Minacce di stampo mafioso, tutto il consiglio solidale con la deputata Spadoni

21/10/2014 – In modo compatto il consiglio comunale di Reggio Emilia ieri pomeriggio si è schierato a fianco della parlamentare M5S Maria Edera Spadoni, minacciata sabato pomeriggio in piazza Martiri del 7 luglio al termine della manifestazione sull’acqua pubblica.

La Spadoni aveva parlato al microfono delle infiltrazioni mafiose nel reggiano e in particolare del caso di Brescello, del sindaco Marcello Coffrini e di Francesco Grande Aracri, condannato in via definitiva nel 2008 per associazione mafiosa.

Al termine della manifestazione, tre persone si sono avvicinate alla deputata reggiana, intimandole di “non pronunciare più il nome di Grande Aracri”.
Il consiglio comunale dunque ha approvato con voti unanimi un ordine del giorno in solidarietà con la Spadoni, presentato dal capogruppo M5S Norberto Vaccari.

L’Odg bolla l’episodio come “un’intimidazione, una minaccia dalle caratteristiche tipicamente mafiose. Un pessimo e pericoloso segnale di come questa cultura sia lungi dall’essere debellata. Il contrasto a questo insinuarsi di atteggiamenti mafiosi nella nostra società deve essere costante e continuamente ribadito non solo a parole, ma con fatti concreti”.

Il consiglio comunale – si legge nell’Odg votato all’unanimità – “impegna il sindaco e la giunta a convocare  d’urgenza la commissione VI dedicata alla cultura della legalità;
ad attivarsi per mettere in atto un controllo sempre più reale e stringente sulle attività economiche nel reggiano, al fine i tutelarle ed evitare il pur minimo rischio di infiltrazione di società e capitali illegali;
a promuovere iniziative sul territorio, in particolare rivolte alle scuole, che siano d’informazione sulla pericolosità della cultura mafiosa, come si individua e come si denuncia”.

Maria Edera Spadoni ha denunciato l’episodio all’autorità giudiziaria, affinché siano individuate le tre persone che hanno affrontato la parlamentare. Sull’episodio ha aperto un’indagine la Direzione distrettuale Antimafia.

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LEGAMBIENTE: “L’EMILIA PALCOSCENICO PRIVILEGIATO DELLA ‘NDRANGHETA”

“La recente denuncia della parlamentare Maria Elena Spadoni, minacciata a Reggio Emilia da ignoti con la richiesta di non alzare l’attenzione sul nome di Francesco Grande Aracri, boss condannato in via definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso e localmente alla ribalta per le superficiali
affermazioni fatte sul suo conto dal Sindaco di Brescello Marcello Coffrini, richiama l’attenzione sulla problematica situazione delle infiltrazioni mafiose, non solo a Brescello ma in tutta la provincia di Reggio Emilia.

Il dossier “Ecomafie 2014” di Legambiente ha evidenziato come, nel corso del 2013, l’Emilia Romagna abbia registrato ben 837 infrazioni accertate, 1.219 denunce e 237 sequestri per reati legati alle Ecomafie. Insieme ad altre regioni del Nord Italia, la nostra regione si conferma quindi come uno dei
“palcoscenici” prediletti dalla ‘ndrangheta e dai suoi alleati, come rilevato dalla Dda nella sua Relazione annuale, quando sottolinea che l’Emilia Romagna risulta al secondo posto in Italia per numero di “segnalazioni di matrice ‘ndranghetista” (ben 50), tallonando da vicino la capofila Lombardia, che registra 55 segnalazioni.

Non solo a Brescello ma in tutta la Provincia, la situazione necessita quindi non solo di una presa di posizione chiara e trasparente da parte delle amministrazioni e delle organizzazioni politiche, ma anche di provvedimenti concreti che fino ad oggi sono in larga parte mancati.

Legambiente chiede quindi che le istituzioni e le autorità preposte garantiscano massima attenzione al fenomeno, affinché il riconoscimento della oggettiva presenza mafiosa in regione e la presa di coscienza dei suoi pericoli per la vita di imprenditori e cittadini, siano supportati da efficaci azioni di tutela e salvaguardia della comunità”.

(Legambiente Emilia Romagna)

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