Prosciutti-Frankenstein senza maiale? Si può fare! Coldiretti attacca il decreto e l’Assica di Lisa Ferrarini

22/10/2014 – “Mentre negli ultimi dieci anni in Emilia Romagna hanno chiuso tre stalle di maiali su quattro e proprio gli allevatori suinicoli sono tra i più danneggiati dalle importazioni di carni per fare prosciutti spacciati poi per made in Italy, va in scena il tentativo di sdoganare per decreto il prosciutto senza carne di maiale, ma con aggiunta di acqua e aromi chimici”.

È il commento di Coldiretti Emilia Romagna alle dichiarazioni di Assica, associazione industriali delle Carni e dei Salumi guidata da Lisa Ferrarini, scesa in campo per difendere il decreto “che va a colpire gli allevatori italiani e li mette in difficoltà ancor più di quanto non facciano le importazioni di cosce di maiali stranieri”.

“I nostri allevamenti – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – sono già in difficoltà per le importazioni di carne a basso costo e di scarsa qualità e salubrità, come dimostra la recente denuncia dei giornali tedeschi sull’uso massiccio degli antibiotici in Germania. Questo ulteriore colpo basso finirà con l’accentuare la mancanza di trasparenza, confondendo il consumatore e costringendo i nostri allevamenti a chiudere”.

Coldiretti parla di “furbetti nostrani del prosciuttino” che “si mettono sullo stesso piano delle industrie straniere che al Salone internazionale dell’Alimentazione di Parigi hanno portato sette prodotti con nomi che richiamano il Parmigiano Reggiano, prodotto simbolo del made in Italy”.

In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti – tra il 2000 e il 2010 gli allevamenti di maiali sono passati da 4.438 a 1.179 con un calo del 73%, mentre i capi allevati sono passati da 1.555.000 a 1.247.000 con un calo del 20%.

Solo tra il 2011 e il 2012 nella nostra regione abbiamo prodotto 12 mila tonnellate di carni di maiale in meno, mettendo a rischio la produzione di salumi Dop e Igp come il prosciutto di Parma, il culatello di Zibello, i salumi piacentini, i cotechini e gli zamponi”.

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