Delitto del circolo Colosseo: una cella per Caiazzo. Le sue condizioni di salute compatibili con il carcere

1/11/2014 – Condannato dalla Corte d’Assise d’Appello di Bologna a 18 anni di reclusione per omicidio volontario, detenzione illegale di arma da fuoco e occultamento di cadavere, torna in carcere il cutrese Giovanni Caiazzo, 48 anni, ex titolare del circolo “Colosseo” di via Sforza a Reggio Emilia che, la notte del 31 marzo 2008, uccise con un colpo di pistola un giovane albanese, occultando poi il cadavere nell’area golenale del Po, nel territorio di Luzzara, dove fu poi trovato dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando Provinciale di Reggio Emilia.

Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna, non ritenendo le condizioni di salute gravi al punto da integrare una condizione di incompatibilità con la detenzione carceraria, ha ratificato il provvedimento che diede luogo alla detenzione domiciliare provvisoria, disponendo l’accompagnamento coatto in carcere di Caiazzo, con fine pena prevista il 30 marzo del 2026.

Il provvedimento che ha disposto la carcerazione del 48enne cutrese è stato inviato ai Carabinieri della Stazione di Reggio Emilia Santa Croce che ieri lo hanno tradotto in carcere per l’espiazione della pena.

L’omicida fu incastrato dalle testimonianze di due ragazzi albanesi che, alle 4.30 del 31 marzo 2008, bussarono in caserma, sconvolti, per denunciare di avere assistito a un delitto. Un uomo, raccontarono ai carabinieri, aveva puntato una pistola alla testa di un loro connazionale e ha fatto fuoco, uccidendolo.

Diverse pattuglie accorsero al Colosseo di via Sforza, trovandolo chiuso. Sul retro, però, c’erano tracce inquietanti: una coperta sporca di sangue, quella che a un primo sguardo poteva sembrare materia cerebrale, un mucchietto di spiccioli e una chiave d’auto, come se fossero cadute dalla tasca di un corpo trascinato in un’auto. La perquisizione fu subito estesa all’interno del locale, dove saltarono fuori altre macchie di sangue e un bossolo. Mancava solo il cadavere.

I Carabinieri raggiunsero a casa il titolare del locale notturno che alla vista delle divise ebbe un infarto: portato al pronto soccorso, poi fu sottoposto ad angioplastica. Intanto cominciavano le ricerche. Sulla vettura del cutrese furono rinvenute altre tracce ematiche, e alla fine, a metà pomeriggio, venne trovato anche il cadavere, in area golenale a Lido Po di Luzzara, sulla riva del grande fiume.

Così Caiazzo fu fermato per omicidio volontario, detenzione d’arma e occultamento di cadavere. Quindi l’iter processuale con la condanna a 18 anni, che ora l’uomo dovrà scontare in  carcere.

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