L’arte contemporanea rivive l’Orlando Furioso. Grande mostra da sabato a Palazzo Magnani

2/10/2014 – I personaggi de L’Orlando Furioso, le donne i cavalier l’arme l’amore, la passione per Angelica che diverrà poi follia d’amore, rivivono da sabato 4 ottobre 2014 all’’11 gennaio 2015 a Palazzo Magnani, Reggio Emilia, nella grande mostra “L’Orlando Furioso: incantamenti, passioni e follie”, rilettura dell’immaginario ariostesco da parte dell’arte.

L’Orlando Furioso è una delle opere che hanno goduto nel tempo, pur con qualche periodo di oscuramento, di più vasta ammirazione e interesse, proprio per la sua intima, così “moderna” struttura, con il perenne incastro di trame, “in un mondo”, come scrive Gianni Celati, “dove tutti agiscono in stati di incantamento o di fissazione, prodotti dal gioco della sorte”, “con un’idea del mondo come pura meraviglia senza inizio e senza fine” – e questo è alla radice della sintonia della cultura letteraria americana con l’Ariosto, in un Paese di perenne ricerca di una frontiera da raggiungere e valicare.

Anche in campo artistico, la fortuna dell’Ariosto e del suo poema cavalleresco è stata assai diffusa – tra i tanti nomi che potremmo citare ci sono quelli di Tiziano e Guido Reni, di Fragonard e di Doré, con le infinite metamorfosi nei secoli del personaggio di Angelica (tra le quali Ruggero che salva Angelica di Ingres, conservato al Louvre di Parigi), così come
nell’’illustrazione moderna e contemporanea e nel cinema.

A fare da ideale incipit alla mostra e a simboleggiare la fortuna del poema ariostesco sarà un importante dipinto ad olio su tela di Simone Cantarini, Angelica e Medoro, 1645 circa, della Collezione Credem.

La mostra di Palazzo Magnani, a quarant’anni dalle celebrazioni del cinquecentesimo anniversario, nel 1974, non casualmente ripropone l’Omaggio all’Ariosto di Franco Vaccari, presenta alcune opere successive, quali ad esempio le immagini colte da Luigi Ghirri nel Mauriziano, e poi si concentra sugli esiti del confronto tra pittori, scultori, illustratori, autori di fumetti e fotografi, italiani e stranieri, con la figura dell’Ariosto e il testo dell’Orlando Furioso, per verificare l’influenza sull’immaginario creativo
di una visione del mondo e delle umane esistenze che non può essere consegnata agli archivi del passato.

L’’esposizione rivisita sommariamente la fortuna dell’Ariosto nel passato, partendo dalla preziosa collezione delle edizioni del Furioso di proprietà della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia e della Fondazione Pietro Manodori di Reggio Emilia, e intende proporre le suggestioni esercitate dalla sua figura e dall’atmosfera, e soprattutto da specifici episodi del poema su alcuni tra i più importanti artisti contemporanei, italiani e stranieri.

In mostra opere di Manolo Valdés, Mimmo Paladino, Sandro Chia, Piero Pizzi Cannella, Joe Tilson, Vladimir Velickovic, Antonio Seguí, Concetto Pozzati, Roberto Barni, Giuseppe Maraniello, Emilio Isgrò, Ezio Gribaudo,
William Xerra, Elio Marchegiani, Giovanni Campus, Franco Vaccari, Umberto Mariani, Giulia Napoleone, Gabriella Benedini, Tino Stefanoni, Aligi Sassu, Fabrizio Clerici, Tullio Pericoli, Ruggero Savinio, Gianriccardo Piccoli, Davide Benati, Omar Galliani, Franco Guerzoni, Aldo Spoldi, Pat
Andrea, Medhat Shafik, Giuseppe Bergomi, Graziano Pompili, Giuliano Della Casa, Wainer Vaccari, Mirco Marchelli, Simone Pellegrini, Andrea Chiesi, Philippe Favier, Barthélémy Toguo, Ryan Mendoza, Guido Peruz, Nani Tedeschi, Domenico Grenci, James Nares), illustratori e autori di fumetti, quali Guido Crepax, Sergio Toppi, Lorenzo Mattotti, Gianluigi Toccafondo, Grazia Nidasio, Francesca Ghermandi, Giuseppe Camuncoli, Matteo Casali, Paolo Bacilieri, Tuono Pettinato, Corrado Roi, Enea Riboldi, fotografi come Nino Migliori, Franco Vaccari, Luigi Ghirri, Vittore Fossati, Marco Bolognesi, Michael Kenna, Vasco Ascoloni.

Di Stanislao Farri, oltre a immagini dei luoghi reggiani frequentati dall’Ariosto, vengono presentate alcune fotografie de “I Maggi”, le tradizionali rappresentazioni in costume che, nell’Appennino, rievocano le gesta dei cavalieri antichi.

Il catalogo di Silvana Editore contiene testi di importanti autori italiani e stranieri come Giulio Ferroni, Valerio Magrelli, Gianni Celati, Franco Farinelli, Luigi Ballerini, Lina Bolzoni, Ermanno Cavazzoni, Alberto Manguel, Daniela Branca, Massimo Ciavolella, Stefano Jossa, Dennis Looney, Sandro Parmiggiani (curatore della mostra e del catalogo), Roberto Roda, Enrico Fornaroli, corredati dalle immagini delle opere esposte.

La mostra

Orari: dal martedì al giovedì 10.00-13.00 /15.00-19.00 venerdì, sabato e festivi 10.00-19.00 – lunedì chiuso (la biglietteria chiude alle ore 18.00).

Aperture straordinarie: lunedì 8 dicembre orario continuato 10.00-19.00, giovedì 25 dicembre orario 15.00-19.00 giovedì 1 gennaio 2015 orario 15.00-19.00.

Ingressi: Intero 9 euro; Ridotto 7 euro; Studenti 5 euro.

Biglietti online
È possibile acquistare i biglietti online su musement.com.

Visite guidate in programma ogni sabato e domenica ore 16.00 – 3,00 euro + ingresso mostra (necessaria la prenotazione).

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