Mafie, il direttore Cna boccia Coffrini e incita gli imprenditori a tenere gli occhi aperti: “Attenti a certi colletti bianchi”

1/10/2014 – La mafia a Reggio è soprattutto la “nuova mafia” dei colletti bianchi. Lo sostiene il direttore generale della Cna di Reggio Emilia, Fabio Bezzi (ma i Grande Aracri e i Sarcone sono colletti bianchi?), che cita il Pg di Brescia Pierluigi dall’Osso e da un osservatorio privilegiato, il vertice di un’associazione di artigiani fra le più importanti del Paese, lancia un allarme sull’espansione territoriale e verticale dell’influenza delle mafie e prende posizione a fianco dei sindaci “con la schiena dritta”, stigmatizzando il “tardivo ravvedimento” di altri.

Trasparente il riferimento al sindaco di Brescello Marcello Coffrini, che si è cosparso il capo di cenere in consiglio comunale (per le affermazioni su Grande Aracri) ma si è guardato bene da dimettersi.

Soprattutto, Bezzi chiede agli imprenditori di impegnarsi in un gioco di squadra antimafia con le forze dell’ordine e i cittadini, e di tenere gli occhi bene aperti per non cadere nella trappola di chi porta valigioni di soldi troppo facili.

C’è da augurarsi ora che la Cna, scottata anche dal coinvolgimento di suoi esponenti nella maxi inchiesta sul giro di fatture false, dopo le parole di Bezzi tenga gli occhi bene aperti anche nei confronti di associati e consulenti.

Il direttore di via Maiella apre dunque il fronte reggiano della “nuova mafia”, quella – scrive in una dichiarazione diffusa oggi – “che striscia tra le piaghe della società, che sta ben attenta a mimetizzarsi tra i “colletti bianchi”, più difficile da riconoscere ma non meno pericolosa e implacabile, perché si nutre delle difficoltà altrui, della crisi della nostra economia.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un’escalation di operazioni brillantemente condotte dagli inquirenti per portare alla luce e interrompere i loschi giri della criminalità organizzata, che da troppo tempo ha prosperato silenziosamente sul nostro territorio, prima che illustri autorità come l’ex Prefetto Antonella De Miro dessero una scossa al sistema”, sottolinea Bezzi.

“Bene anche la risposta corale dei sindaci – aggiunge – tranne qualche eccezione che si è tardivamente ravveduta, per un impegno totale nella lotta alla criminalità organizzata. Perché è questo il vero problema: sulle infiltrazioni mafiose non si può e non si deve scherzare. Senza se e senza ma, bisogna fare gioco di squadra tra forze dell’ordine, istituzioni, associazioni, imprenditori e cittadini e fare tutto il possibile per debellare questi “pezzi malati” dell’economia”.

Gran parte dei nostri sindaci, molti giovani preparati e di grande volontà, hanno dimostrato “la schiena dritta” e sono di esempio per tutti i cittadini.
Reggio può vincere questa importante battaglia.

A patto che si abbia chiaro l’obiettivo: qui non si tratta di perseguire i piccoli reati di evasione, pur non giustificabili, ma il vero male che rischia di inquinare un intero sistema economico.  E con questo mi rivolgo anche agli imprenditori – conclude -: fate molta attenzione alle persone con cui entrate in affari, a chi nei momenti di crisi vi promette soldi facili e vi suggerisce “ottimi investimenti”.

Penso ad esempio al settore dell’edilizia, che a fronte di un crollo vertiginoso del mercato, come risulta dall’ultimo studio del Sole 24 Ore con un calo a Reggio Emilia del 91,4% dei permessi di costruzione tra il 2005 e il 2012, ha subito il prosperare di attività criminose. I sequestri di immobili della scorsa settimana lo dimostrano.

Entrare in giri pericolosi e poco puliti è fin troppo facile. Questo non deve accadere. Ci sono tante persone a cui chiedere aiuto nei momenti di difficoltà, prime tra tutti le Associazioni e le forze dell’ordine. Il lavoro delle istituzioni, dei sindaci e degli inquirenti nella lotta alla mafia, ai quali Cna Reggio Emilia dà il suo pieno sostegno, diventa ogni giorno più difficile.

La “nuova mafia” è in evoluzione: meno padrini con scagnozzi al seguito e più “network criminali” di insospettabili, pronti a tutto e bravi a nascondersi dietro facce pulite. Anche noi, con le nostre diecimila imprese associate, siamo molto preoccupati.

Come difendersi? Mantenendo gli occhi aperti, evitando le scorciatoie anche nei momenti di crisi, facendo fronte comune. Essere uniti nel condannare e denunciare i reati mafiosi è l’unico modo per far uscire allo scoperto il vero volto della mafia”.

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