Sonia Masini, un crepuscolo da basso impero

di Giuseppe Pagliani*

10/10/2014“Finalmente è giunto il giorno del commiato definitivo dalla poltrona di Presidente della Provincia di Reggio Emilia di Sonia Masini, ormai ex Presidente, la quale ha inspiegabilmente deciso di svolgere in diretta il proprio funerale politico, sarà evidente il giovamento per il territorio reggiano, e più la zarina Sonia, ispirata da sempre ad un preoccupante delirio di onnipotenza, dice e fa tutto e, al tempo stesso, il suo contrario. La farsesca vicenda della Fiera di Reggio ne è la più recente e lampante dimostrazione, dopo la decisione della presidente della Provincia di costituire FieRE Emilia impegnando tanti milioni di euro per acquistare le aree.

Negli ultimi anni a Palazzo Allende si sono fatte e disfatte le società come se si giocasse ora a risiko, ora a monopoli: il Consiglio Provinciale è stato più volte del tutto esautorato da decisioni che sarebbero state di sua esclusiva competenza e solo grazie ai mass media è stato informato delle farneticanti decisioni della Masini.

Che la provincia di Reggio meritasse di più l’avevamo detto cinque anni fa ed eravamo stati buoni profeti, i reggiani vollero dare fiducia alla Masini, anche se con percentuali molto ridotte nei consensi: ora non vi è persona di buonsenso che non si renda conto dei gravissimi danni che le sue reiterate decisioni umorali hanno prodotto al nostro territorio.

Da tempo, la compagna Sonia ha scambiato la Provincia di Reggio per il pozzo di San Patrizio, cui attingere economicamente per la realizzazione di ogni suo volere. Solo mettendo fine alle sue fiere della vanità sarà possibile fermare lo sperpero di denaro pubblico che ne ha caratterizzato il mandato amministrativo, con una deprecabile ed esponenziale crescita nella fase conclusiva.

L’ormai ex Presidente Masini e la sua amministrazione provinciale sono stati presi in fallo anche a fine luglio di quest’anno, pur con cinque anni di ritardo, è stato il Tar di Parma, secondo il quale nel 2009 palazzo Allende favorì, in modo illegale, i cooperatori della Cmr di Reggiolo nell’appalto del polo scolastico di Guastalla.

La CMR “dimenticò” alla propria offerta la relazione giustificativa dei prezzi praticati, ma fu ammessa alla gara egualmente, nonostante avesse presentato un ridicolo foglietto, e soffiò per pochi punti l’appalto alla ditta Allodi di Parma. Un’altra impresa, la F.lli Zuccherofino di Cremona, fu buttata fuori senza tanti complimenti proprio perchè la sua offerta era carente di un documento.

I giudici amministrativi hanno stabilito che il comportamento della Provincia fu illegittimo e che la Cmr doveva essere esclusa dalla gara, così hanno condannato la provincia a risarcire l’impresa Allodi con una somma cospicua, circa 70 mila euro, pari al 3% dell’offerta presentata a suo tempo.

Ancora una volta, a tempo quasi scaduto, siamo stati spettatori di uno spettacolo indecente, in cui la sinistra, nel rapporto perverso tra partiti, istituzioni locali e cooperative, ha dimostrato nuovamente di considerare la cosa pubblica come cosa propria.

L’appalto del polo scolastico di Guastalla è solo l’ultima penosa vicenda venuta a galla in materia di gestione degli appalti: ricordiamo soltanto che la Masini deve ancora rispondere in merito all’appalto del Global Service, su cui la Procura della Repubblica aveva peraltro aperto un fascicolo, appalto quest’ultimo da 14 milioni di Euro i cui interrogativi posti rimangono da anni insoddisfatti.

È veramente un crepuscolo da basso impero, quello che ha accompagnato l’amministrazione provinciale alla chiusura e al quale siamo costretti ad assistere con sconcerto.

Chiediamo con fermezza che a pagare il risarcimento alla Allodi non siano le casse provinciali: lo paghi di tasca propria la presidente  Masini, lo paghino i suoi assessori e i responsabili del procedimento. Non possono essere i cittadini a saldare i conti lasciati in sospeso da una politica bacata”.

(*Forza Italia)

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