Gasparri tira la volata a Pagliani: “L’astensione fa il gioco dei soliti potentati, Forza Italia è il voto utile”

18/11/2014 – Maurizio Gasparri tira la volata a Giuseppe Pagliani. Il vicepresidente del Senato, dopo aver accompagnato ieri il capolista reggiano di Forza Italia in un tour elettorale, sarà giovedì sera all’Hotel Astoria di Reggio Emilia, alle 20.45, alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale.

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Ieri pomeriggio, in un incontro all’Hotel Europa prima di andare con Pagliani alla Pregel e al caseificio Boiardo, Maurizio Gasparri ha insistito sul voto utile a Forza Italia, per garantire la rappresentanza reggiana a Bologna, e ha messo in guardia dal cadere nella trappola dell’astensionismo.

“Moltissima gente è delusa, anche nel nostro elettorato, ma voglio lanciare un appello per lavorare sino all’ultimo per recuperare gli elettori e non disperdere i voti. L’astensionismo porta acqua al mulino dei potentati di sempre”. Di ciò, ha sottolineato Gasparri, è un esempio lampante il candidato governatore del Pd Stefano Bonaccini che, caso unico in Italia, è riuscito a ottenere in pochi giorni dai Pm di Bologna lo stralcio della
propria posizione dall’inchiesta sui rimborsi ai consiglieri regionali: “Siamo di fronte alla giustizia fast-food, quella che sognerebbero tutti gli italiani che invece devono fare tutti i giorni i conti con la giustizia lumaca”.

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Sull’inchiesta spese pazze, Gasparri non accetta condanne a priori: “Noi siamo garantisti per tutti, a differenza degli altri che lo sono quando interessa a loro. Del resto la tempistica del procedimento, con la chiusura delle indagini in campagna elettorale, qualche sospetto lo fa venire. Perché l’indagine non è stata chiusa prima? Comunque si dovrà vagliare caso per caso, e penso che dovranno essere aboliti tutti i fondi ai gruppi consiliari”.

Intanto, “Forza Italia è tornata in campo”: in Emilia, con candidati forti come Pagliani – ha detto – “che hanno affrontato una campagna molto difficile per un’alternativa di governo alla sinistra, che ha portato il modello emiliano al fallimento”; e a Roma: “Sia chiaro, Forza Italia ha un accordo sulle riforme istituzionali, ma sul resto siamo alternativi al governo Renzi. Il premier abbraccia i koala e mostra molte slide (tanto che è stato coniato un nuovo termine: dopo l’annuncismo, lo “slidismo”).

Altro che riforme, la verità è che il confronto col governo Berlusconi lo vede perdente: Berlusconi aveva abolito la tassa sulla prima casa, oggi il gettito fiscale sulla casa è quasi triplicato: da 12 miliardi a ben 31 miliardi spremuti dalle tasche delle famiglie, che non ce la fanno veramente più. E che dire delle tasse sulla previdenza integrativa? Dall’11% al 20%. Ma si tratta di risparmi sudati, di un pezzo di pensione; in nessun altro Paese europea accadono cose simili”.

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Giuseppe Pagliani ha puntato il dito sui danni provocati dalla politica della sinistra all’agroalimentare reggiano, al trattamento che penalizza la nostra provincia nella sanità (lo dimostra la volontà di eliminare neonatologia dal Sant’Anna di Castelnovo Monti), sul disastro delle grandi coop di costruzioni che con liquidazioni, concordati e ristrutturazioni dei debiti hanno ridotto sul lastrico 1.500 tra fornitori e artigiani.

Ma il candidato ha incitato soprattutto a sfruttare ogni minuto per recuperare i voti e spiegare a tutti perché il 23 novembre si deve andare a votare: “Il Pd non dice che ci sono le elezioni perché Errani è stato condannato in secondo grado a un anno di reclusione per i finanziamenti alla cooperativa guidata dal fratello. È lo specchio del fallimento del modello emiliano”. E sui rimborsi ai consiglieri, Pagliani è chiaro: “Bisogna abolirli, l’indennità di carica è sufficiente anche per le spese. C’è troppa gente che campa di politica”.

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