Reggio ricorda la Grande guerra: lectio di Roberto Balzani, canti patriottici e il Silenzio fuori ordinanza. Oggi in San Filippo

25/10/2014 – “La Grande guerra tra tecnologia, disumanità e memoria”: è il titolo della lectio magistralis che il professor Roberto Balzani pronuncia oggi pomeriggio sabato pomeriggio a Reggio Emilia, nel corso di una manidestazione organizzata dalla FAR Studium Regiense “in onore e a ricordo di tutti i caduti, dei mutilati, degli invalidi e dei decorati”, nel centenario della Prima guerra mondiale.

Carlo Baldi e Roberto Balzani

Carlo Baldi e Roberto Balzani

L’appuntamento, sabato, è alle 17, nella cornice della Chiesa di S. Filippo Neri (via S. Filippo, 14 – Reggio Emilia).
Roberto Balzani, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Bologna, ex sindaco di Forlì e di recente  in competizione con Stefano Bonaccini alle primarie del Pd per la Regione (dove, pur in posizione autonoma rispetto agli apparati, ha ottenuto un notevole successo personale) è fra l’altro coautore di “Immagini e documenti della Grande Guerra”, uno dei libri più importanti usciti in questi anni su quella che Benedetto XV definì “l’inutile strage” .
 
La lectio di Balzani sarà introdotta dal presidente di FAR-Studium Regiense Carlo Baldi.
Seguirà l’intervento di Benito Solarino, figlio del Tenente colonnello Umberto Solarino, decorato sul campo di Medaglia d’Oro e d’Argento al Valor militare, con la lettura una lettera del padre dal fronte e la motivazione delle decorazioni.
 
Successivamente  il Maestro Paolo Davoli, prima tromba della Filarmonica Città del Tricolore, eseguirà il suggestivo Silenzio fuori ordinanza.
 
La serata sarà conclusa dall’esibizione del Coro UISP diretto dal Maestro Luciano Bonacini.
Il coro eseguirà celebri canzoni patriottiche: La leggenda del Piave, Addio mia bella addio, La ballata del soldato e La bandiera dei tre colori, per concludere con l’Inno nazionale.
 
“Non si possono dimenticare l’eroismo e sacrifici di chi combattè e morì nelle trincee in condizioni disumane, come dei tanti civili che morirono per gli stenti, la denutrizione e le malattie”,   afferma Carlo Baldi, anticipando il senso della manifestazione di sabato: non solo dovere della memoria, ma dovere di riflettere e capire, impegno fermo per la pace.
 
“Le sole perdite dell’Italia  sono state di oltre 2 milioni di uomini, se si  comprendono anche i dispersi ed i prigionieri di guerra;  a questi vanno aggiunte le vittime della c.d. “spagnola”, figlia anch’essa di tale guerra. Non parliamo  poi della devastazione economica dei vari paesi europei, Italia compresa, a causa delle immani distruzioni e delle risorse consumate per sostenere tale guerra”.
“Condividiamo – conclude Baldi – le parole di chi ha scritto che la Grande Guerra è stata “il primo atto della distruzione d’Europa…. che avrebbe potuto essere interrotta in qualsiasi momento nelle cinque settimane  che precedettero gli scontri armati, se la prudenza e la buona volontà avessero trovato modo di esprimersi”.

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