Che ne pensa del caso Reggio? Stasera il Procuratore nazionale antimafia in Sala del Tricolore

2/10/2014 – Come si sono radicate le mafie a Reggio Emilia? Cosa può fare ogni cittadino contro le organizzazioni criminali di stampo mafioso? Quali azioni devono intraprendere i sindaci per un contrasto più efficace?

Sono alcune delle domande a cui si cercherà di dare una risposta durante la serata “Mafie: dal locale al globale”, aperta alla cittadinanza, ospiti il magistrato Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia e Giuseppe Gennari, giudice del Tribunale di Milano e autore del libro “Le fondamenta della città”.

L’appuntamento è fissato per venerdì sera (3 ottobre) alle ore 20.45 nella Sala del Tricolore, sede del Consiglio comunale di Reggio Emilia. A intervistare i due magistrati sarà Elia Minari della web-tv Cortocircuito, ma anche il pubblico potrà rivolgere domande. Portano i saluti dell’amministrazione il sindaco Luca Vecchi e l’assessore Natalia Maramotti.  Saranno presenti anche i vertici delle forze dell’ordine.

Si partirà dalla situazione locale, per capire come le organizzazioni criminali siano riuscite a radicarsi nella provincia di Reggio Emilia, contaminando alcuni settori vitali dell’economia reggiana, come dimostrano le interdittive antimafia della Prefettura e le relazioni della magistratura.

Ma negli ultimi giorni, in cui si sono intrecciati il caso di Brescello, del sindaco Coffrini e dei Grande Aracri, con il maxi sequestro di beni nei confronti dei fratelli Sarcone, è emerso un problema culturale ancora più ampio, con la manifestazione di piazza a favore di Coffrini a Brescello.

Il fatto che un paese rifiuti giustamente l’etichetta mafiosa e per questo difenda la propria identità, non significa che a Brescello, come in tutto il reggiano, non siano presenti e radicate ndrangheta e mafie. La consapevolezza e la lotta alla ndrangheta, un dovere per tutti gli onesti senza distinzioni, non possono essere annacquate sino a scomparire in una pur comprensibile difesa identitaria.

Per questo in Sala del Tricolore si porrà anche l’interrogativo di quali azioni concrete gli amministratori pubblici, ma anche i cittadini, possano intraprendere per contrastare in modo più efficace le organizzazioni criminali di stampo mafioso. Ma si andrà oltre Reggio Emilia, per parlare delle infiltrazioni in altre regioni e di altre esperienze a noi vicine.

L ‘incontro con Roberti è l’ottavo appuntamento del ciclo di incontri “Reggio contro le mafie.it”, promosso dal giornale studentesco Cortocircuito in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, la Regione Emilia-Romagna e il gruppo “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”.

L’iniziativa è patrocinata dalla Provincia, da Libera e dalla “Alleanza reggiana per una società senza mafie”.

(p.l.g.)

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Una risposta a 1

  1. sara Rispondi

    03/10/2014 alle 10:50

    Dalla Provincia, dal Pd e da Libera nessuna lezione di legalità!

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