Provincia, il 23% non ha votato

12/10/2014 – Alle 20 si é chiuso il seggio istituito a palazzo Allende per l’elezione di secondo grado del consiglio provinciale, elezione che in base alla legge Delrio ha escluso i cittadini per la prima volta dalla fondazione della Repubblica democratica, riconoscendo il diritto di elettorato attivo e passivo unicamente a sindaci e consiglieri comunali.
Comfermati i timori della vigilia: trattandosi di un’elezione indiretta, l’affluenza è stata bassa. Hanno votato 495 amministratori pubblici su 640 aventi diritto, con un’affluenza alle urne pari al 77,34%.
Scontata l’elezione di Giammaria Manghi, unico candidato presidente. I dati definitivi dei consiglieri eletti saranno comunicati domattina.

Alle 21,30 erano state scrutinate le schede grigie e rosse con questi risultati:
SCHEDE GRIGIE: Manghi 124, bianche 34, nulle 4
SCHEDE ROSSE: Manghi 125, bianche 20, nulle 11

Le schede di diverso colore si somo rese necessarie per attribuire secondo la legge il giusto voto ponderale a ciascun elettore:

Fascia A) comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti: scheda AZZURRA

Fascia B) comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 5.000 abitanti: scheda ARANCIONE

Fascia C) comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a 10.000 abitanti – colore schede di votazione GRIGIO

Fascia D) comuni con popolazione superiore a 10.000 e fino a
30.000 abitanti: scheda ROSSA

Fascia E) comuni con popolazione superiore a 30.000 e fino a 100.000 abitanti: scheda VERDE (ma non presente nella Provincia di REggio)

Fascia F) comuni con popolazione superiore a 100.000 e fino a 250.000 abitanti: scheda VIOLA. E’ stata utilizzata dai 33 grandi elettori del comune di Reggio, che hanno il peso ponderale maggiore.

È bene chiarire che i dati citati sopra riguardano i voti individualmente espressi (voti unici) ma non ancora “pesati” secondo il calcolo ponderale.
In base al complesso meccanismo di voto, ogni voto unico (ovvero ogni scheda) a seconda del proprio colore (grigio, azzurro, rosso ecc.) – colore assegnato sulla base del numero di abitanti del Comune di provenienza dell’elettore – deve infatti essere moltiplicato per un determinato coefficiente: in questo modo si ottiene il voto ponderato, che è quello che vale per il conteggio ufficiale.

Ad esempio, ogni singolo voto unico vale 22,778 voti ponderati se espresso da un consigliere o sindaco di Busana o Vetto, 
57,332 se di Rolo o Casina, 111,672 se di Cavriago o Gualtieri, 171,218 se di Scandiano o Correggio, addirittura 949,434 per i 33 elettori (il sindaco e 32 consiglieri comunali) di Reggio Emilia.

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