Interpump compra Walvoil? Montipò vuole la leadership mondiale anche nell’oleodinamica

28/10/2014 – L’annuncio ufficiale sarebbe imminente, forse questione di giorni. Fulvio Montipò sta portando a termine una nuova, grande operazione che, nei piani del fondatore e patron di Interpump, dovrebbe far diventare il gruppo di Sant’Ilario d’Enza (quotato a piazza Affari) leader mondiale nel settore delle pompe oleodinamiche, dove attualmente dominano gli americani.
Si tratterebbe secondo indiscrezioni dell’acquisizione della Walvoil di Corte Tegge (presidente Ivano Corghi, vicepresidenti Cristina Strozzi e Giorgio Bedogni, presidente onorario il fondatore Albano Strozzi). Walvoil Spa, oltre 1.200 dipendenti, nel 2013 ha realizzato un fatturqto di 108 milioni, e le filiali sparse in tutto in tutto il mondo 48,4 milioni. Oltre l’80% della produziine viene esportato.

Fulvio Montipò Presidente e ad di InterpumpInterpump è già il numero uno mondiale nelle pompe idrauliche, e attualmente è un player internazionale anche
nell’oleodinamica. Con la nuova operazione andrebbe molto più in là, compiendo un balzo nel fatturato aggregato dagli
attuali 556 milioni a oltre un miliardo di euro nel 2017.

La notizia nelle grandi linee è stata anticipata da Montipò al Corriere Economia. Reggioreport può
aggiungere che l’acquisizione riguarda un’azienda dell’oleodinamica-meccatronica fra le più importanti del distretto industriale reggiano: la Walvoil, appunto. Il condizionale è ancora d’obbligo, ma le indiscrizioni vengono confermate da ambienti sindacali, al corrente dell’operazione, e comunque l’ufficialità potrebbe arrivare già ai primi di novembre.

Passo dopo passo, Montipò sta centrando l’obiettivo di creare una holding italiana capace di dettare legge a livello mondiale in un settore industriale strategico.

Oggi Interpump ha una ventina di stabilimenti in diversi Paese, per un totale di 4 mila dipendenti e investimenti in ricerca e sviluppo a Reggio Emilia per una ventina di milioni l’anno.

Per lui, questo distretto della meccatronica è un insieme di “veri e propri gioielli” che forse non ha eguali al mondo: “Quando sono partito – ha detto al Corriere Economia – avevo 1.200 euro e bastavano a malapena a comprare un muletto usato. Ma qui ho trovato le affinità culturali con i
fornitori, qui ci sono le competenze diffuse, miriadi di officine che sanno fare un pistone, un cilindro o un albero a camme, qui c’è la storia dell’oleodinamica e qui si può ancora fare impresa ad alta tecnologia” .
(pierluigi ghiggini)

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Una risposta a 1

  1. mario Rispondi

    28/10/2014 alle 18:41

    Bravo, complimenti. Meglio che questo processo di acquisizione-integrazione venga fatto da un nostro concittadino che da una multinazionale estera, che poi succhia e non valorizza le professionalità del territorio.
    Bravo Montipo’. Almeno nella nostra città si sta costituendo un bel gruppo industriale di valenza internazionale.

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