Sentenza Eternit, Gasparri: “Colpa di magistrati lenti e inerti”. E il sindaco di Rubiera (47 morti) scrive a Napolitano

20/11/2014 – “La giustizia non può funzionare così. È una vergogna che il candidato governatore del Pd Stefano Bonaccini ottenga in soli tre giorni una risposta dalla magistratura sulla sua posizione nell’indagine sui rimborsi spesa dei consiglieri regionali, e invece in vent’anni non si sia arrivati in fondo al processo Eternit”.

gasparri parla

Lo ha detto ieri sera il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri alla manifestazione di Forza Italia all’hotel Astoria di Reggio Emilia a sostegno della candidatura di Giuseppe Pagliani al consiglio regionale.

“Ora, dopo la sentenza Eternit si parla di nuovo di allungare i tempi di prescrizione. Ma perché non si è arrivati prima alla sentenza? Perché vent’anni non sono bastati? La verità è che siamo di fronte a magistrati inerti e lenti: se è scattata la prescrizione la responsabilità è la loro”.

Intanto da Rubiera, comune che ha avuto 47 morti per l’amianto dello stabilimento Eternit, è partita una lettera firmata dal sindaco Emanuele Cavallaro e approvata da tutti i gruppi del consiglio comunale, indirizzata al presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato. “L’annullamento del cosidetto ‘processo Eternit’ – scrive Cavallaro – ha tradito il legittimo desiderio di giustizia delle 47 vittime rubieresi riconosciute in Appello e dal Paese intero. […] Riconosciamo naturalmente piena legittimità all’altissimo giudizio della Corte. Non possiamo però fare a meno di sentire – nel nostro “piccolo” essere istituzione – come possano essere gravi le conseguenze di quanto accaduto. E’ davvero difficile trovare
la parole per spiegare ai nostri cittadini l’accaduto: è difficile ammettere che lo Stato non è riuscito, nel complesso, a garantire loro giustizia.

Crediamo sia indispensabile che le istituzioni oggi facciano un deciso passo in avanti per avvicinarsi ha chi ha subìto questa ferita, a recuperare una distanza che inevitabilmente si è creata.
Chiediamo innanzitutto che le famiglie del disastro Eternit non siano lasciate sole nel loro dolore e che lo Stato garantisca loro il doveroso sostegno. Chiediamo che vengano immediatamente prese le opportune iniziative legislative per correggere le inefficienze e lacune normative che nello stesso dibattimento sono state evidenziate. Questa amministrazione si adopererà in ogni sede opportuna per perseguire i medesimi obiettivi e per continuare a ricercare la ‘giustizia’ per i suoi cittadini”.

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LA REGIONE: SAREMO SEMPRE AL FIANCO DELLE FAMIGLIE

“Continueremo a stare a fianco dei familiari delle vittime e confermiamo la nostra disponibilità a sostenere tutte le eventuali iniziative che potranno essere intraprese nell’ambito del coordinamento delle istituzioni che si sono costituite parte civile fin dal primo momento”.

Così il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna Alfredo Bertelli dopo l’annullamento del processo sui morti per amianto degli stabilimenti Eternit.

“La Regione Emilia-Romagna si era costituita parte civile sin dalla prima fase istruttoria – ricorda Bertelli – e ha seguito tutto il percorso processuale insieme agli Enti locali e alle famiglie delle vittime. Ora continueremo il nostro impegno”.

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LA CGIL DI REGGIO: ALLIBITI DI FRONTE A REQUISITORIA E SENTENZA. PRESTO UN’ASSEMBLEA DI TUTTI GLI ESPOSTI AD AMIANTO

“Come CGIL di eravamo presento nell’aula Magna della Cassazione: siamo rimasti allibiti di fronte alla requisitoria del procuratore  generale e della sentenza poi giunta in serata che ne ricalca l’impostazione. Siamo di fronte a una sentenza che non ha saputo applicare le fonti del diritto alla realtà”. Così un comunicato della Cgil di Reggio Emilia, che paventa drammatiche conseguenze della sentenza Eternit anche su altri processi.

“Si è negato ciò che gli studi epidemiologici hanno messo in evidenza e cioè che ci sono azioni i cui effetti si manifestano dopo 30/40 anni. Una sentenza che renderà impossibile affrontare qualsiasi caso di reato  in cui a fronte della esposizione a sostanze cancerogene, non solo di amianto,  che manifestino i loro effetti dopo molti anni dalla cessazione delle azioni
criminose. Come spesso accade gli unici a pagare saranno le vittime.

Questa mancanza di capacità di applicazione del diritto alla realtà della corte chiama in causa immediatamente la politica che deve assolutamente coprire una carenza con iniziative legislative che attualizzino la responsabilità di tutti coloro che mettono in atto atteggiamenti criminosi i cui effetti si manifestino a lunghissima distanza.

Occorre assolutamente superare gli attuali meccanismi della prescrizione per evitare che l’Italia sia una repubblica fondata sulla prescrizione dei reati.
Nello specifico si pone poi da parte della società civile la responsabilità di una maggior tutela degli esposti sia in termini di maggior investimenti per la ricerca scientifica per le cure  delle malattie asbesto correlate sia in termini di agevolazioni  economiche per le cure mediche che di cancellazioni dei benefici previdenziali cancellati dalla riforma Fornero.

La modifica del fondo nazionale Amianto diventa sempre più urgente a fronte di una inadeguatezza della  suprema corte ad affrontare le nuove situazioni nel mondo del lavoro. Pur in mancanza delle motivazioni della sentenza  prendiamo atto che non si è potuto cancellare il reato, ma solo dichiararlo prescritto. La conferma  del reato deve portare a mettere in atto tutte le iniziative legali per riaffermare il diritto delle vittime ad essere risarcite e il dovere dello stato di perseguire i colpevoli.

La CGIL di Reggio Emilia, come sempre,  sarà impegnata in prima persona in questa battaglia, apprezza le dichiarazione del  Dott. Guariniello e auspica che la debolezza di questa sentenza sia trasformata in forza di tante altre iniziative giuridiche e politiche che garantiscano che il diritto sia finalizzato al perseguimento della giustizia e non viceversa smentendo le tesi del Procuratore Generale .

Alla lettura delle motivazioni della sentenza, che ci auguriamo giungano il prima possibile , non mancheremo di mettere in atto tutte le iniziative necessarie perché questo assurdo capitolo scritto ieri dalla corte di cassazione sia cancellato dalla storia del diritto.

Rafforzando fin da ora la neonata AFEVA Emilia Romagna (Associazione Familiari Vittime Amianto) operando per  la costituzione del comitato territoriale di Afeva Emilia Romagna con una assemblea di tutti gli esposti da effettuarsi nei prossimi giorni a dimostrazione che la nostra battaglia prosegue senza indugio”.

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Una risposta a 1

  1. federico Rispondi

    23/11/2014 alle 00:40

    I responsabili dell’ ASL reggiana, in tanti anni non hanno mai evidenziato o denunciato alcuna criticità. Piuttosto hanno ribadito che i dati epidemiologici sono sempre stati in linea con quelli regionali e nazionali. Addirittura nell’ ultima pubblicazione cartacea del Registro Tumori non sono state pubblicate le cifre relative ai casi di mortalità tra i soggetti di sesso maschile. Questa anomalia, mentre nel contempo si celebrava già il processo a Torino x i responsabili delle vittime dell’ Eternit, è quasi inspiegabile, o forse è servita a prendere tempo, creare un alibi perché era troppo imbarazzante ammettere la verità.

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