Provincia, prove di disgelo. Manghi: “Collegialità”. Pagliani: “Basta scontri ideologici”

24/10/2014 – Prove di disgelo ieri a palazzo Allende con la prima seduta del “nuovo” consiglio provinciale di Reggio Emilia, formato di dodici membri (più il presidente) eletti per la prima volta non dai cittadini, ma da sindaci e consiglieri comunali.
Lo dimostra il voto sugli indirizzi programmatici del presidente Giammaria Manghi, su cui i consiglieri Pagliani e Erbanni (eletti nella lista Terre Reggiane, entrambi di Forza Italia e unici rappresentanti delle opposizioni) si sono astenuti.
“Questo consiglio provinciale è cominciato sotto  una luce migliore rispetto alla gestione precedente – ha dichiarato il capogruppo Giuseppe Pagliani, con evidente riferimento al muro
contro muro che ha caratterizzato le Giunte Masini – Abbiamo
colto con favore le sottolineature del presidente Manghi sulla collegialità nelle scelte, così come ci hanno colpito favorevolmente le parole del sindaco Mammi, del PD, sulla necessità di lavorare unitariamente su temi come il dramma del lavoro e il sostegno all’innovazione delle imprese. Noi ci saremo, e lo abbiamo detto in consiglio, con i nostri contributi e le nostre proposte,  senza peraltro rinunciare al confronto delle idee e una un’opposizione determinata, però mai intransigente.
In questa situazione di crisi non è più il tempo delle contrapposizioni ideologiche, ma della concretezza delle
decisioni, e della massima trasparenza” .
Nel suo intervento sulla relazione del presidente Manghi,
Pagliani ha appunto sottolineato la “luce migliore” sotto la
quale si presenta questa consigliatura provinciale. Ha sottolineato gli ambiti che hanno bisogno di interventi urgenti: dalla pianificazione territoriale (“si è ecceduto in
quantità, e questo non ha aiutato la ripresa, anzi ha creato problemi enormi  al sistema delle piccole imprese”)  alle
infrastrutture, sino alla difesa del territorio dalle calamità. Poi l’agroalimentare (“può avere un futuro radioso,
molto dipenderà da noi, intanto oggi il parmigiano reggiano ha lo stesso prezzo di venti anni fa”), la continuazione
dell’impegno sulle crisi aziendali, la strategia di sostegno
alla ripresa.
Ancora una volta Pagliani ha posto, fra i problemi più acuti
della crisi, la drammatica situazione di oltre 1.500 tra fornitori, artigiani e piccole imprese messe in ginocchio dal collasso delle grandi cooperative: “Queste imprese, questi
artigiani, queste persone non hanno nessuna rete di
salvataggio, nè concordati nè ristrutturazioni. Per loro l’alternativa è una sola: chiudere baracca e burattini”

LEGALITÀ AL PRIMO POSTO. LE PRIORITÀ DEL PRESIDENTE MANGHI

Legalità, protezione civile, ambiente e rifiuti, infrastrutture, scuola, welfare e pianificazione territoriale le priorità della Provincia di Reggio Emilia enuncia dal neopresidente Giammaria Manghi, Nella prima seduta del
Consiglio provinciale.
Dopo la convalida degli eletti e il giuramento, il presidente Manghi ha illustrato gli indirizzi di programma per il governo della nuova Provincia di Reggio Emilia, “un compito invero piuttosto ardito per la particolarità della stagione che viviamo, nell’assenza di un dispiegarsi normativo e della
concertazione istituzionale che devono necessariamente seguire la Legge 56”.
Mancano, infatti, ancora due elementi fondamentali per dare piena applicazione alla riforma delle Province, “ovvero i decreti ministeriali che stiamo aspettando da luglio e la necessaria fase di concertazione con Regione, Città
metropolitane e Unioni dei Comuni rispetto alla riallocazione
delle funzioni fino ad oggi delegate alle Province”.

