Casa da gioco cinese con ristorantino abusivo, alcova e maitresse latitante, scovata dalla Polizia in zona stazione

5/11/2014 – Non ci facciamo mancare proprio niente. Non bastavano le minibische di taluni bar cinesi. Nella Chinatown di Reggio il gioco viene gestito anche nelle case private, con annesso ristorantino abusivo e giro di puttaneggio. La singolare scoperta si deve agli agenti di Polizia che controllando gli appartamenti in zona stazione, a Reggio Emilia, ne vedono delle belle tutti i giorni.

Il controllo, avvenuto proprio in un palazzo che si affaccia su piazzale Marconi, è nato da un esposto presentato da un cittadino su uno strano via vai all’interno dell’abitazione, trasformata in una casa da gioco clandestina gestita e frequentata da cinesi.

Quando gli Agenti sono entrati nell’immobile si sono trovati di fronte a un locale adibito a sala giochi, con i tipici tavoli per i giochi con tessere in voga in Oriente. C’erano anche due ragazze con precedenti per prostituzione e nell’appartamento vi era un angolo attrezzato come “nido d’amore”.

L’arredamento comprendeva anche diversi posti letto, dunque un’ampia capacità ricettiva. I poliziotti hanno trovato sul posto anche un cuoco tutto intento a far da mangiare.

In tutto sono state identificate 15 persone di cui quattro irregolari sul territorio nazionale e per questo affidate all’Ufficio Immigrazione. C’era anche una famigliola, padre, madre e figlio, che s’era concessa una serata di svago.

Tra i fermati anche una donna, la 52enne Z. C., risultata latitante, inseguita da un ordine di custodia cautelare in carcere emesso in aprile dal Tribunale di Rimini per reati in materia di sfruttamento della prostituzione. È stata arrestata e tradotta in carcere.

Sono in corso le indagini per verificare la regolarità della situazione locataria della coppia che conduceva e gestiva la casa.

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