Qualità urbana, il crollo di Reggio: dal sesto al 44mo posto nel rapporto Legambiente

27/10/2014 – E’ severo il giudizio su Reggio Emilia del Rapporto “Ecosistema urbano” di Legambiente, presentato oggi a Torino.

Una fotografia della situazione che fa molto pensare

Una fotografia della situazione che fa molto pensare. Serve uno “scatto”!

Il rapporto sulla vivibilità dei centri urbani, giunto alla 21ma edizione,  ha stilato la classifica di 104 capoluoghi di Provincia sulla base di 18 indici: tre sulla gestione delle acque, tre sulla qualità dell’aria, due sul trasporto pubblico, due sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), cinque sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), uno sull’incidentalità stradale, due sull’energia.

La città di Reggio Emilia, che lo scorso anno si era piazzata al 6° posto tra le città medie, oggi è precipitata al 44° posto. La prima dell’Emilia-Romagna è Parma (14° posto). Seguono Forli al 16°, Rimini (31° posto), Modena (38), Bologna (40), Piacenza 42 e Reggio Emilia al 44° posto, che è terz’ultima in regione dopo Ravenna (48) e Ferrara (63). L’unico indice in cui eccelle Reggio Emilia è l’ampiezza della rete ciclabile, che la vede al primo posto nel Paese.

Secondo Legambiente in generale nelle città italiane emerge un inquinamento atmosferico a livelli d’emergenza e un tasso di motorizzazione in crescita, con una gestione dei rifiuti altalenante e un trasporto pubblico in crisi un po’ dappertutto.

“Le prime cinque città in classifica sono Verbania, Belluno, Bolzano, Trento e Pordenone, ma per capire la brutta aria che tira nei nostri centri urbani basta sbirciare le prestazioni dei comuni che dovrebbero essere al top.
Trento ha valori eccessivi di biossido di azoto, Verbania e Belluno perdono un terzo dell’acqua immessa in rete, Pordenone depura poco più della metà dei suoi scarichi fognari. Non è difficile, allora, immaginare quale sia la situazione in fondo alla classifica, dove si collocano Agrigento e Isernia, Crotone e Messina, Catanzaro e Reggio Calabria”.

La riflessione di Massimo Becchi, presidente provinciale di Legambiente, non può che prendere atto della debacle di Reggio Emilia: “E’ vero, primeggiamo per le piste ciclabili – ha dichiarato -, ci difendiamo sui consumi idrici con 133 litri circa ad abitante al giorno e sulle perdite di rete (con il 19 % dell’acqua immessa che se ne va) e sull’offerta di trasporto pubblico, ma registriamo un peggioramento su altri fronti: produciamo 698,7 kg di rifiuti ogni abitante all’anno – dato in aumento rispetto agli scorsi anni – e la raccolta differenziata è ferma al 55,6 %, praticamente uguale agli ultimi due anni.

Per la qualità dell’aria non primeggiamo certo, con i nostri 31 microgrammi/metro cubo di polveri fini di media, accompagnato da 68 auto ogni 100 abitanti, dato stabile ma molto alto (il maggiore della regione) con una incidentalità stradale di 1,13 (numero di vittime ogni 10.000 abitanti), superato solo da Ravenna nella nostra Regione. Ancora poche, infine, le energie rinnovabili installate su edifici pubblici (solare termico e fotovoltaico) con 1,89 KW ogni mille abitanti” .

Secondo Becchi “in assenza di obiettivi chiari e ambiziosi, non andremo da nessuna parte: non basa lavorare sulla mobilità ciclabile, ma serve una politica urbanistica che porti allo sviluppo zero di Reggio Emilia, riutilizzando le aree dismesse e rimettendo in circolo le migliaia di alloggi vuoti e inutilizzati, senza più contare solo sul consumo di suolo e di risorse naturali”.

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Una risposta a 1

  1. Nadia Borghi Rispondi

    28/10/2014 alle 08:40

    basta usare solo un poco il cervello per capire che è inutile costruire ciclabili se non vengono usate, e perchè? non sono collegate e non vengono manutenute (vedi quella di Gavassa rimasta completamente al buio e mai più rimessa l’illuminazione.
    la raccolta differenziata è ferma e i rifiuti aumentano: bella notizia l’aumento perchè significa che la gente riprende a spendere, ma pretendere che si differenzi in una città dove va a finire tutto mescolato in discarica con aumenti vertiginosi della bolletta è un paradosso;e pure pretendere che la gente tenga in casa i rifiuti per giorni senza poterli conferire al di fuori negli appositi cassonetti è un’altra fesseria.Poi la città è sporca, beh non potrebbe essere diversamente. la qualità dell’aria è pessima?per forza!le ciclabili ci sono ma impraticabili, i mezzi pubblici non si sa a che ora arrivano e se si fermeranno,l’unica soluzione è usare mezzi propri.Per non parlare dell’inquinamento atmosferico di Mancasale dovuto alle puzze provovcate da Iren, vera vergogna per la nostra zona industriale e zone limitrofe.E’ vero, così non andremo da nessuna parte ma sono stati votati

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