Sonia Masini ha celebrato se stessa. Ma chi paga il conto?

11/10/2014 – Un fiume di lacrime ha bagnato la sala congressi del centro Loris Malaguzzi per l’addio di Sonia Masini alla Provincia. Una kermesse autocelebrativa organizzata senza trascurare alcun dettaglio dalla Masini in persona, che domenica – giorno delle elezioni di secondo grado – cederà la poltrona al nuovo presidente designato Giammaria Manghi.

La sala Malaguzzi ieri sera era gremita da quattrocento persone, soprattutto dipendenti della Provincia, ai quali l’ex zarina di palazzo Allende ha assicurato in zona Cesarini una bella rete di protezione: l’ultima Giunta convocata proprio al Malaguzzi un’ora prima del festival ha deliberato che, in caso di accorpamenti di enti e trasferimenti, ai dipendenti reggiani dovrà essere assicurato un trattamento salariale non inferiore a quello attuale.

Il clima della festa d’addio era di commozione e di santificazione: Sonia Masini è stata salutata con l’inno nazionale, cantato dai politici e dai sindaci schierati in prima fila, e con quello europeo. Poi una serie di video a doppio schermo e la Masini-story raccontata al microfono da lei medesima, ovviamente sorvolando su certi capitoli di qualche imbarazzo come l’appalto del Global Service e i crac Sofiser e Reggio Fiere.

Sonia Masini ha naturalmente il diritto di salutare i dipendenti (ma sarebbe bastata una sobria assemblea in provincia) e anche di farsi propaganda alla vigilia della scelta dei candidati Pd per il consiglio regionale. Ma non a spese di tutti. Così la domanda sorge spontanea: quanto è costata la kermesse? Quante e quali risorse dell’ente (a cominciare dai dipendenti) sono state impegnate? Chi ha fornito e elaborato i materiali? E soprattutto, chi ha pagato il conto? Sonia Masini in persona (come accadrebbe in qualsiasi altro Paese europeo)? Qualche sponsor? O la Provincia, come si vocifera? Non sarà che il conto è già finito in tasca ai cittadini? E nessuno, nel caso, avrebbe niente da dire?

(Pierluigi Ghiggini)

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