Contratto separato per aumentare la quota di precari: Cgil allo scontro con Cisl e coop l’Ovile

5/11/2014 – Duro attacco della Cgil Funzione pubblica (insieme a Uil Fpl) alla Cisl e alla cooperativa di solidarietà sociale l’Ovile che hanno firmato un accordo separato in deroga al Contratto Nazionale delle coop sociali. Un accordo separato che, secondo il sindacato di Via Roma, farebbe sfumare le speranze di numerosi lavoratori precari di essere assunti stabilmente all’Ovile.

Esso infatti prevede una soglia di contratti determinati del 50% rispetto al 30% previsto dal contratto nazionale, ed è retroattivo di sei mesi: in questo modo l’Olivo sarebbe al riparo dalle sanzioni di legge. La Cgil annuncia azioni legali individuali e collettive a tutela dei lavoratori danneggiati da questa deroga contrattuale.

“Il modello Marchionne pare abbia fatto scuola anche nella nostra provincia nel settore della cooperazione sociale – attacca la Cgil Funzione Pubblica -. Con un vero e proprio colpo di mano la Cooperativa  Sociale L’Ovile, insieme a CISL FP e FISASCAT CISL hanno siglato un accordo separato in deroga al Contratto Nazionale delle Cooperative Sociali sulla percentuale dei tempi determinati, che impedirà la stabilizzazione di una parte considerevole di lavoratori che avrebbero potuto, dopo mesi di contratti a termine, vedere riconosciuta un’assunzione a tempo indeterminato.

La norma contenuta nel Jobs-Act del Governo prevede infatti che accordi aziendali possono derogare la percentuale dei tempi determinati fissata dai contratti nazionali di lavoro, in questo modo non solo il datore di lavoro ha la possibilità di ampliare la forbice delle assunzioni a tempo determinato grazie a sindacati accondiscendenti, ma si protegge il datore di lavoro dalle onerose sanzioni previste per chi non rispetta tali limiti.

Il risultato di questa sorta di imboscata ha dato il seguente esito: invece di fissare la soglia del 30% del numero dei lavoratori assunti a tempo determinato che vanno calcolati sulla base dei tempi indeterminati, si è prevista una deroga che ne fissa la soglia al 50%.

Ma non solo: l’accordo firmato in data 3 Novembre 2014 è retroattivo di ben 6 mesi, ovvero copre le spalle alla cooperativa da quando sono entrate in vigore le sanzioni previste dalla legge; ne deriva che tale azienda il vincolo del 30% sancito dal contratto nazionale di lavoro non lo ha volutamente mai rispettato.

Un solo sindacato, nonostante la forte contrarietà degli altri, si è assunto la pesantissima responsabilità di avallare questa logica aziendale facendo da “scudo umano” all’azienda dalle sanzioni previste e ampliando così la platea dei precari e dei lavoratori che proprio perché possono assumere più persone a tempo determinato non sarà tenuta a stabilizzare i lavoratori”.

“In barba alla ragione sociale di questa cooperativa – continua l’atto di accusa – nell’accordo siglato non vi è alcun riferimento all’impegno di rientrare nella percentuale sancita dal contratto nazionale di lavoro e nessun riferimento all’avvio di processi di stabilizzazione.

Fa specie come una cooperativa che negli ultimi anni ha avuto un forte processo di sviluppo e di espansione, lucri sui diritti dei lavoratori insieme a un sindacato che  dovrebbe tutelarne gli interessi. In sostanza lo si può definire un accordo che assomiglia a una scatola vuota, una delega in bianco regalata alla parte datoriale con buona pace dei lavoratori”.

“Inutili – conclude la Cgil – sono stati i quattro incontri che si sono succeduti per definire un accordo condiviso che avrebbe consentito un diverso esito della trattativa, allorché la CISL ha accettato pressochè tutte le condizioni poste dalla parte datoriale, senza darne riscontro ai lavoratori coinvolti che avrebbero quantomeno dovuto esprimersi nel merito in una apposita assemblea per dare il loro mandato.

Oltre a questo si pongono forti dubbi sulla legittimità dell’accordo dal punto di viste della rappresentanza, della rappresentatività e sulla conseguente applicabilità dell’intesa nei confronti dei lavoratori”. In sostanza, viene ventilata l’illegittimità del contratto contratto separato e si annuncia il ricorso ad azioni legali.

“Riteniamo grave quanto è accaduto, un pericoloso precedente sul futuro delle relazioni sindacali nella nostra provincia. Per parte nostra ci riserviamo di tutelare individualmente e collettivamente quanti per effetto di questo accordo separato vedranno sfumare la possibilità di essere assunti stabilmente dalla Cooperativa L’Ovile”.

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