Uniti oltre le ideologie: prima assemblea dell’Alleanza cooperativa reggiana. L’Europa guarda al modello Reggio

17/10/2014 – Lavoro, sviluppo economico, sicurezza e coesione sociale: la cooperazione reggiana – protagonista della prima Assemblea dell’Alleanza Cooperative Italiane di Reggio Emilia – scende in campo unita su questi obiettivi, “cui si lega – come è emerso dai lavori – non solo l’interesse di decine di migliaia di soci e di lavoratori presenti nelle 509 cooperative reggiane, ma tanta parte del futuro del nostro territorio”.

Quattro precise priorità, dunque, per una cooperazione che negli anni di crisi ha saputo aumentare fino a oltre 8 miliardi di euro il proprio fatturato (+11%) ma che è in parte colpita anch’essa dalla recessione soprattutto nell’area delle costruzioni e manifatturiero, con un calo del fatturato che si è registrato soprattutto nel 2013, con indici leggermente negativi nel settore del commercio, dell’abitazione e del credito e finanza, mentre segnali positivi si riscontrano nell’agroalimentare, nei servizi e nel socio-assistenziale.

La cooperazione reggiana, com’è stato sottolineato nei vari interventi, ha tenuto sostanzialmente sul fronte dell’occupazione, con 50.080 addetti, di cui 16.887 nella provincia di Reggio Emilia, praticamente stabili sul 2012 ma con un leggero calo per gli occupati reggiani. Va comunque segnalato che dal 2008 al 2013 l’occupazione complessiva è aumentata in maniera significativa: da 45.537 a 50.080 addetti.

Tra gli elementi emersi con forza dalle relazioni e dagli interventi da sottolineare in particolare il tema delle false cooperative. “Non è più tollerabile – ha sostenuto nel suo intervento Simona Caselli, presidente dell’Alleanza Cooperative Italiane di Reggio Emilia e di Legacoop – la presenza pervasiva anche nei nostri territori di false cooperative e del loro dumping contrattuale, che stravolge il corretto funzionamento dei mercati, altera la concorrenza, distorce il modello cooperativo sfigurandolo e minandone la reputazione, e che porta illegalità diffusa nelle nostre comunità”.

Così come non è più tollerabile, hanno sostenuto i rappresentanti dell’Aci, il ricorso sistematico agli appalti al massimo ribasso, che la cooperazione reggiana condanna da anni. “Ora, di fronte agli evidenti rischi d’infiltrazioni mafiose – ha affermato la presidente Caselli – è aumentata la consapevolezza che occorre cambiare rotta, e questo non può che essere considerato un segnale positivo”.

Anche il tema dell’Europa, e del ruolo della cooperazione per uscire dalla crisi, è stato centrale nell’Assemblea del Malaguzzi. “Nel 2013 il Parlamento Europeo – ha ricordato il presidente di Confcooperative Giuseppe Alai – ha votato all’unanimità il parere d’iniziativa sullo statuto della mutualità europea, con il quale si chiede alla Commissione Europea di procedere all’emanazione di un regolamento sullo statuto della mutualità. Le cooperative per loro stessa genesi, riuniscono persone che cercano risposte concrete ed innovative ai bisogni del momento, di volta in volta avvertiti come emergenze. In quest’ultimo secolo e mezzo, la cooperazione ha saputo reindirizzare la propria attività verso le necessità sociali più impellenti. Lo ha fatto con spirito imprenditoriale, in modo partecipativo e creativo, senza mirare a scopi di lucro”.

Il rapporto con l’Europa è stato evidenziato anche dal direttore generale di Cooperative Europe Klaus Niederlander, che si è collegato da Bruxelles nel corso dell’Assemblea e che ha rimarcato l’interesse a valorizzare l’esperienza reggiana nella rete europea della cooperazione. D’altra parte la cooperazione, come ha ricordato Simona Caselli – in Italia, in Europa e nel mondo, ha saputo reagire meglio di altre forme di impresa alla crisi.

All’Assemblea, presieduta dal presidente di Agci Reggio Emilia Mauro Veronesi,  sono intervenuti anche il presidente della Camera di Commercio Stefano Landi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il vicesindaco del Comune di Reggio Emilia Matteo Sassi. Da tutti è stato dato rilievo alla scelta delle organizzazioni cooperative di unirsi in una unica Alleanza, un fatto positivo non solo per le cooperative ma per tutto il territorio.

“L’Alleanza- ha precisato il presidente Alai – non è un fatto congiunturale, non è un’operazione di facciata e non è neppure uno strumento a disposizione della politica, è un modo unitario  per proporre la politica delle imprese utile e necessaria al rilancio dell’occupazione nel nostro Paese”.

“Reggio Emilia – ha aggiunto Simona Caselli – ha un caposaldo culturale ed economico nella cooperazione e da oggi, con questa prima Assemblea dell’Alleanza Cooperative Italiane, sa che ha davanti a sé un interlocutore duraturo, più forte, affidabile e sensibile al bene della comunità”.

L’importanza della scelta della cooperazione reggiana è stata sottolineata anche dal presidente nazionale dell’Aci, Mauro Lusetti, che nel suo intervento ha anche ricordato come la sostanziale tenuta della cooperazione italiana di fronte alla crisi si debba ai grandi sforzi dei soci e dei lavoratori delle cooperative.

Lusetti ha anche ribadito il fortissimo impegno dell’Aci nella battaglia contro le false cooperative. Sulla Legge di stabilità Lusetti ha affermato che “si tratta di un provvedimento coraggioso, molto ampio e articolato, che introduce novità molto positive sulla riduzione del costo del lavoro e sulla lotta all’evasione fiscale. É un cambio di passo notevole”.

Tra i presenti alla prima Assemblea dell’Alleanza Cooperative Italiane il Viceprefetto vicario Adriana Cogode, il Questore di Reggio Emilia Isabella Fusiello, il comandante provinciale dei Carabinieri Paolo Zito, i consiglieri regionali Roberta Mori e Giuseppe Pagani, gli assessori del Comune di Reggio Emilia Raffaella Curioni e Francesco Notari, i rappresentanti di Cgil e Cisl e delle associazioni di categoria.

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