Dopo 70 anni tornano a Villa-Minozzo le spoglie del fante Primo Bianchi. Morì in Germania, non aveva ancora 20 anni

25/10/2014 – Dopo oltre settant’anni in terra straniera, Primo Bianchi riposerà nel cimitero del suo paese.
Domani mattina (domenica 26 ottobre) Villa-Minozzo accoglierà le spoglie del fante morto il 7 luglio 1944 in un campo di prigionia in Germania e gli renderà onore, anche a ricordo “delle moltissime altre vittime, civili e soldati – sottolinea il sindaco Luigi Fiocchi – che la nostra gente ha pianto a causa della seconda guerra mondiale.  Un tributo di sangue per il quale il nostro territorio è stato fregiato della medaglia d’argento al valor militare”.
Dopo la messa, che sarà celebrata alle 10.30 nella chiesa parrocchiale del capoluogo, alla presenza dei parenti di Bianchi e delle autorità, la cerimonia proseguirà con un corteo in piazza della Pace e la deposizione di una corona al monumento ai caduti di tutte le guerre.
La manifestazione, indetta dal Comune in collaborazione con le Associazioni partigiane e Istoreco e il patrocinio delle Associazioni degli alpini, dei carabinieri e della Croce verde, prevede poi il saluto e il ricordo del soldato di Villa Minozzo da parte del primo cittadino Fiocchi e di Danilo Morini, presidente provinciale dell’Associazione nazionale liberi partigiani italiani.
“La cerimonia – spiega ancora il sindaco – avrà termine
con una breve testimonianza di un familiare di Primo Bianchi.
il fante era nato il 10 dicembre 1924, e a seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943 fu catturato dalle truppe naziste a Reggio Emilia, mentre stava cercando di
rientrare a casa, e fu quindi internato in Germania nello stalag XI-B, che si trovava in prossimità della città di Fallingbostel, in Bassa Sassonia”.
Conclude il sindaco: “Là, dopo nemmeno un anno, il nostro soldato si spense, quando ancora non aveva compiuto vent’anni, ufficialmente a causa di una tubercolosi polmonare, ma molto
probabilmente a seguito di stenti, percosse e malnutrizione. La sua salma fu poi portata nel cimitero militare italiano di Amburgo. Ed ora, finalmente, i suoi resti sono tornati tra noi”.
 
 

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