto un nuovo campo di ricerca riguardante gli effetti termici sull’adesione di un getto ad
una parete convessa mediante effetto Coanda, che presenta interessanti sviluppi per il futuro”.

In seno al progetto sono anche stati prodotti due nuovi brevetti, e soprattutto si è chiaramente dimostrato che il
sistema propulsivo in oggetto non solo è idoneo ai piccoli UAV (aeromobili senza pilota) ma può produrre un notevole incremento di performance su aerei militari e acrobatici, così come può dare vita ad una nuova generazione di aerei da trasporto nella categoria “commuter” fino a 5 tonnellate,
utilizzando tecnologia esistente e “green”: propulsione elettrica e cogenerazione.
I suoi punti di forza sono l’assenza di parti in movimento, la semplicità dei controlli, la notevole precisione, la risposta
estremamente veloce, l’affidabilità intrinseca, la possibilità di funzionare con fluidi (gas, liquidi o miscele) di ogni natura.
“Il risultato – spiega il prof. Antonio Dumas – permetterà di dirigere il flusso propulsivo di un aereo con un angolo capace
di adeguarsi tempestivamente a ogni condizione di volo in modo dinamico, con tempi di risposta estremamente ridotti (centesimi di secondo). Le possibili implicazioni sul futuro dell’aeronautica sono evidenti: decollo e atterraggio estremamente corti, riduzione degli spazi necessari per le operazioni aeroportuali, migliore manovrabilità, riduzione o eliminazione delle appendici aerodinamiche tradizionali, maggiore manovrabilità, maggiore efficienza aerodinamica e minori consumi. In particolare, permette di incrementare i
volumi degli aeroporti di minori dimensioni e di pensare ad un futuro di trasporto regionale a propulsione elettrica cogenerativa.”.

ACHEON (www.acheon.eu), in continuità con la tradizione di prefigurazione dell’aeronautica di Henri Coanda, tra i pionieri dell’aerodinamica moderna, permetterà anche di esplorare nuovi concetti aeronautici, dalla propulsione diffusa a nuove architetture di aeromobile più efficienti e funzionali di quelle odierne.
“Il riconoscimento a livello europeo della validità del progetto del prof. Dumas – dichiara il prof. Eugenio Dragoni,
Direttore del Dipartimento – conferma la bontà dell’idea che sta alla base dell’attività del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria: la compresenza al suo interno di competenze sia nelle discipline di base che in quelle di tipo più applicativo ingegneristico e tecnologico.
Questa visione favorisce quel processo di trasferimento
tecnologico della ricerca di base e applicata su cui abbiamo fortemente investito, anche in collaborazione con Reggio Emilia Innovazione che, non a caso, è uno dei partner del progetto”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *