Ciconte, Marchi e Mori su mafia e dintorni: “Non negare il problema, ma nemmeno criminalizzare Brescello”

10/11/2014 – Non sottovalutare il fenomeno mafioso, ma nemmeno criminalizzare la comunità di Brescello, perché il problema delle infiltrazioni e del radicamento è un problema che riguarda tutti. E’ questo il messaggio, prima di tutto di vicinanza ai cittadini onesti, che è emerso sabato sera dall’incontro che si è svolto nella Sala Prampolini di via Cavallotti a Brescello, al quale hanno partecipato tantissime persone. L’evento è stato organizzato dal Pd cittadino e ha visto la partecipazione dello studioso Enzo Ciconte, il deputato Maino Marchi e la candidata al consiglio regionale Roberta Mori.

mori

“Alla luce degli ultimi fatti, che ci hanno visto protagonisti in negativo – ha detto il segretario del Pd di Brescello Gabriele Gemma – abbiamo ritenuto di voler affrontare sempre di più questo fenomeno, per dare un piccolo contributo per contrastarlo. Non possiamo negare che il problema esista, qui, come da ogni altra parte”.

“Qualcuno mi ha detto: ‘Vai a Brescello?’ – ha esordito Roberta Mori – Certo, ho risposto. Vado a Brescello. La politica deve affrontare i problemi, di petto, a fronte alta, con la schiena dritta. La politica deve esserci quando c’è bisogno, senza isolare le comunità, ma tenendole insieme”. La consigliera ha poi ricordato quanto fatto dalla Regione, dalla legge per contrastare le infiltrazioni in edilizia a quella per promuovere la cultura della legalità, senza dimenticare l’apertura della sede operativa della Dia a Bologna. “Nella prossima legislatura la Regione – ha aggiunto Roberta Mori – dovrà affrontare il tema delle infiltrazioni nei servizi, oltre che nell’edilizia”.

Il deputato Maino Marchi, per due legislature membro della Commissione parlamentare Antimafia ha spiegato le ragioni dell’incontro. “Essere qua è un segnale di forte attenzione e il Pd sente l’esigenza di una profonda chiarezza. In campagna elettorale è opportuno far sapere ai cittadini cosa è stato fatto dalla Regione e cosa bisogna fare per contrastare questo fenomeno, al quale il Pd dichiara guerra senza frontiere. Da parte nostra nessun negazionismo. Il problema della mafie esiste, anche a Brescello. Ma mettiamo in chiaro che non esiste a Brescello in particolare”. Il deputato ha parlato poi della sottovalutazione generale passato e dei rischi che anche la nostra provincia corre. “Rischi che non vanno minimizzati. Non si difende una comunità dicendo che non ci sono. Ma nemmeno si può criminalizzare una comunità o parte di essa, come i calabresi. La lotta alla mafia si fa prima di tutto con la cultura della legalità, il funzionamento della giustizia e la giustizia sociale”.

Lo studioso Enzo Ciconte, nel suo apprezzato intervento, ha parlato di come anni fa il fenomeno mafioso non fosse compreso al nord e ha sottolineato di come la società nel suo complesso possa però sconfiggerlo. Ciconte ha ribadito che la mafia da noi è presente, ma non controlla il territorio o la Regione Emilia-Romagna. “L’invito che faccio ai brescellesi e ai reggiani è di non isolare i calabresi – ha concluso il docente – Altrimenti le comunità si chiudono a riccio e i mafiosi hanno la meglio”.

Il pubblico ha rivolto molte domande ai relatori. I brescellesi hanno chiesto, tra l’altro, come comportarsi con i figli dei sospettati di mafia e come distinguere gli onesti dai disonesti. “Domande che dimostrano che questa comunità s’interroga – ha concluso Roberta Mori – vuole capire, non vuole sbagliare. Come Pd vi chiediamo di stare uniti, molto vicini, attenti e di partecipare alla vita democratica. Sappiate che non siete soli”. Parlando dell’appuntamento elettorale ha aggiunto: “La partecipazione democratica, attiva responsabile, di chi vive come soggetto e protagonista della propria comunità, è un mezzo per sconfiggere ogni forma di barbarie, illegalità e mafia”.

In conclusione il segretario Gemma ha parlato della serata come di una “occasione per capire e imparare. Dobbiamo tenere altra la guardia e non sottovalutare. In sala vedo brescellesi nati a Brescello e in Calabria. Dimostra che qui non ci sono muri, se non da parte di chi li vuole creare”.

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