Il nuovo presidente ha quindi illustrato la ” triade di soggetti chiamata a gestire le nuove Province, che per come sono state concepite paiono più potenziali monocrazie che luoghi di collegialità”. “Una collegialità che però per me è sempre stata fondamentale e  lo è ancora di più in una stagione così complessa e che intendo dunque ripristinare, per quel che la norma può consentire”, ha aggiunto il presidente anticipando la proposta di modifica statutaria da sottoporre all’Assemblea dei sindaci, il terzo organismo previsto, che Manghi intende
convocare spesso “per informare i sindaci e chiamarli in causa nelle decisioni”.
Sempre nel segno della collegialità, Manghi ha annunciato che intende “valorizzare appieno il Consiglio provinciale, minoranza compresa”, auspicando inoltre “una necessaria vicinanza agli enti locali e alle loro necessità e una
rinnovata e ulteriormente potenziata collaborazione con i Comuni, a partire dal capoluogo, principale espressione degli enti locali reggiani”. Ma la nuova Provincia di Reggio Emilia continuerà a guardare oltre i confini provinciali , “a tutta l’Emilia, per fare sistema con quello che c’è fuori da Reggio e ricercare una prospettiva vera di area vasta”.
Manghi ha quindi affrontato il delicato tema delle risorse
finanziarie, altra grande incognita insieme a quella normativa: “Se il 2014 si chiuderà per la Provincia con un suo equilibrio finanziario – ha proseguito – il 2015 è tutto da definire, per cui servirà un approfondimento attento e oculato su processi avviati, che non significa disconoscenza verso gli atti di chi ci ha proceduto, ma tener conto di un contesto che
sta cambiando: il tema delle risorse è prioritario e in base ad esse andrà configurato un quadro realistico di priorità”.
Le idee di Manghi, al proposito sono chiare. Le priorità della ‘sua’ Provincia saranno  “un impegno serio per la diffusione di una cultura della legalità, a partire dai Comuni; la tutela delle persone e del territorio dai sempre maggiori rischi a cui gli eventi naturali ci sottopongono, partendo dall’ottimo lavoro che è stato fatto nel campo della Protezione civile;  attenzione all’ambiente, che significa anche politiche di gestione dei rifiuti, tenendo presente che questa Provincia nel 2011 ha compiuto una buona scelta, anticipando altre realtà, ma che però paradossalmente ora il nostro territorio
rischia di essere penalizzato da un Piano regionale che mi auguro possa essere modificato dopo le elezioni; le infrastrutture, con tanti appalti in corso ed altri in cantiere, dalla Bassa all’Appennino, per i quali si dovranno cercare le risorse; la scuola, ove resta sicuramente alle Province la competenza legata in parte all’edilizia, che significa sicurezza e condizioni di dignità degli edifici che ospitano studenti e insegnanti, e in parte alla qualificazione dell’offerta formativa;  il sistema dei servizi sociali, per
il quale dovremo ripensare tutti insieme a un nuovo modello di welfare; la pianificazione territoriale, per combinare al meglio le esigenze di un mercato in crisi con il rispetto dell’ambiente e del consumo di suolo”.
Dopo il dibattito, che ha registrato gli interventi dei consiglieri Pagliani, Saccardi, Morelli, Erbanni, Mammi, Albanese, le linee programmatiche del presidente Manghi sono state approvate con 11 a favore e le 2 due astensioni dei consiglieri di Terre reggiane.

ILENIA MALAVASI VICEPRESIDENTE (COME DA COPIONE)

La prima seduta del Consiglio è quindi proseguita con la nomina del vice presidente Ilenia Malavasi e con la proposta, pure approvata con 11 voti favorevoli e 2 astensioni,  di modifica dell’articolo 57 dello Statuto da sottoporre il 30 ottobre alla prima Assemblea dei sindaci per l’assegnazione di deleghe a 5 consiglieri provinciali. In conclusione, è statata data comunicazione dei capigruppo dei due gruppi consiliari: Marcello Moretti per il Pd, Giuseppe Pagliani per Terre reggiane.

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