“Jesus” approda alla Cavallerizza (festival Aperto)

Mercoledì 29 ottobre al Teatro Cavallerizza – ore 20.30 ­– uno spettacolo realizzato a partire dai racconti sulla sua vita, dalle sue parole e dalle sue azioni, cercando di risalire all’origine della religione cristiana

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28/10/2014 – Al Festival “Aperto” di Reggio Emilia, mercoledì 29 ottobreal Teatro Cavallerizza (ore 20.30), Babilonia Teatri, una delle compagnie italiane più innovative del panorama teatrale contemporaneo, presenta Jesus, firmato da Valeria Raimondi, Enrico Castellani e Vincenzo Todesco.

Dopo aver attraversato storie diverse e molto popolari, i Babilonia sono approdati naturalmente a “quella più pop in assoluto, con un personaggio così familiare da conoscerne tutti nascita, vita e morte”. Fatta la scelta, appena intrapresa la ricerca, si rendono subito conto quanto i comportamenti, i ragionamenti, in pratica tutta la nostra cultura sia permeata della figura di Cristo; in pratica “Gesù è ovunque!”.  All’origine profonda di questa ultima opera c’è il tentativo di dare una risposta di amore, di fiducia e di apertura, quindi una risposta in pratica “cristiana”, al mistero della vita e della morte sollevato con i suoi incalzanti “perché” dal piccolo Ettore.

Tutti, si dice, conoscono svariati elementi della storia del nazareno. E lo spettacolo è stato realizzato proprio a partire dai racconti sulla sua vita, dalle sue parole e dalle sue azioni, cercando di risalire all’origine della religione cristiana “per capire – afferma la compagnia – da dove nasca il nostro bisogno di credere”.

Si tratta di un confronto con un pensiero tramandato da secoli, e che nel tempo si è modificato, forse anche giungendo a contraddire se stesso. Per questo, è la risalita verso l’origine a rivelarsi necessaria per affrontare l’inquietudine insita in ognuno, il bisogno di dare un ordine al caos e di trovare risposte.

“Ci chiediamo che ruolo abbia la religione nella nostra vita”. Le domande si affollano, nel confronto con la figura di Gesù e con l’ipotesi del credere. La fede sarebbe la possibilità di trovare un contatto col sacro, o è la sua negazione? E’ un mezzo per entrare in relazione col divino, o per conoscere quale sia il nostro ruolo nel mondo?

Babilonia Teatri è già stata insignita di numerosi premi fra cui il Premio Hystrio 2012 per la Drammatugia, il Premio Ubu 2011 per la novità italiana / ricerca drammaturgica, il Premio Off del Teatro Stabile del Veneto, il Premio Speciale Ubu 2009 per la capacità di rinnovare la scena. Fondata nel 2005 da Enrico Castellani e Valeria Raimondi, si è subito imposta sulla scena italiana per il suo sguardo irriverente e divergente su alcune questioni brucianti del nostro tempo, fra cui il razzismo, il lavoro, la pornografia dell’informazione, la smania di successo, la violenza o ancora la desertificazione culturale. Con il suo stile e i suoi codici fuori dagli schemi, che spaziano dal linguaggio visivo al video, la compagnia cerca di muovere la necessità e l’urgenza dell’interrogazione, facendo emergere conflitti, tensioni e corti circuiti mentali.

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